La terza donna
12 Ottobre 2021
laFonteTV (2060 articles)
0 comments
Share

La terza donna

Prima delle vacanze estive, alla fine del mio articolo su Tina Modotti e Gerta Taro, avevo promesso di parlarvi di una terza donna, in qualche modo collegata a Tina Modotti. Oggi voglio mantenere la mia promessa.

La terza donna, chiamiamola B., avrebbe compiuto, il prossimo 24 ottobre, 91 anni, se non ci avesse lasciata lo scorso giugno. La sua è stata una morte pacifica, si è addormentata e non si è svegliata più. Meritava una morte così, nel sonno, dopo una vita per niente facile.

  1. nasce a Mosca, nel 1930, pochi giorni prima dell’arrivo di Tina in quella città. Sua madre, russa, lavora nella fiscalia dello Stato, il posto in cui, pochi anni più tardi, si preparano i processi contra i “nemici del popolo”. Aveva sposato poco tempo prima un comunista italiano arrivato dal Messico per lavorare nel Soccorso Rosso Internazionale. La piccola B. non conosce bene il suo padre italiano perché, poco tempo dopo la sua nascita, i suoi genitori si separano, cosa che nella Mosca di quei tempi è tanto facile come contrarre matrimonio. Ancora prima di entrare a scuola, B. viene portata dalla madre a Iwanowo, in una casa allestita dal SRI per i figli di rivoluzionari internazionali morti o in carcere. Molti di questi bambini sono orfani, ma B. no; B. ha una madre che vive a Mosca, solo che il suo lavoro non le lascia tempo per crescere una bambina. Ed il padre? B. è orgogliosa di lui perche il padre sta in Spagna a difendere la Repubblica contro i generali che, con le loro truppe e con l’aiuto dei fascisti italiani e dei nazisti tedeschi, vogliono riportare la Spagna al medioevo.

Una sera di agosto del 1989, a Livorno, B. mi racconta la sua vita nella casa dei bambini di Iwanowo. Mi mostra anche delle fotografie, mi parla dei bambini che, in maggioranza, portano nomi falsi, anche se B. conosce la vera identità del figlio di Togliatti e del figlio di Mao Tse Tung. B. mi dice che a Iwanowo i bambini hanno i migliori professori, il migliore cibo, i migliori giocattoli, i migliori libri, ma quello che non conoscono sono le coccole, gli abbracci, le ninne nanne cantate da una voce femminile. Mi racconta del giorno che le dicono che suo padre è morto in Spagna: è morto come un eroe e adesso B. si sente un po’ più uguale agli altri bambini.

Dopo la fine della II guerra mondiale B. vive di nuovo con la madre a Mosca, studia e si prepara per un esame importantissimo. Sta studiando in casa di una amica quando la madre telefona e le dice di ritornare in fretta; quando arriva a casa trova, accanto alla madre, un uomo sconosciuto che cerca di abbracciarla dicendo: “Sono tuo padre”.

Il padre è venuto per portare B. nel suo paese, in Italia, la madre è d’accordo, ma B. vuole rimanere a Mosca per fare l’esame. Non capisce perché deve andare in Italia, non conosce la lingua, il padre parla poco il russo, come faranno per comunicare fra loro? Alla fine B. obbedisce ed intraprende il viaggio verso l’Italia. Nel bagaglio porta parecchi negativi di fotografie scattate da una donna a lei sconosciuta, una tale Tina Modotti.

L’appartamento del padre a Trieste non è molto grande e, per di più, dopo un certo tempo arrivano, dal Messico, l’attuale moglie del padre ed un fratello di B. La situazione diventa difficile ma il padre, che è senatore della Repubblica italiana, trova una soluzione: la Cecoslovacchia è disposta a accogliere un gruppo di giovani comunisti italiani che vogliono studiare all’università di Praga.

Cosi comincia, per B., la vita di studentessa universitaria. I giovani studenti italiani passano il tempo libero come tutti gli studenti del mondo: nel tempo libero fanno escursioni al campo, ogni tanto vanno a ballare, fra ragazze e ragazzi si formano delle coppie, ma B. rimane sempre da sola. Nessun compatriota italiano la invita a ballare, nessun ragazzo italiano mostra interesse a passare il tempo con lei. B. si guarda allo specchio e si chiede perché i ragazzi non mostrano interesse per lei, si chiede se sia brutta fisicamente o se abbia un brutto carattere … solo molti anni più tardi viene a sapere che gli studenti italiani a Praga avevano ricevuto un ordine: la figlia del senatore è intoccabile!

Più tardi B. conosce un uomo di dieci anni più vecchio di lei, Francesco, scappato dall’Italia, che dirige la radio in lingua italiana di Praga. Come moglie di Francesco, B. trascorre  molti anni all’estero, e solo quando è già madre di due figlie, ritorna con il marito in Italia. Diventa vedova quando ha 41 anni.

Quando la conosco nel 1989, è una donna vivace, una italiana con il cuore ma con l’accento di una russa. La nostra conversazione dura quasi tutta la notte e finisce, dopo moltissime sigarette e molti litri di vino, con un progetto comune: un libro sulla sua vita. Più tardi, B. ci ripensa, è stanca di parlare della sua vita segnata da un padre e da un marito bersagli dell’odio di tanti anticomunisti. Ma prima della mia partenza per Berlino mi dà il permesso di fare delle fotocopie dei diari di suo padre che lei custodisce nella sua casa e, grazie a questo suo gesto di amicizia, ho potuto conoscere molti dettagli della vita di Tina Modotti.

Grazie, Bianca, e che la terra ti sia lieve.☺

 

laFonteTV

laFonteTV