Il re dell’orto
11 Febbraio 2019
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Il re dell’orto

Una pianta biennale molto diffusa, tanto da essere considerata un vero e proprio simbolo degli orti casalinghi, è il sedano. Ma essendo richiesto quale ortaggio dalle mille proprietà, è coltivato su vasta scala anche nelle serre. Il sedano più apprezzato per la sua tenerezza è quello disponibile in primavera, ma grazie alla possibilità di poterlo coltivare in strutture coperte lo si può trovare in vendita tutto l’anno.

Appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, la stessa del prezzemolo, di cui abbiamo parlato su la fonte n. 3 del mese di marzo 2010, il sedano ha il nome scientifico di Apium graveolens. Il nome del genere, Apium, sembra derivare dal celtico apon, “acqua”, poiché predilige terreni umidi; la coltivazione di quest’ortaggio richiede infatti un terreno fresco, ben concimato e soprattutto ben irrigato. Quanto al nome della specie, graveolens, “di odore cattivo o intenso”, si deve invece al tipico profumo dovuto alla presenza di una sostanza aromatica stimolante, di nome sedanina.

Questo ortaggio ha un bassissimo contenuto calorico: appena 20 calorie in 100 grammi. Come tutte le altre verdure, è costituito per la maggior parte da acqua (88-90%). Le altre sostanze che lo compongono sono fibre, proteine, minerali vari come sodio, potassio, fosforo, calcio, ferro, e le vitamine C, K e alcune del gruppo B. La presenza di vitamina K è in grado di favorire la coagulazione del sangue, mentre il suo succo è tonificante per la pelle e, se bevuto regolarmente, può arrecare beneficio in caso di reumatismi; diluito con l’acqua può essere utilizzato come collirio per gli occhi. Omero racconta che Achille riuscì a guarire il proprio cavallo gravemente ammalato, facendogli mangiare una pianta chiamata sélinon, “sedano”. L’estratto acquoso del sedano sembra che agisca come rimedio naturale per contrastare il deposito di lipidi in eccesso ed è utile quindi nella prevenzione del colesterolo alto. Anche i semi, grazie al loro alto contenuto di olio essenziale (2-3%), esercitano un’azione diuretica: con 1,5 grammi di semi per ogni tazza di acqua, si prepara un infuso da bere una o due volte al giorno (per la sua tossicità e per gli effetti secondari, va tuttavia evitata la somministrazione in caso di affezioni renali).

Più che per le proprietà medicamentose, il sedano viene coltivato negli orti casalinghi per il suo ruolo da protagonista in cucina: è infatti l’ingrediente principale, insieme a cipolla e carota, per la preparazione del soffritto, ma, allo stesso tempo, è un ortaggio che non può certo mancare nella preparazione del brodo di carne, e nemmeno per cucinare arrosti e zuppe. Tante sono le varietà di sedano, ma le più importanti sono quelle da costa (varietà dulce), quella da taglio e il sedano di Verona, molto apprezzato nel Nord Italia e coltivato per la radice, che può essere consumata sia cruda che cotta. Ma più in generale vi è un’alta richiesta di sedano con le coste delle foglie bianche e tenere, che presentano un gusto delicato e gradevole, adatto a diverse svariate preparazioni culinarie: in primo luogo la consumazione cruda in pinzimonio e in insalata, ma un’alternativa può essere quella di mettere a tavola spaghetti al pesto verde di sedano e nocciole. Per conservare inalterati l’aroma, il sapore e le componenti vitaminiche del sedano, è preferibile cuocerlo a vapore o stufato. Se si vogliono invece sfruttare tutte le sue caratteristiche nutrizionali, è consigliabile mangiarlo crudo, entro 4-5 giorni dalla raccolta, periodo entro il quale esse si mantengono intatte.

Ed è proprio in considerazione degli innumerevoli usi alimentari, oltre che delle proprietà curative, che un antico proverbio diceva: “Se il contadino sapesse il valore del sedano, allora ne riempirebbe tutto il giardino”.☺

 

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