Inquinamento plastico
18 Settembre 2021
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Inquinamento plastico

Dopo le vacanze estive, destinate al recupero psicofisico, si torna alla quotidianità pieni di buoni propositi, pronti a cambiare qualcosa che non va. Tra i propositi/attese, mi augurerei che ci fosse un po’ più di impegno per superare degrado e inquinamento ambientale. In particolare quello “plastico” rispetto al quale ognuno, con un piccolo contributo, potrebbe migliorare una situazione ormai tragica: l’abbondanza di plastica nei luoghi che maggiormente frequentiamo è evidente, l’incuria è tanta che ti chiedi perché la insensibilità e la maleducazione di pochi debbano oltraggiare un luogo che per poche ore ci ha ospitati e resi lieti.

Lancio perciò un appello a tutti coloro che non hanno ancora compreso che l’inquinamento “plastico” va combattuto con impegno e dedizione modificando i nostri comportamenti. Siamo alle soglie di non ritorno. Pensate che microparticelle di plastica sono state trovate anche nelle falde acquifere. Purtroppo anche noi consumatori siamo corresponsabili di questo inquinamento: le aziende ormai plastificano ogni cosa che viene messa sul mercato!

Allora che fare nel nostro piccolo? Possiamo iniziare ponendo attenzione ai nostri acquisti: evitiamo, laddove possibile, di comperare prodotti “plastificati”, come la frutta già impacchettata. I detersivi possono essere acquistati anche sfusi, evitiamo le bottiglie di acqua: quella di rubinetto è la migliore e costa meno! Se pensiamo che una bottiglia di acqua costa in media 30 centesimi, riflettiamo che con la stessa cifra “possiamo acquistarne” dal rubinetto centinaia di litri.

Se andiamo in gita muniamoci di sacchetti per riportare a casa i nostri rifiuti normali e plastici e, se nei luoghi che frequentiamo troviamo oggetti di questo materiale, raccogliamoli. È un piccolo gesto che, garantisco, vi farà sentire bene. Intanto, in famiglia abbiamo sostituito i vasi delle piante con quelli di creta, non utilizziamo i cosiddetti antiaderenti, nocivi perché rilasciano particelle che poi ingoiamo con i cibi cotti in questi oggetti: se vediamo padelle antiaderenti un po’ consumate, chiediamoci dove sia finito il rivestimento. Sicuramente una parte nei nostri stomaci e l’altra nelle acque di lavaggio.

Grazie per l’attenzione.

 

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