L’alveare
15 Settembre 2021
laFonteTV (2021 articles)
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L’alveare

Dopo la precedenza riservata alle categorie più vulnerabili, la campagna vaccinale contro l’ influenza da Covid-19 in Italia è entrata nella sua fase finale. Da alcuni giorni chiunque desideri vaccinarsi può farlo recandosi anche senza prenotazione presso il centro vaccinale più vicino. L’obiettivo dichiarato del Governo è raggiungere al più presto la cosiddetta “immunità di gregge” ovvero quella soglia fatidica di individui sufficientemente protetti oltre la quale il virus non riesce più a circolare e l’epidemia finisce per estinguersi. Si tratta della fase più delicata perché, se si escludono i bambini sotto i 12 anni che al momento non sono vaccinabili, chi non si è voluto vaccinare finora non è scontato che cambi idea nelle prossime settimane. Eppure in Italia, come in Francia a seguito della recente introduzione dell’obbligo di esibire il green pass all’ingresso di locali pubblici come bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, si è registrata un’ondata di adesioni soprattutto tra i giovani. In fondo, chi protesta nelle piazze, o inveisce contro i vaccini sui social networks, appartiene ad una rumorosa minoranza.

Se è vero che i messaggi contraddittori di analisti ed esperti non contribuiscono a rassicurare chi è ancora indeciso, è altrettanto vero che spesso si dà credito ad una teoria non per il suo valore scientifico ma perché si sposa meglio di altre con le nostre convinzioni o le nostre paure. Sta riscuotendo un certo seguito l’idea secondo cui vaccinarsi non serve se poi un’elevata percentuale dei positivi ricoverati è vaccinata. Un’analogia utile per comprendere quanto questa conclusione sia fallace nella logica oltre che nei fatti è il nesso tra l’utilizzo delle cinture di sicurezza e il rischio di incidenti stradali mortali. In Europa, la stragrande maggioranza degli automobilisti che muore sulle strade indossava la cintura al momento dell’impatto. Si può per questo concludere che mettere la cintura sia inutile? Gran parte degli automobilisti le indossa regolarmente non per evitare le sanzioni ma perché sa che ci salvano la vita anche se non costituiscono una protezione perfetta.

È vero che anche i vaccinati possono ammalarsi e trasmettere il virus. Purtroppo nessun vaccino in generale, e quello antinfluenzale in particolare, è efficace al 100% e pertanto esiste la possibilità che una certa percentuale di persone vaccinate si ammali comunque. Ma quando un numero sufficiente di individui è vaccinato, seppure con un vaccino imperfetto, il virus fa fatica a viaggiare da un ospite all’altro e cessa di diffondersi risparmiando sia i non-ancora-vaccinati sia i vaccinati per i quali il vaccino non ha prodotto i necessari anticorpi. Questo spiega, ad esempio, perché il rischio di contrarre il virus del morbillo può essere più alto per una persona vaccinata in una comunità in cui pochi lo sono rispetto ad una persona non vaccinata che vive in una comunità dove quasi tutti sono vaccinati. Il non vaccinato è protetto dai membri della sua stessa comunità la cui immunità costituisce una barriera per il virus, mentre il vaccinato circondato da amici e conoscenti non vaccinati è vulnerabile sia per via del vaccino imperfetto sia perché alla lunga la protezione tende a svanire.

Il presidente Mattarella ha ricordato recentemente il dovere morale di ciascuno a vaccinarsi. Papa Francesco ha ribadito lo stesso concetto dichiarando che vaccinarsi è un atto di amore. L’immunità, come la comunità, è un posto condiviso, un orto sociale di cui ci si prende cura collettivamente. Nel percorrere quest’ultimo chilometro della campagna vaccinale sarebbe più appropriato e forse più efficace dal punto di vista comunicativo rimpiazzare la metafora del gregge con l’immagine dell’alveare. Al suo interno ciascun individuo coopera attivamente al bene comune in uno sforzo coordinato, sapendo che il benessere individuale è effimero se prescinde da quello della comunità intera di cui si è parte. Chissà che l’alveare che da qualche settimana attira verso l’alto gli sguardi curiosi di chi passeggia sotto la facciata ovest del palazzo ducale di Larino non sia di buon auspicio!☺

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