il silenzio   di Rosalba manes
4 Luglio 2013
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il silenzio di Rosalba manes

 

“Come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. […] Di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato” (Mt 12,34.36-37).

Quando ti imbatti nella malattia di chi vorresti custodire ti senti nudo, impotente. Il tuo sogno di salvare il mondo s’infrange in una frazione di secondo. Povero il malato che hai davanti ma più povero ancora… tu, che scopri in te la paralisi non solo del non poter fare nulla, ma anche del non poter dire nulla. La tua parola è anemica e, a differenza delle volte in cui ne hai fatto sfoggio senza curarti delle stragi spesso commesse, ora, debole com’è, non si regge in piedi. Il cuore soffre un’emorragia di emozioni. Non hai in te un luogo dove estrarre le risorse adatte. In questa carestia emotiva puoi scoprire una sola riserva: il silenzio. Forse un estraneo per te fino a questo momento, ma che presto, se vuoi, può diventare un grande amico. Se lo frequenti ne scopri la seduzione. Non è assenza, ma liberazione da ogni maschera, accesso alla tua condizione più vera. È la chiave per entrare nel “cuore del cuore” dove fragilità e grandezza combaciano. La malattia è spoliazione, il silenzio pure. Entrambe dicono la stessa verità: Ecce homo. Realtà fragile sì, ma infinitamente amata perché Dio ha posto in essa il suo domicilio. È quindi solo immedesimandoti come Lui nell’altro che il tuo silenzio vibra come la più sensata delle parole.☺

       r.manes@hotmail.it

 

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