La poca bellezza
18 Dicembre 2017
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La poca bellezza

La nostra piccola regione gode di un certo fascino che spesso incanta turisti e visitatori e si era già provato a trasmettere questa immateriale attrazione in brevi clip su Youtube (disponibili sulla pagina della Regione Molise), ma non è facile trasmettere le emozioni a chi non ha già un vissuto comune su cui far leva. Se ci si rivolge ai turisti è meglio stimolare la curiosità, sorprendere, coinvolgere.

La giunta regionale ha recentemente pensato di sfruttare l’opportunità offerta dagli accordi interistituzionali noti quali “Patti per il Sud” per far fiorire anche “Un patto per la promozione della Cultura”che rientra nel programma integrato per lo sviluppo e la promozione del turismo – Molise che incanta – azioni di promozione, marketing, auto narrazione e comunicazione del sistema della cultura e del turismo molisani. Gli obiettivi sono molti e quasi tutti mirati a favorire la fruizione dei beni culturali diffondendo cultura sull’intero territorio con l’intento di invogliare turisti e residenti a beneficiare di una simile offerta, attingendo dal patrimonio umano, storico, artistico, culturale regionale.

Tutto questo è stato affidato alla Fondazione Molise Cultura grazie ad una sua propria nota prontamente recepita dalla Giunta che ha immediatamente deliberato.

Cinque le azioni previste; la prima è la quarta edizione di Poietika – “la parola e la bellezza” articolata in 15 incontri sul territorio regionale per dare maggiore visibilità al Molise utilizzando presentazione di libri, concerti, lezioni, dialoghi con gli autori. Azione 2, Mostre d’arte, con l’ esposizione di opere di 4 artisti molisani ed un main event incentrato sull’esposizione di un grande artista di levatura mondiale. Terza azione denominata Comunicazione che prevede la realizzazione di una serie di rassegne incentrate sulla veicolazione visiva del messaggio culturale. È prevista nel periodo estate-autunno per coinvolgere i turisti e si farà a Campobasso (?). Poi c’è il teatro con “Ritorna la bella stagione”. Questa azione prevede 4 stagioni teatrali nel periodo autunno-inverno con l’obiettivo di valorizzare i luoghi dello spettacolo dal vivo. Previste anche matinée per la scuole con l’incontro tra studenti e compagnie teatrali, nonché il teatro dedicato ai bambini.

Infine, Molise contemporaneo, una ricerca storiografica dell’ultimo secolo nel quale la comunicazione punterà al ribaltamento dello stereotipo legato alla percezione di un territorio provinciale e emarginato.

Se una delle principali chiavi di lettura di questo programma è il turismo sorprende la scarsa presenza di Termoli e del litorale nel calendario degli eventi. È anche vero che qui mancano luoghi adatti per manifestazioni culturali, infatti si fa riferimento al teatro verde per un appuntamento e basta. Inoltre non si è pensato di coinvolgere in maniera diretta i due licei artistici della regione, eppure quello di Termoli è dedicato a Jacovitti e questo avrebbe potuto dare lo spunto per valorizzare l’opera di un artista molisano famoso e creare eventi legati alle sue opere.

La presenza di uno spazio ben attrezzato a Campobasso quale l’ex Gil diventa facile catalizzatore, ma questa iniziativa evidenzia chiaramente che la cultura e la bellezza difficilmente trovano casa in questa regione. Il nostro patrimonio culturale è scarsamente legato alla produzione teatrale o musicale, se non nella sua veste popolare (es. il festival della zampogna che ha già valenza internazionale). Legare la cultura solo ad un certo tipo di arte potrebbe certamente far uscire il Molise dal provincialismo, ma si tratta di un’operazione di educazione, formazione, accompagnamento scoperta o riscoperta da parte della popolazione residente. Perché un turista milanese dovrebbe venire a Campobasso per andare a teatro? Lo può fare durante il resto dell’anno a casa sua dove trova ampia scelta di proposte. Durante le vacanze, forse, preferisce godere delle cose diverse che a casa non ha. Il Molise che incanta è quello vero, quello che esprime se stesso, la propria storia, la cultura che lo ha forgiato. Se, invece, si intende favorire la fruizione di beni culturali per i molisani, allora bisogna prima pensare a luoghi adatti per l’accoglienza di eventi rilevanti, magari aperti anche ad espressioni amatoriali. È impressionante l’assenza di un teatro, di una sala concerti, di un cinema decente su tutta la costa, eppure qui vive buona parte della popolazione regionale e moltissimi sono gli studenti che frequentano le scuole superiori a Termoli, alcuni dei quali arrivano anche da fuori regione. Alcune scuole fanno una grande opera di formazione alla rappresentazione di opere teatrali, ma come coltivare una passione nata fra i banchi se non esiste spazio nel quale esprimersi? È un po’ come frequentare la scuola guida, ma non avere l’automobile.☺

 

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