Io sto con francesco
3 Ottobre 2018
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Io sto con francesco

lettera aperta a quanti hanno a cuore che il concilio viva

Assistiamo sempre più frequentemente ad attacchi, anche molto violenti, nei confronti del papa da parte di monsignori più o meno illustri, non riconducibili alle contese tra nuora e suocera, degli opinionisti della grande stampa che si accaparrano così titoloni a otto colonne, di politicanti che sperano di passare alla storia sparando sulla croce rossa! Chiaramente i pretesti che si mettono in campo sono molto seri e degni di considerazione come la pedofilia, la morale sessuale e matrimoniale, gli immigrati, ma l’obiettivo purtroppo è ben altro. Come la Banda Bassotti usa il piede di porco per scassinare gioiellerie, così loro utilizzano ignobilmente temi estremamente sensibili in modo strumentale per chiedere le dimissioni del papa. In realtà il vero obiettivo è il Concilio Vaticano II, finalmente preso sul serio, anche nella scelta dei poveri. Nella storia degli ultimi secoli due papi si voleva deporre: Giovanni XXIII perché lo ha indetto, irresponsabilmente secondo i tirapiedi, e Francesco che ha scelto di attuarlo!

Che papa Francesco abbia un carattere piuttosto difficile e agisca spesso al di fuori dei canoni è certo, che nomini vescovi e dia la berretta cardinalizia lasciandosi guidare dall’emotività è indubbio, ma è altrettanto vero che vuole pulizia all’interno della chiesa, fedeltà al vangelo, attuazione del Concilio. Il concilio ha dato un volto nuovo alla chiesa non più considerata società perfetta, ma popolo di Dio in cammino, al servizio dell’umanità; tornando a scommettere sulla Parola di Dio, ha riaffermato la gerarchia delle verità, il primato della coscienza, la libertà religiosa, solo per citare qualche tema. L’aggiornamento voluto da Giovanni XXIII fu così dirompente che cercarono di mettere la sordina e ci erano quasi riusciti. Dopo i difficili ma entusiasti inizi di Paolo VI, Giovanni Paolo II, accortosi della impermeabilità della curia vaticana, abbandonò la riforma e cominciò a viaggiare. Tornava in Vaticano per il cambio della biancheria e ripartiva per nuovi bagni di folla. Benedetto XVI, a causa del suo entourage, fu messo nell’angolo e prima di rimanerne schiacciato pensò bene di dimettersi. Francesco ha preso di petto lo zoccolo duro del Vaticano, basta leggere i discorsi annuali alla curia, per cui gli impiegati hanno deciso di fargliela pagare cara. Quanto di cristiano ci sia non lo so, ma so di certo che il Vaticano va abolito, non riformato!

Si parla di scontro tra conservatori e progressisti, categorie che mal si adattano nel campo religioso perché i veri conservatori (quelli cioè che vogliono conservare inalterato il messaggio evangelico) sono proprio i progressisti, gli altri sono farisei o sadducei o tradizionalisti (legati a titoli altisonanti, a ricchezze, a tradizioni create per salvaguardare i loro privilegi). Finora costoro hanno avuto sempre gioco facile. Nel secolo scorso fu Pio X a decapitare tutte le teste pensanti col pretesto del modernismo. Dopo il concilio ci pensò Giovanni Paolo II, col pretesto del comunismo, a cercare di azzerare la teologia della liberazione e quella europea in dialogo con il nostro tempo. Per fortuna il concilio, come fuoco sotto la cenere, con il vento portato da papa Francesco, è tornato a divampare più vivo che mai e il popolo di Dio sa da che parte stare.

I tradizionalisti stanno tentando gli ultimi colpi di coda, che potrebbero essere catastrofici. Quattro cardinali (di cui due già passati a miglior vita) e i loro accoliti hanno provato a mettere sotto accusa il papa per l’apertura ai divorziati risposati; ma a leggere attentamente l’Amoris Laetitia (l’esortazione del papa sull’amore nella famiglia) le critiche sono senza fondamento e soprattutto non hanno fatto presa sulla gente. Si mette in discussione l’impegno esplicito del papa in favore dei migranti, ma è così evangelico che se cercassero di inchiodarlo ne farebbero un martire, non un apostata. Ecco allora l’accusa di aver coperto la pedofilia del clero. Poiché le voci anonime non bastavano a dare risalto all’accusa, ha deciso di metterci la faccia l’arcivescovo Carlo Maria Viganò che già aveva firmato la lettera dei quattro cardinali contro il papa. Descrivere chi è il signor Viganò ora è difficile perché potrebbe sembrare che si vuole screditarlo per rendere meno efficaci le accuse, come fanno gli avvocati nei confronti delle vittime di stupro, perciò mi astengo. Purtroppo è arrivato tardi perché Francesco aveva già addirittura tolto la berretta cardinalizia a McCarrick, vescovo di Washington, quando finalmente Viganò si è deciso a denunciarlo per pedofilia, dopo esserci andato a braccetto quando era nunzio negli Stati Uniti. Il fatto strano è che se la prendono con chi lo ha destituito anziché con i predecessori che lo hanno ricoperto di titoli e onori!

La pedofilia è una piaga, purtroppo nel passato sottovalutata, presente nella società molto più che nella chiesa, anche se fra gli ecclesiastici fa giustamente più scalpore. Va debellata fino alla sparizione, ma senza uso strumentale. Negli Stati Uniti, per esempio, essa balzò alle cronache quando i vescovi dissero no alla guerra del Golfo, voluta fortemente dal presidente Bush per motivi economici. Oggi molte diocesi sono state condannate a pagare milioni di dollari di risarcimento. La cosa grave non è che debbano pagare, è che possiedono tanto denaro mentre la gente non sa come arrivare al domani!

Io sto con Francesco perché voglio che la pedofilia sia perseguita nella chiesa e nella società, perché credo nell’ irreversibilità del concilio Vaticano II, perché lotto affinché ogni terra possa essere considerata patria da chi la calpesta.☺

 

 

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