Il panettone
11 Dicembre 2018
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Il panettone

Natale è vicino e non vorremmo sembrare i soliti “senza Dio”, privi di adeguata sensibilità verso la festa che unisce tutti gli Italiani. Non vorremmo, per questa occasione, privarci del piacere di fare i nostri auguri a tutti quelli che per la verità non ne avrebbero bisogno. Auguri sinceri al presidente Conte che – lui sì timorato di Dio, sempre pronto ad esibire a chiunque l’immagine del santo di Pietrelcina gelosamente conservata nel taschino della giacca – dal primo di giugno di quest’anno guida il governo nazionale e pare sia stato messo lì a fare sintesi tra le idee gialle di Di Maio e quelle nere di Salvini. Il primo ricco di idee, tutte in egual modo confuse, il secondo, guascone, con una sola idea, chiara, concreta, già collaudata e riassumibile nell’arrogante ma efficace “me ne frego”, tanto apprezzato dagli Italiani nella prima metà del secolo scorso. Anche a loro l’augurio sincero di consumare insieme il tacchino di Natale. Per l’anno che verrà, vita nuova per tutti.

Auguri di un felice Natale anche alla delegazione parlamentare molisana di cui sconosciamo le gesta. Le nostre più sentite congratulazioni vanno al cittadino Federico, il neo parlamentare eletto nella lista pentastellata, per il tono accorato e persuasivo del suo intervento alla camera dei deputati in favore dell’approvazione del decreto emergenze. Il nostro parlamentare non si è limitato ad omaggiare il governo per l’impegno profuso nella soluzione dei problemi causati dal crollo del ponte Morandi, ma ha speso tutta la sua ars oratoria per giustificare il penta condono di Ischia che consente non solo il condono per le case costruite abusivamente ma la ricostruzione delle stesse a carico dello stato. Se avesse impiegato il suo tempo per sollecitare il suo governo a risolvere i problemi causati dal sisma dello scorso agosto nella sua regione, i cittadini molisani gliene sarebbero stati grati.

Auguri anche alla parlamentare di Liberi e Uguali, l’on. Giuseppina Occhionero. Buono il suo impegno sui temi della legalità, a lei vorremmo tuttavia sconsigliare la frequentazione dei “profes- sionisti dell’antimafia” e di trattare con prudenza le problematiche legate alla presenza della criminalità organizzata nella nostra regione; la nostra forse non sarà più un’isola felice ma includerla tra le aree controllate dalla criminalità non gioverebbe né alla nostra economia né all’immagine della nostra terra abitata da gente operosa e onesta di sicuro non bisognosa di commissioni regionali speciali per fare spazio a qualche “esperto” della materia.

Auguri di buone feste anche al presidente della regione Donato Toma che nonostante abbia vinto le elezioni regionali non è mai riuscito ad entrare in sintonia con i molisani. Sarebbe ingeneroso fare un bilancio della sua attività amministrativa a solo pochi mesi dalla sua elezione ma a qualche impegno preso prima in campagna elettorale e poi in consiglio regionale siamo costretti a richiamarlo. “Un saluto particolare alle consigliere in quest’aula, ne abbiamo 6. La maggioranza ne ha 4 che rappresentano 1/3 della medesima. Saranno tutte valorizzate – alcune già lo sono, altre lo saranno – con ruoli fondamentali” così il presidente Toma nella seduta consiliare del 28/05/2018. Sarà stata l’euforia della prima volta che giustifica in una “sera di maggio” ogni genere di promesse salvo a rinnegarle alle prime luci dell’alba o, invece, è prevalsa la logica di un mondo tutto al maschile che ha impedito al governatore di tener fede alle promesse, visto che a tutt’oggi non una sola donna della maggioranza riveste un ruolo fondamentale né in consiglio regionale né altrettanto nella giunta. La questione è di fondamentale importanza e investe tutti i soggetti in campo, populisti e non. Basti pensare che oggi nell’intera Europa, l’unica statista che si aggira con disinvoltura tra le cancellerie del continente è donna, gli altri sono solo dei politicanti. Ma torniamo ai fatti di casa nostra e cerchiamo di essere più buoni almeno a Natale.

Se non siamo riusciti ad esprimere un politico di rilevante caratura a livello nazionale, non possiamo pretendere di farlo qui in casa nostra a meno di scoprire un genius loci e non mi pare che sia il caso. Noi siamo quelli che hanno scelto Paolo Di Laura Frattura alla presidenza della giunta regionale, un uomo che non ha sentito il bisogno di dimettersi dall’incarico di commissario alla sanità il giorno stesso nel quale si è insediato il nuovo consiglio regionale per favorire il ricambio e la nomina del nuovo presidente. La permanenza nel ruolo di commissario alla sanità, anche dopo le elezioni regionali, mette in luce una profonda lesione dei principi democratici perpetrata dall’ex governatore, e condivisa dai governi Gentiloni prima e Conte dopo: perché ci lamentiamo se in Europa ci considerano dei mangia spaghetti? Anche a lei presidente Frattura esprimiamo tuttavia i nostri più sinceri auguri di buone feste.

Per non fare comunque torto a nessuno i nostri auguri li facciamo volentieri anche all’assessore ai Lavori Pubblici, Vincenzo Niro. Il malcapitato ha avuto l’infelice idea di chiedere, per via istituzionale, un incontro al ministro Toninelli al fine di discutere con lui della disastrata viabilità molisana, delle criticità dei viadotti e delle strade che mancano. Il governo del cambiamento ha fatto sapere al povero assessore che per il momento non è il caso di parlarne, più in là, forse. Vorremmo consigliare all’assessore di convocare una conferenza programmatica nella quale insieme a tutte le minoranze discutere con i territori interessati e le organizzazioni sociali di un piano di interventi da sottoporre al ministro delle Infrastrutture, chissà, forse, il ministro, il tempo di discutere con voi, lo trova.

Un augurio sincero anche ai consiglieri regionali del PD con una sola curiosità: siete ancora Renziani?

E per concludere gli auguri vorremmo farli, questa volta senza alcuna ironia, a chi ne ha veramente bisogno: ai terremotati vecchi che dopo 16 anni vivono ancora in abitazioni di emergenze vorremmo consigliare di invitare per il pranzo di natale i presidenti Iorio, Frattura e Toma insieme alle loro famiglie con l’unico impegno, quello di non parlare ai nuovi terremotati, di partecipare all’evento in religioso silenzio.☺

 

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