la città piange e fa pena   di Roberto Roversi
4 Ottobre 2013
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la città piange e fa pena di Roberto Roversi

 

Roberto Roversi ricorda Francesco Lorusso (*)

 

 

La creta, la selenite e l’arenaria.

Di qui nasce il colore di Bologna.

Nei tramonti brucia torri e aria.

A che punto è la città?

La città è lì in piedi che ascolta.

Io non dico il privato è politico.

Dico anche il privato è politico.

A che punto è la città?

La città si nasconde le mani.

I democristiani non governano l’Italia

ma la gestiscono.

In trent’anni l’hanno succhiata leccata masticata

peggio dei Visigoti

e di Attila che correva a cavallo.

Al confronto Attila è una farfalla dai novanta colori

Questi hanno facce di pesci-tonno, pesci-guerra, pesci-fuoco.

A che punto è la città?

La città legge la sua pergamena.

Un giorno gli schiavi sono vestiti di bianco.

Quel giorno l’impero di Roma è condannato.

Quando gli uomini si contano

un momento di storia è cominciato.

A che punto è la città?

La città tace perché non è più primavera.

La verità è il massacro.

Il massacro è la realtà.

Mille creature tagliano l‘acqua con il coltello affilato

per guardare il sangue del mare.

A che punto è la città?

La città in un angolo singhiozza,

Improvvisamente da via Saragozza

le autoblindo entrano a Bologna.

C’è un ragazzo sul marmo, giustiziato.

A che punto è la città?

La città si ferisce

camminando

sopra i cristalli di cento vetrine.

A che punto è la città?

La città piange e fa pena.

Poi elicotteri in aria

perché le vetrine son rotte

Le vecchiette allibite

perché le vetrine son rotte

Commendatori adirati

perché le vetrine son rotte

I tramvieri incazzati

perché le vetrine son rotte

Tutte le strade deserte

perché le vetrine son rotte

Carabinieri schierati.

perché le vetrine son rotte

Sessantamila studenti

perché le vetrine son rotte

Massacrati di botte

perché le vetrine son rotte.

A che punto è la città?

La città si scuote come un cane.

Il ragazzo ucciso è seppellito

 

con il rito formale.

Segue la pace ufficiale

con i poliziotti ai cantoni

In galera centottanta capelloni.

Grida la gente: lazzaroni,

studiate

invece di fare barricate

per mandare in malora una città.

Non si trascina alla gogna

la città di Bologna.

Chi è studente va con la ragazza

non in piazza a farsi ammazzare.

A che punto è la città?

La città ansima e ascolta

il suono di un chiodo che ferisce

strisciando sul vetro di marzo

e così dice:

Era un ragazzo venuto dal niente.

ucciso per strada.

colpito alla fronte.

era un ragazzo venuto da niente.

gridava la gente.

scappava sul ponte.

era un ragazzo, le ore del cuore

eoc

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