Innamorati del molise
11 gennaio 2018
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Innamorati del molise

Siamo innamorati del Molise. Il nostro impegno, le nostre lotte, i nostri sogni sono volti a rendere questa regione degna di attenzione, più abitabile, più fascinosa. Spesso è una sfida al di sopra delle nostre forze, perché la regione non ha una forte identità né una storia unitaria. I meno giovani la ricordano, magari con nostalgia, quando era ancora un’appendice dell’Abruzzo. Certamente la conduzione amministrativa, non solo di questi ultimi anni, lascia così a desiderare che fa vagheggiare soluzioni distruttive: dal ri- torno all’Abruzzo, come il figliol prodigo, all’ apparentamento con una parte della Campania o all’annessione dell’alta Puglia, fino ad essere inglobata in una qualche macroregione.

Siamo innamorati del Molise perché piccolo è bello, anche se fuori dai confini nessuno sa l’esatta collocazione geografica e noi stessi non sappiamo se apparteniamo al centro o al meridione, se dobbiamo accontentarci di essere il sud del nord Italia, illudendoci così di essere legati e trainati dallo sviluppo del settentrione, oppure se essere il nord del sud Italia, con la soddisfazione che i terroni abitano sotto di noi. Un nostro obiettivo è che venga messo in risalto la bellezza delle piccole realtà, così poco conosciute anche da noi e si faccia a gara nell’indicare le peculiarità dei centri vicini. Non siamo autarchici, tuttavia dovremmo imparare a programmare itinerari guidati per scoprire le meraviglie presenti nei luoghi che ci circondano, spesso scrigni di bellezze ignorate. E, con i luoghi, gustare e diffondere le prelibatezze della nostra terra, fruibili a chilometro zero, che non hanno nulla da invidiare ai prodotti veicolati da catene commerciali. Da qui nasce l’impegno per tutelare il territorio e difendere il suolo dalle facili contaminazioni che producono al massimo un benessere effimero.

Siamo innamorati del Molise per le persone meravigliose che lo abitano e che si spendono per renderlo migliore. Alcuni hanno lavorato con noi fino all’ultimo respiro. Come non ricordare, tra i tanti, Piergiorgio Acquistapace, Giulia D’Ambrosio, Leo Leone? In quest’ultimo tratto di strada abbiamo incrociato un uomo pacificato, Mario Travaglini, che da subito si è coinvolto nella nostra velleitaria avventura, apportando il suo contributo sia con articoli, pubblicati sul periodico, sia negli incontri di progettazione politica sfociati nel manifesto “Un progetto per il Molise”. Ci sono particolarmente cari la determinazione con cui affrontava gli argomenti, proprio di chi non ha più tempo da perdere, il calore delle relazioni umane che instaurava, l’interesse per il nuovo e per il rinnovamento, spaziando dalla politica alla teologia, fino alla medicina che era il suo campo specifico. La loro presenza in mezzo a noi e il loro pensiero è linfa vitale che cercheremo di non disperdere e perciò, anche grazie a loro, non ci arrenderemo. Vogliamo che i sogni fatti assieme diventino realtà.

Siamo innamorati del Molise. È questa passione che ci porta a elaborare progetti, come quello pubblicato sul numero di dicembre della rivista e a creare occasioni di incontri e dibattiti pubblici. Il nostro obiettivo non è conquistare qualche scranno nel palazzo regionale, ma veder rinascere una regione che ha tante potenzialità e che, invece, soprattutto a causa di amministratori infingardi e incapaci, va sempre più alla deriva. Come possono dormire sonni tranquilli costoro quando apportano tagli al sociale, quando gli impoveriti e i disoccupati aumentano, quando molti hanno difficoltà di sussistenza, quando addirittura ci sono ritardi colpevoli nei pagamenti alle ditte che hanno realizzato i lavori? La sanità è sempre più allo sfascio, la programmazione è fittizia e intanto i malati per curarsi sono costretti a intraprendere i viaggi della speranza. Nel 2016 il 26% dei pazienti (cioè 9.400 persone) che avevano bisogno di un ricovero hanno deciso di partire, e non per turismo ospedaliero! In agricoltura bisogna ancora arginare lo scempio dei pesticidi che minano la salute delle persone e distruggono l’equilibrio indispensabile nella natura per la stessa sopravvivenza. Che cosa sta facendo la regione per favorire i biodistretti, argine al cataclisma ambientale e possibilità di sviluppo senza alterare l’ecosistema?

Siamo innamorati del Molise e crediamo che il contrasto allo spopolamento possa venire proprio dall’accoglienza dei tanto disprezzati immigrati. Già secoli fa albanesi e slavi, impiantandosi tra noi e occupando interi territori, apportarono un contributo notevole all’economia e alla cultura. Oggi una logica fascio leghista, nutrita di razzismo e di retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza, cerca di mettere gli uni contro gli altri in una assurda guerra tra poveri. Il villaggio disabitato di San Giuliano di Puglia potrebbe essere un luogo di sperimentazione e di integrazione soprattutto a livello artigianale, se solo gli amministratori dei paesi confinanti riuscissero a guardare oltre le punte delle proprie scarpe! Paesi come Riace avrebbero molto da insegnare, se solo ci si aprisse al confronto.

Siamo innamorati del Molise e perciò alle prossime elezioni regionali il nostro obiettivo non è rimandare a casa Tizio o Caio, che ha sgovernato finora, vogliamo che cambi anzitutto la logica di chi si assume la responsabilità di amministrare. Si ostinano a riposizionarsi, a cercare alleanze, a pesare voti e seguaci pur di continuare il teatrino a cui ci hanno abituati. Non hanno capito che il problema si risolve solo se restano a casa o gli diamo il benservito. Niente e nessuno potrà fermarci, perché amiamo la nostra terra.☺

 

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