Il re dei balconi
9 gennaio 2018
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Il re dei balconi

Non esiste giardino, terrazzo o balcone che non ospiti un geranio, una delle piante ornamentali più popolari tra quelle coltivate in vaso. Spesso vediamo delle vere cascate di gerani rossi, viola, rosa che scendono dai davanzali. Per la sua coltivazione semplicissima il geranio è diffuso in maniera quasi capillare su balconi e terrazzi, tanto da essere considerato il re delle piante da balcone (la regina è la rosa).

Il geranio appartiene alla famiglia delle Geraniacee, che conta circa 600 specie tutte differenti l’una dall’altra, ognuna caratterizzata da diversi colori e diverse intensità di profumo, ognuna con i propri caratteristici petali e con il proprio grado di resistenza al freddo e al caldo, ma tutte estremamente facili da coltivare.

Tra le specie più interessanti per la floricoltura vi sono quelle del genere Pelargonium. Questo nome ha una derivazione greca: pelargós = cicogna e géranos = gru, per la particolare forma del frutto, che termina in un lungo uncino somigliante al lungo becco dei trampolieri. Lo ricorda anche Giovanni Pascoli, nella poesia dal titolo Addio dedicata alla madre, rievocando l’arrivo dell’autunno, quando l’orto appassiva ed i gerani non avevano che “becchi di gru”.

Un’altra varietà di pelargoni reperibile in commercio, che merita una citazione a parte, è quello odoroso: la sua caratteristica più peculiare è nelle fragranze intense e particolari sprigionate dalle foglie. Ciò è dovuto alla fuoriuscita degli oli essenziali contenuti nelle foglie, soprattutto quando vengono strofinate. In questo modo si avvertono i profumi più svariati: menta, limone, rosa, noce moscata, carota, fragola e altri ancora. Questi oli trovano un uso anche in erboristeria e nella preparazione dei profumi grazie alla presenza del geraniolo estratto dal Pelargonium graveolens. Sempre nelle erboristerie, il geraniolo trova impiego nella fabbricazione di lozioni repellenti contro le zanzare (anche per questo motivo si consiglia di avere sempre un geranio sul balcone) e come sostanza blandamente sedativa e antidolorifica.

Le varietà più coltivate, perché più interessanti per il floricoltore, si distinguono in quattro gruppi chiamati comunemente:gerani zonali, con una tipica zona nero-verdastra delle sue foglie;gerani edera, ottenuti da un incrocio, con fusto prostrato e ramificato, e adatti sia per la copertura di muri in posizioni soleggiate sia per l’arredo di balconi;gerani a grandi fiori, da coltivare in vasi;gerani ibridi e rifiorenti, con varietà a fiore semplice, semidoppio o doppio, e dai colori molto brillanti.

Quando si acquistano nuove piante si consiglia di trapiantarle in contenitori più grandi se il loro vaso è di diametro inferiore a 12 centimetri. Una delle operazioni colturali più importanti per avere un geranio sempre bello è infatti il rinvaso, che va eseguito da gennaio fino all’inizio della primavera. Il nuovo vaso deve avere un diametro di almeno 2-3 centimetri in più rispetto a quello vecchio. Bisogna inoltre procurarsi un buon terriccio a reazione neutra o leggermente acida (pH compreso tra 6 e 7), facilmente reperibile in commercio con l’etichetta “terriccio per gerani”, quindi posizionare la pianta allo stesso livello in cui si trovava nel vecchio vaso e mai a una profondità maggiore. Ovviamente non vanno trascurate le altre operazioni, quali la concimazione, l’innaffiatura ed eventualmente qualche trattamento contro le malattie crittogamiche, come la ruggine, e contro i parassiti, quali la nottua e la mosca bianca.

Chi è particolarmente affezionato alla forma e al colore di un geranio può riprodurlo grazie alle talee. Con un paio di forbici affilate si possono prelevare le parti apicali e interrarle in un vaso con del terriccio ben drenato, eventualmente dopo aver trattato la parte tagliata con ormoni radicanti. L’ irrigazione va eseguita con regolarità per almeno trenta giorni e quando la talea avrà radicato è pronta per essere trapiantata.

Le prime notizie storiche sui gerani risalgono al ’600, quando, durante una spedizione, un gruppo di naturalisti, a Capo di Buona Speranza, venne attirato casualmente dal profumo emanato dai gerani e li importò in Europa. Sottoposto a numerosi ibridazioni, il geranio divenne un fiore talmente popolare che per tutto l’ Ottocento venne definito il “fiore della strada”.

Una leggenda araba narra che il profeta Maometto un giorno lavò i suoi abiti e li pose ad asciugare su alcune piante di malva, ma quando li raccolse vide che al posto della malva vi erano delle belle piante fiorite: i gerani.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il geranio ha diversi significati, a seconda del suo colore: il rosso simboleggia la consolazione e il conforto, ma anche il benessere; il rosa la preferenza o la nascita di un nuovo affetto; quello bianco la grazia; il geranio edera l’amicizia sincera e, infine, i gerani rampicanti simboleggiano la fedeltà e la stabilità.☺

 

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