L’area che tira
4 Marzo 2015
0 comments
Share

L’area che tira

Le aree industriali del Molise stanno diventando desertiche a seguito della scomparsa di molti degli impianti che solo fino a qualche anno fa erano in attività, causa crisi economica e produttiva.

Intanto la Regione sta portando a termine la trasformazione dei Consorzi industriali in una Agenzia regionale per lo sviluppo delle attività produttive, l’ARSAP. La proposta licenziata in commissione sembrerebbe portare non solo ad uno snellimento delle strutture, che diverrebbero un unico corpo formato dalla sede centrale a Termoli ed eventuali sedi disaccate a Bojano e Venafro, ma anche ad un maggior controllo ed indirizzo da parte della Regione stessa. Questo aspetto risulta evidente nel modo in cui dovrebbe essere nominato il consiglio di amministrazione: il presidente verrebbe nominato direttamente dal presidente della Giunta, mentre la nomina degli altri tre membri spetterebbe al consiglio regionale.

Esiste senza dubbio anche un carattere di economicità nella proposta di riordino e non solo per la riduzione degli organi direttivi. Da tempo, infatti si è cercato di tamponare l’emorragia di denaro generata dalle sedute del consiglio di amministrazione del consorzio industriale, ma i risultati sono stati scarsi. Incontri durante i quali si potrebbe pensare che la maggior parte del tempo venisse impegnata per la conta dei cancelli chiusi e dei lavoratori rimasti a casa. Il lauto gettone di presenza era, quindi, da ritenersi un antidoto alla depressione, quello stato fisico e mentale che ti assale quando ti rendi conto dell’ inutilità della tua presenza e del tuo agire, piuttosto che un vero e proprio compenso?

Secondo la proposta da presentare al consiglio i compensi saranno fissati dalla giunta regionale “in ragione della loro adeguatezza alle funzioni svolte”. C’è da augurarsi che i parametri di riferimento siano diversi dal concetto di produttività attualmente in vigore presso le amministrazioni pubbliche dove si elargiscono bonus aggiuntivi per il solo fatto di essere in grado di timbrare correttamente il cartellino ed aver svolto più o meno il proprio lavoro senza provocare danni al capo. L’attività di controllo da parte della regione si esplica direttamente sugli atti adottati dall’Agenzia ed anche in forme ispettive e di verifica, ma non manca l’attività di indirizzo.

Sembrerebbe anche che la regione, con questo nuovo sistema, riuscirebbe a coordinare le azioni di politica economica all’interno di questi nuclei produttivi con un sistema di pianificazione nel quale verrebbe indicato il budget di finanziamento riferito alla programmazione prevista. Una programmazione che prevede la partecipazione di tutti gli attori interessati riuniti in una consulta delle attività produttive, ma che sarebbe comunque soggetta all’approvazione da parte del consiglio regionale.

Non è possibile sapere, al momento, se in aula il testo subirà cambiamenti o stravolgimenti, ma il carattere che si evidenzia sembra proprio quello della centralità degli organi regionali, segno che la gestione dei consorzi industriali, così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, era veramente fuori controllo. È ancora tutto da dimostrare, però, che i tempi e i modi che caratterizzano l’ azione amministrativa siano in grado di condurre una pianificazione e un coordinamento efficaci per un organismo che dovrebbe tenere conto di una gran quantità di variabili, diverse da zona a zona; che un così stretto legame fra l’espressione politica dell’ amministrazione regionale e il maggior organismo per lo sviluppo industriale riesca a non rimanere intrappolato tra le maglie dei personalismi e dei favoritismi di tipo clientelare. Dubbi che diventano ancor più grandi se letti in chiave federalista.

La centralità della regione significa anche un coinvolgimento diretto di altri attori economici e finanziari quali, tanto per fare nomi, Finmolise? E quale il ruolo del preposto assessorato?☺

 

eoc

eoc