Infrastrutture di qualità
4 novembre 2018
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Infrastrutture di qualità

Obiettivi planetari

[9.1] Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti comprese quelle regionali e un accesso equo e conveniente per tutti. [9.2] Promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare significativamente, entro il 2030, le quote di occupazione nell’industria e il prodotto interno lordo, in linea con il contesto nazionale, e raddoppiare questa quota nei paesi meno sviluppati. [9.3] Incrementare l’accesso delle piccole imprese industriali e non, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compresi i prestiti a prezzi convenienti, e la loro integrazione nell’indotto e nei mercati. [9.4] Migliorare entro il 2030 le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le industrie, aumentando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e adottando tecnologie e processi industriali più puliti e sani per l’ambiente, facendo sì che tutti gli stati si mettano in azione nel rispetto delle loro rispettive capacità. [9.5] Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche del settore industriale in tutti gli stati – in particolare in quelli in via di sviluppo – nonché incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente, entro il 2030, il numero di impiegati per ogni milione di persone, nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca – sia pubblica che privata – e per lo sviluppo.

In Italia

Con il nuovo “Codice degli Appalti” (D. Lgs. 50/2016) e con il DEF 2017, con cui nell’Allegato si individuano i fabbisogni infrastrutturali al 2030, si è ufficialmente entrati nella nuova stagione di politiche infrastrutturali. Il primo aspetto innovativo è la centralità della pianificazione strategica, cioè l’individuazione delle reti di infrastrutture necessarie, come quelle ferroviarie, stradali, portuali, aeroportuali, per la connessione del Paese. Particolare attenzione viene assegnata agli snodi produttivi e al trasporto merci, ai poli turistici, con l’inclusione per la prima volta delle ciclovie turistiche. È diventata fondamentale la valutazione ex-ante delle opere, ovvero la considerazione dei costi e dei benefici delle singole infrastrutture. La riforma del “Codice degli Appalti” è uno spartiacque, per il cambio di paradigma nella loro pianificazione.

Passi in avanti si son visti nel settore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione. Riguardo alla copertura, infatti, la disponibilità dei servizi di accesso a reti fisse a velocità compresa tra i 2 e i 20 Mbit/s ha ormai raggiunto il 97% delle abitazioni, mentre a fine 2016 le linee di rete fissa a banda larga con velocità pari o superiore ai 10 Mbit/s hanno superato per la prima volta il 50% del totale. Inoltre, sono stati avviati progetti finanziati dai fondi pubblici per lo sviluppo della banda ultralarga.

Per sostenere l’innovazione e la ricerca e sviluppo (R&S), – che nel nostro Paese trova nel tessuto delle piccole e medie imprese un potenziale ricettivo di innovazione e di avanzamento tecnologico – il Governo ha istituito la fattispecie delle “Startup innovative” e promosso uno “Small Business Act” ed uno “Startup Act” in linea con le politiche europee.

Per ciò che concerne le infrastrutture fisiche le esigenze sono numerose e richiedono investimenti significativi. In particolare:

  • l’ammodernamento della rete stradale è sostanzialmente fermo da anni e sono quindi indispensabili interventi per aumentare la sicurezza stradale at- traverso la predisposizione di uno specifico piano nazionale: la tragedia di Genova docet!
  • le indagini sullo stato delle infrastrutture idriche evidenziano forti criticità connesse all’elevata vetustà delle reti. Solo un nuovo quadro di programmazione può permettere l’incremento degli investimenti, attualmente molto insufficienti, specialmente in alcune aree del Paese, oltre a dare compimento al referendum che ha riconosciuto l’acqua bene pubblico prima ancora che l’ONU la dichiarasse diritto umano universale.
  • nelle infrastrutture energetiche l’aumento dell’efficienza è un pilastro della politica europea e la principale priorità d’azione all’interno della Strategia Energetica Nazionale (SEN). Esiste, infatti, un bacino di risparmi di dimensioni considerevoli, mediante l’adozione di moderne tecnologie di risparmio energetico e di generazione rinnovabile di energia.
  • circa le infrastrutture aeroportuali, l’Italia risulta essere il Paese europeo con la più bassa concentrazione del traffico passeggeri negli aeroporti, a causa della maggiore presenza di scali con traffico tra i 3 ed i 5 milioni di passeggeri, mentre solo il 39% del traffico è generato da aeroporti con più di 10 milioni di passeggeri all’anno. L’Italia sta comunque registrando tassi di mobilità extra-europea in crescita, anche grazie agli investimenti di ammodernamento per 4,2 miliardi di euro nel quinquennio 2016-2020.
  • il trasporto ferroviario di persone evidenzia un livello di congestione nell’utilizzo della rete, ma non in quello di merci, per il quale risulta invece piuttosto chiaro un “sottoutilizzo” della dotazione rispetto a quanto rilevato nella media UE15, anche a causa della forte concorrenza del trasporto stradale, per la sua maggiore flessibilità e il minor costo unitario.☺

 

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