La moneta del Molise
5 Luglio 2014
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La moneta del Molise

Sperimentazione di un circuito monetario complementare attraverso la creazione di una moneta locale. Questo l’intento della Giunta regionale che ne ha approvato l’attivazione con delibera n.209, dando mandato al direttore del Servizio “Competitività dei sistemi produttivi e sviluppo delle attività industriale ed estrattive e politiche della concorrenza” di occuparsi dell’adozione e pubblicizzazione di un Avviso Pubblico per l’individuazione, mediante manifestazione d’interesse con allegato progetto preliminare, di un partner operativo per avviare la sperimentazione di un circuito di “Moneta complementare” in Molise.

L’idea non è originale perché all’estero ne sono attive molte, in Europa la zona con maggiori sistemi complementari è la Germania, e la più antica è senza dubbio anche la più famosa: la WIR Bank, nata nel1934 come exchange ring, con l’ obiettivo di sostenere l’economia locale e dopo oltre 70 anni di attività è riuscita a coinvolgere 60.000 imprese.

In Italia anche altre regioni si stanno muovendo nella stessa direzione. La Lombardia dove a gennaio si è tenuto un convegno di promozione di tale sistema e che vede il Presidente Maroni fra i più accesi sostenitori; la Sardegna che ha fatto tesoro dell’esperienza del Sardex e intende implementarne l’utilizzo con il “Progetto Sardegna” e una moneta complementare denominata “Reale”.

Ci sono, però, diverse tipologie di “monete complementari” come ben descritto nell’allegato alla stessa delibera. “Le monete complementari rappresentano, quindi, accordi all’interno di una comunità finalizzati ad accelerare qualcosa di diverso dalle valute correnti nazionali”. Possono essere esempi di questo tipo i buoni pasto, i buoni del supermercato e tanto altro ancora, ma si può anche emettere denaro come avviene per la stessa WIR o la belga Res o la bavarese Chiemgauer. La cosa certa è che “una moneta è definita dalla sua domanda finale, cioè dal suo ritiro dalla circolazione”, come sostiene Valentino De Santi, consulente di Reimpresa, aggiungendo: “Noi usiamo l’euro perché il suo corso forzoso è determinato dal fatto che in euro si pagano le tasse”. Potremmo anche accettare pagamenti in dollari o yen, monete perfettamente legali, ma che uso ne potremmo fare nel nostro Paese?

Un sistema di moneta complementare può essere attuato in diversi modi: moneta convertibile, utilizzando una carta di credito; moneta semiconvertibile, con una fidelity card o carta buoni; moneta non convertibile come nel caso della Moneta-tempo generalmente utilizzata dalla Banca del tempo; oppure una moneta complementare non convertibile dove vi sia, però, una stanza di compensazione. Quale sistema abbia in mente la Giunta regionale non lo si deduce dalla delibera.

Non è escluso che l’idea di dar vita ad un sistema di moneta complementare sia scaturito dalle informazioni emerse durante l’incontro con Fulvio Rinaldi, presidente di WIN S.p.A. avvenuto lo scorso novembre presso l’ateneo molisano. Il sistema è semplice quanto geniale, anche se è costato caro al suo ideatore che ha subito un processo per aver messo in piedi un sistema di Web Advanced Marketing dal quale è stato non solo prosciolto, ma persino lodato per un’idea così innovativa. In Molise esistono già molti WINpoint e persone che lavorano per ampliarne il circuito, ma chissà se l’idea della fidelity card, con utilizzo su tutto il territorio nazionale, risponda alle intenzioni del governo molisano.

Il problema maggiore se si intende creare un circuito di compensazione è quello di trovare la disponibilità degli istituti di credito che in Italia non sono disposti ad azioni di questo tipo neanche se si parla di euro.

Un’altra possibilità, delineata da Oronzo Turi sempre di Reimpresa, che sta seguendo il progetto in Sicilia è quello di “ripristinare una sorta di banca pubblica riformando la Finanziaria regionale e su quella attivare un circuito che accredita (anche per centinaia di milioni complessivi) in Regione tutti gli attori economici”. La stessa banca pubblica regionale potrebbe poi gestire un social lending, visto che non farebbe raccolta.

Il ricorso a forme complementari di circuiti monetari è storicamente maggiore nei periodi di crisi economica, quando diminuisce la circolazione di moneta nazionale. Viste le condizioni finanziarie del nostro Pase e della nostra Regione è normale che ci si ponga il problema del come mettere in circolo ed utilizzare le risorse presenti sul territorio, bloccate dalla carenza di transazioni commerciali. Così nacque WIR, in piena recessione, la moneta regionale serve a contrastare la fuga di capitali e gli effetti negativi della globalizzazione, contribuendo a stabilizzare il sistema perché anticilica. Lo scopo principale è quello del sostegno all’ economia locale e la crescita della comunità attraverso gli scambi di vicinato, nuovi gruppi di comunità, incoraggiando il volontariato a beneficio comune.

Se veramente in Molise si intende avviare un percorso del genere è necessario prima di tutto coinvolgere in maniera attiva tutto il mondo produttivo a partire dalle associazioni di categoria, i sindacati, le associazioni di volontariato. Aspettiamo di leggere l’Avviso pubblico che la Regione pubblicherà per capire che tipo di soluzione intende adottare. La mentalità molisana, in materia di economia, non sembra essere delle più duttili per questo occorrerà un lungo percorso di informazione, sensibilizzazione, convincimento. Altrimenti si rischia di creare uno strumento di scambio che non funziona proprio perché non circola. Ora pensate alla reazione avuta dopo aver letto il titolo e si potrà capire quanto sia facile mettere in pratica tutto quanto detto finora.☺

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