la pianta della ricchezza
6 Maggio 2017
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la pianta della ricchezza

Fine agosto-settembre è il periodo in cui si consiglia di mettere a dimora i semi della Lunaria o Moneta del Papa, una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Crucifere e attraente sia in fiore che essiccata. Nelle prime fasi di crescita, a circa un mese dalla semina, le piantine si possono trapiantare rispettando la distanza di circa 40 centimetri l’una dall’altra. I semi si raccolgono direttamente da piante nate e cresciute spontaneamente, quasi sempre dai fiori violetti; in alternativa si possono reperire in commercio varietà a fiori bianchi o violacei, o anche a foglie variegate. Non c’è null’altro da fare durante le fasi successive alla semina, essendo la Moneta del Papa molto rustica e perciò facile da coltivare.

La coltivazione a scopo ornamentale della Lunaria è giustificata dalla forma caratteristica del suo frutto, una siliqua appiattita e ovale di uno splendido colore argenteo e pergamenaceo, contenente 6-8 semi. E proprio per questa vistosa e rara forma del frutto, la pianta è detta anche Moneta del Papa. Classificata originariamente come Lunaria annua, successivamente ha visto correggere il suo nome scientifico in Lunaria biennis, quando si è scoperto che fiorisce nel secondo anno di vita. I nomi Lunaria o “Erba luna”, secondo alcuni, si devono al fatto che i suoi frutti riflettono i raggi lunari; altri li riconducono invece alla somiglianza con la luna piena di notte. Nonostante le silique argentee di questa pianta ricordino la forma e il colore del nostro satellite, in realtà il nome Lunaria le sarebbe stato attribuito dagli alchimisti, i quali la ritenevano capace di cambiare in argento il mercurio, da loro chiamato luna.

Gli steli portanti i frutti vengono recisi al momento della completa maturazione e posti a seccare su graticci. In seguito vengono utilizzati per realizzare interessanti composizioni di fiori secchi.

La Lunaria, come molte altre crucifere, in passato ha conosciuto anche usi alimentari, perché le sue tenere foglie venivano consumate sia crude, in insalata, sia cotte come contorno o minestra, mentre i semi servivano per preparare un decotto blandamente diuretico, oppure venivano utilizzati per preparare una specie di senape, grazie al loro aroma pungente. Dalle sue parti aeree si ricava inoltre una tintura madre con proprietà stomachiche e antiscorbutiche. Nella medicina tradizionale, la pianta era considerata utile per curare la gotta.

Nei Paesi anglosassoni la Lunaria veniva usata nei riti magici, per incantesimi atti a procurare prosperità, o a scacciare mostri e personaggi del male. Nel linguaggio dei fiori, la specie è associata all’incostanza negli affetti e alla dimenticanza. Si racconta che Renato II, Duca di Lorena e di Bar (Barrois), rimasto prigioniero in battaglia, dipinse un ramoscello di lunaria e lo inviò ai parenti, per rimproverarli del loro ritardo nel liberarlo. La tradizione popolare, per la forma delle silique argentate che somigliano a una moneta, ha fatto assegnare alla lunaria il valore simbolico di pianta della ricchezza e della fortuna in affari – che auguriamo a tutti i lettori☺

 

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