La rosa e il garofano d’india
5 novembre 2018
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La rosa e il garofano d’india

Il tagete, pianta da fiore molto conosciuta e di grande effetto coreografico, è ideale per la coltivazione sia in giardino che in terrazzo. Ha poche esigenze e garantisce una abbondante fioritura che si protrae fino ai primi freddi autunnali. I suoi colori vivaci rallegrano balconi e finestre creando contrasti di colore con le ultime fioriture di stagione.

Si tratta di una pianta dal fusto molto robusto, fittamente ramificato e di colore bruno-verdastro. Le foglie, di colore verde più o meno lucente, hanno il margine esterno dentellato ed emettono un odore aspro e pungente. I fiori, che in una certa misura somigliano a quelli della calendula, hanno un acceso colore arancio e il loro profumo è inconfondibile, con note fresche e agrumate, ma non da tutti apprezzato.

Nonostante le origini messicane, il tagete deriva il suo strano nome da una divinità etrusca. Stando al racconto di Cicerone (De divinatione II 23), un contadino della zona di Tarquinia, arando i campi, vide emergere dalle zolle un bambino dalla saggezza soprannaturale, che rimase tra gli uomini giusto il tempo di insegnare loro l’aruspicina o divinazione, ovvero l’arte di interpretare i fulmini e le interiora degli animali. Per questo, nel linguaggio dei fiori, il tagete, che in Messico simboleggia la beatitudine, in Europa rappresenta piuttosto la comprensione.

Originarie del Messico sono le piante sia annuali sia perenni, della famiglia delle Composite o Asteracee. Le due specie annuali, erbacee, più diffuse e facilmente reperibili sia sotto forma di seme che di piantina, sono il Tagetes erecta e il Tagetes patula. Il tagetes erecta, conosciuto anche col nome di rosa indiana (per indiano si intende ovviamente in questo caso “indios”, ovvero nativo d’America), può superare il metro di altezza e produce dei grossi capolini con colori che vanno dal giallo all’arancione. Particolarmente apprezzato per realizzare aiuole e bordure, è ideale come fiore reciso. Il tagetes patula, noto invece come garofano indiano, può raggiungere al massimo un’altezza di 30-40 centimetri e anche i suoi capolini, doppi o semplici, con colori che vanno dal giallo al cremisi marrone, sono di dimensioni ridotte. Fiorisce da maggio-giugno fino alle prime gelate e se, al pari dell’erecta, è adatto per realizzare aiuole, bordure, è particolarmente indicato per la coltivazione in vaso.

Queste piante, rustiche e da esterno, che amano posizioni di pieno sole, si possono coltivare in qualsiasi tipo di terreno, ben drenato e non troppo fertile, perché verrebbe favorita una vegetazione lussureggiante a scapito della fioritura. Si consiglia di non irrigare mai a pioggia i capolini e le altre parti: i tagete possono essere facilmente attaccati dall’oìdio, una malattia crittogamica che colpisce le foglie. Coltivarli è utile anche perché essi hanno la possibilità di migliorare la composizione del terreno, contrastando alcune specie di nematodi o anguillule, pericolosi parassiti che vivono nel terreno (pare che le larve non siano capaci di nutrirsi delle radici dei tagete).

Ma il pregio del tagete, generosa pianta da fiore che vivacizza i luoghi in cui è coltivato e che per questo combatte la tristezza, è anche quello di essere un’ottima pianta medicinale. Il suo olio essenziale, ricavato dalla distillazione in corrente di vapore, tiene lontane zanzare e altri insetti, è un antimicotico naturale e può essere adoperato nel trattamento di funghi e micosi dei piedi, nonché di piccoli tagli e ferite, perché, grazie alla sua azione antibiotica, contrasta la proliferazione dei batteri. Un altro dei vantaggi che offre è la capacità di disinfettare l’aria, donandole una piacevole fragranza per via del limonene in esso contenuto. Va utilizzato però con molta cautela: talvolta può infatti causare arrossamenti e reazioni cutanee.

I fiori del tagete vengono largamente usati in Messico in occasione del giorno dei morti. Secondo la credenza popolare, l’1 e il 2 novembre gli spiriti dei defunti tornano sulla terra per trovare i loro cari, quindi tutta la popolazione non solo si appresta ad addobbare le tombe con spettacolari altari di tagete, ma ne sparge abbondanti petali a terra per segnare il percorso che le anime devono seguire per arrivare agli altari eretti in loro onore.☺

 

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