La politica dei salmoni: andare controcorrente per non restare impantanati
14 Settembre 2017
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La politica dei salmoni: andare controcorrente per non restare impantanati

La situazione è a tal punto compromessa che siamo vicini a quel limite della politica e del sistema sociale superato il quale sarà molto difficile tornare indietro. In questi anni – ormai otto – lasciata la politica nelle istituzioni e nei partiti ho prima d’ogni cosa cercato di capire e per comprendere non vi è cosa migliore che muoversi su due piani: il mondo e il fare nel territorio, da qui la frequentazione del nuovo mondo cinese e l’impegno concreto con i comuni, con i produttori, con i semplici cittadini per trovare nuove vie per un’altra economia, un’altra politica e per un altro sviluppo attraverso l’esperienza dei distretti biologici.

Politica ed economia in Cina, tra vizi e virtù

Ometto le riflessioni sulla Cina e sul sistema mondo, da lì ci vengono molti e troppo complicati problemi. Solo un richiamo. La Cina è la testimonianza della straordinaria potenza del meccanismo capitalistico nella produzione di ricchezza e delle distorsioni sociali che produce, al pari tempo la Cina è un esempio inedito di come la Politica possa conservare il suo primato sull’economia e di quali pericolose e virtuose situazioni si possono avere per questa originale combinazione fra potere economico e potere politico.

Cosa non va ai vertici del M5S

Ma veniamo alle questioni di casa nostra, qui le cose sono meno problematiche e il tutto si potrebbe riassumere con una delle più famose frasi dall’Amleto di Shakespeare: “c’è del marcio in Danimarca”. Sul marcio della politica e nella politica si è detto e scritto tantissimo, solo che da questo letamaio non sono nati fiori, ma nuove e contaminate avventure politiche. Non parlo di Salvini che mette insieme il peggio del vecchio e il razzismo del nuovo, né di Matteo Renzi che ricorda quel detto popolare sui pifferai che andarono per suonare e furono suonati. No, mi riferisco ai vertici nazionali dei Cinque Stelle che nel solco della migliore tradizione trasformista e opportunista italiana, pur di raccattare qualche voto, hanno prima abbracciato Donald Trump come il nuovo della politica americana, poi sono entrati da protagonisti nella campagna contro gli immigrati ed oggi, a poche settimane dal voto siciliano, sostengono gli abusivi siculi. In questo modo i vari Grillo e Di Maio non solo fanno un pessimo servizio alla Politica, ma anche ai tanti militanti grillini che spesso nel territorio portano avanti la loro iniziativa con coerenza e passione.

Cancellare i vitalizi sarebbe solo l’inizio..

Conosco diversi ex parlamentari per bene che hanno fatto con onestà, passione e professionalità il loro lavoro in Parlamento e contro i quali taluni improvvisati urlatori portano avanti una campagna strumentale e qualunquista; a questi ex parlamentari per bene vorrei, però, dare un consiglio amichevole: non fate ricorso alla penosa e discutibile vicenda dei vitalizi, chiudiamo questo capitolo che avvelena i pozzi della Politica, una volta per sempre, cancelliamo i vitalizi di ieri e di oggi. Piuttosto si faccia una denuncia di quanti ieri, rubando e trafficando, hanno compromesso il significato nobile della politica e di quanti oggi, suonando tutte le note dell’Uomo qualunque, contribuiscono a confondere l’acqua sporca della Politica con la sua missione di civiltà.

In Molise è ora di dire basta a chi, cambiando solo la “camicia”, si propone come il nuovo che avanza

Quando evoco “il traffico” politico non mi riferisco necessariamente a ruberie o a fatti penalmente rilevanti, ma a quello stile gattopardesco in virtù del quale tutto può cambiare, purché la sostanza non muti. In questa particolare virtù il Molise è una vera e propria Accademia, gli stessi che ieri hanno portato un esponente di Forza Italia al vertice del centrosinistra e della regione, oggi, alla vigilia della imminente scadenza elettorale regionale, con la stessa leggerezza si battono contro il loro candidato di ieri, preparandosi all’ennesima invenzione e ovviamente partecipando al nuovo banchetto. Signori, se Frattura ha fallito, se ha governato male deve essere cacciato, voi che siete stati padrini e protettori del presidente della regione, in un paese e in una politica che si rispetti, dovreste aprire il corteo di quei politici che escono di scena.

Le colpe della società civile

Ma il problema più serio non è rappresentato da questi professionisti del gioco delle tre carte; la vera questione è lo stato di salute della società civile, la sua integrità morale e la qualità della sua reazione politica. Per ragioni antiche e per ragioni moderne la nostra è una società nella quale la legalità, il diritto, l’etica della responsabilità individuale sono principi che non hanno mai messo radici. La Chiesa cattolica con la sua doppiezza e con i suoi comportamenti ha messo la prima pietra di un sistema nel quale buonismo e furberia si sono mescolate nelle vite individuali come nella fisiologia sociale. Poi il risorgimento sabaudo che ha negato al sud ogni protagonismo popolare, consegnando questa parte d’Italia alla filosofia dei Gattopardi di ieri e al crimine organizzato di questi nostri tempi. Infine il sistema dei partiti con al centro la Democrazia Cristiana che nella seconda metà del Novecento, anno dopo anno, ha cancellato il buono della resistenza antifascista e ricostruito la ragnatela permissiva e corruttiva del familismo e del clientelismo.

Attenzione ai “gattopardi”

Oggi siamo in un guado pericoloso della nostra storia nazionale e del nostro Molise, il rischio reale è che il vecchio male del particolarismo, dell’egoismo sociale e del clientelismo si accoppi alla demagogia dell’antipolitica e dell’uomo qualunque. Il risultato finale è facilmente prevedibile: un paese allo sbando, una frantumazione della democrazia e delle sue regole, l’arbitrio e l’immunità dei poteri forti e alla fine, sperimentata la vacuità e l’inganno del ribellismo, il ritorno del grosso della società nei domini dei vari capi bastone della vecchia e nuova politica. È possibile fermare questa tendenza? è possibile recuperare la forza morale e la partecipazione degli anni della lotta antifascista? è possibile ritrovare quella vitalità culturale, politica e giuridica che furono alla base della nostra Costituzione? è possibile riscoprire quello spirito ribelle e quella passione della politica del ‘68 che molto contribuì a civilizzare e modernizzare i primi anni 70? è possibile rifondare lo Stato e la sua amministrazione, le istituzioni nel territorio, la convivenza democratica e i partiti rispettando la Costituzione e i suoi valori fondamentali?

La politica del salmone: andiamo davvero controcorrente

È difficile, ma possibile, ma a due condizioni. Che le donne e gli uomini di buona volontà escano dall’anonimato, rompano il silenzio, vincano antiche e nuove resistenze e accettino la sfida del cambiamento. Che come i salmoni si nuoti controcorrente, contro le nenie degli imbonitori di sempre e contro le sirene dei nuovi masanielli! ☺

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