la salvaguardia del creato
20 Febbraio 2010
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la salvaguardia del creato

La finestra che dà sul retro di casa mia  apre la vista ad un cortile, soffocato dalle costruzioni e recintato, diviso in varie strisce, ognuna delle quali di pertinenza delle palazzine della via.

Uno di questi cortiletti, con il suo fazzoletto di terra, è sul retro della casa abitata da una donna molto anziana che, ricurva sulle sue faccende domestiche, dà vitalità a quello spazio nascosto. Vi è un orto coltivato con amore, un filo per stendere i panni, un serbatoio ed un piccolo marciapiede di cemento che consente alla vecchietta di muoversi liberamente anche nei giorni in cui l’orto è inaccessibile.

La donna lenta, ma precisa nei movimenti, vive con una gattina che le gioca tra i piedi facendole compagnia. I suoi movimenti non sono più quelli di un tempo, ma vive e trova senso in quel fazzolettino di terra che cura come fosse casa sua. A sorvegliare il suo lavoro di cura, un albero di limone spicca dal cortile accanto e coi suoi frutti sembra approvare e dar colore e vivacità ad uno spazio grigio, non solo per il cemento che lo circonda.

Ho visto questa scena tante volte, ma non ho mai capito, come in questo momento, che quello che vedevo era amore. L’amore di una vita consumata a curare relazioni, pace familiare ed anche la “terra amica”, tra il cemento di una città che è cresciuta, si è sviluppata perdendo il senso di ciò che era e di ciò che forse non sarà mai più.

Il cemento costruisce case, aiuta a vivere meglio, ma disegna anche un nuovo ordine sociale, civile che tende ad escludere e non includere. È un materiale così utile, ma anche così giovane, senza storia, senza vita e spesso in concorrenza con la terra abbandonata delle periferie che attendono nuovi compratori, abitatori di una felicità fredda e foriera di disagi.

La vecchietta del cortile, nascosta ai più, cerca di sopravvivere coi suoi pochi mezzi e le sue forze residue, combatte, forse senza neanche saperlo, la sua personale lotta, semplicemente rispettando ciò che era, ricreando un’armonia senza la quale questo mondo smarrito si perderà definitivamente. Il suo coraggio sta nello svegliarsi ogni giorno donato da Dio, e nel compiere i suoi consueti gesti quotidiani, ma nel rispetto di un creato dentro il quale ha vissuto e che un giorno l’accoglierà.

La salvaguardia del creato e la conversione ecologica richiedono non solo gesti, scelte sobrie, ma anche una “spiritualità dell’armonia” fra le persone e fra queste ed il creato, così come ci è stato tramandato da chi ha amato la terra e tutto ciò che conteneva.

Chi possiede questa spiritualità milita nella schiera dei “custodi del creato” insieme a tutti coloro che manifestano, lottano, promuovono e tutelano diritti, creano movimento sociale, seminando un pensiero per raccogliere un’ azione ed uno stile di pace.  ☺

adelellis@virgilio.it

 

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