Leggere rende liberi
14 Maggio 2021
laFonteTV (2183 articles)
0 comments
Share

Leggere rende liberi

Continuiamo il nostro viaggio nel presentare gli spazi presenti all’interno della Casa Circondariale di Larino. Oggi vogliamo parlarvi della Biblioteca. È un servizio molto importante che viene svolto da uno degli ospiti presenti. Tutti i pomeriggi è possibile accedervi dalle ore 15 alle 17 circa. Molti sono i libri presenti: ci sono testi scolastici, romanzi e libri sulle varie religioni. La biblioteca, però, non è solo il luogo dove è possibile prendere in prestito un testo per leggerlo, bensì diventa luogo d’incontro, dove è possibile parlare e confrontarsi.

La biblioteca in carcere deve rispondere adeguatamente ai molteplici scopi cui è chiamata: costruire un rapporto con tutti quelli che se ne servono, rappresentare una comunicazione a “due vie”, rafforzare la capacità di ascolto. Non solamente gli aspetti organizzativi, ma anche e soprattutto quelli relazionali devono essere curati. Tutti coloro che hanno dei bisogni che possono essere soddisfatti, devono poterne usufruire: ad esempio il servizio di contratto mail che può essere utilizzato da tutti. Ruolo della biblioteca è aiutare ognuno nella propria ricostruzione esistenziale. La lettura, può essere un mezzo per aprire cuore e mente.

La biblioteca carceraria, da un lato, deve avere le stesse caratteristiche di quelle che sono presenti nella realtà esterna e, dall’altro, è chiamata a svolgere in maniera più forte il ruolo che le è proprio, cioè uno spazio dove sia possibile superare l’isolamento, le barriere mentali e fisiche, per favorire la promozione culturale, la libera espressione della creatività e costruire un canale di informazione e di scambio interno/esterno che possa essere finalizzato alla crescita culturale ed al superamento dei tanti pregiudizi e delle reciproche diffidenze che spesso vivono in ognuno. Spesso diventa il luogo di incontro delle varie dimensioni multiculturali, uno spazio di integrazione e comunicazione per chi vive ai margini e può essere uno stimolo alla creatività. Quando si legge, si riesce ad andare oltre le mura e le sbarre. Cogliere attraverso le pagine di un libro la possibilità di volare con la mente e sentirsi liberi, liberi di poter pensare al proprio futuro, ma soprattutto la conoscenza che diventa un’arma potente contro l’ignoranza. La lettura può creare dipendenza, ma una Sana Dipendenza che non ha assolutamente Effetti Collaterali!

La vita in Carcere può essere molto ripetitiva e la lettura può aiutarci a mantenere un giusto equilibrio mentale e a volte anche ricostruirlo. I libri possono aiutarci a guarire, a crescere, a deciderci per una svolta nella nostra esistenza, possono aiutarci ad essere più consapevoli, possono non farci sentire il peso della solitudine e donarci la possibilità di conoscerci meglio. Chi ha scritto, ti fa capire con le sue parole che non sei solo tu a vivere la sofferenza. Se si legge qualcosa, se si comincia a vedere una propria verità, se la si ritrova nella lettura, si riceve una luce. È proprio la riflessione che ti porta a capire il perché di tante cose. Spesso c’è un profondo desiderio di bellezza e lo si cerca proprio nella lettura e nei libri.

È importante poter confrontare autori e punti di vista diversi. Solo allora può esserci la nostra riflessione personale. Può succedere che nel libro si possano trovare situazioni che si sono già vissute di persona. Leggiamo per imparare qualcosa. La lettura nutre il nostro cervello. Un libro può anche cambiare la nostra vita.

Con il Gruppo che segue il Progetto: “Le Parole per dirlo… Quando un libro diventa un momento di libertà”, abbiamo iniziato a leggere L’Appello di Alessandro D’Avenia: in un passaggio l’autore scrive: “Credo che esistano due categorie di persone: quelle che fuggono da qualcosa e quelle che cercano qualcosa. O forse è più preciso dire che ci sono persone che smettono di fuggire da qualcosa e cominciano a cercare, e persone che non iniziano mai a cercare perché sono troppo impegnate a fuggire. Diventare adulti è smettere di fuggire, cominciare a cercare e poi restare, essere presenti a se stessi senza scappare di fronte alla realtà. La vita è resistenza, e questa mi sembra la lezione migliore che potrete imparare”.

Leggere ci può portare ad essere profondamente liberi, liberi davvero!

Per la biblioteca

Giovanni e Anna Di Gregorio

foto: Rosa La Ginestra

 

 

laFonteTV

laFonteTV