Lenta agonia
17 Ottobre 2018
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Lenta agonia

Il recente terremoto minaccia davvero di essere il colpo di grazia per la nostra piccola regione. È inutile girarci attorno e tirare a campare. Il Molise aveva già il fianco scoperto, lacerato da anni di politiche che non hanno saputo creare una reale prospettiva di sviluppo, accontentandosi di non annaspare. La realtà è sotto gli occhi di tutti. È una lenta agonia che si consuma al rallenty, che viaggia alla stessa velocità delle auto sulla diga del Liscione.

Macerie su macerie, paure su paure, sprechi su sprechi. È facile puntare il dito contro i responsabili; più difficile intravedere delle soluzioni efficaci, estranee alle logiche della gestione della mera emergenza ed alla logica dell’elemosina clientelare. Il molisano medio è in grado di vincere le olimpiadi della resilienza, è capace di attutire urti a testa bassa ed andare avanti come se nulla fosse.

Eppure il nostro universo si sta sgretolando come il regno di Fantasia ne La Storia Infinita, inghiottito dalla piattezza del ‘nulla’ politico… un giorno alla volta, un pezzo alla volta.

Occorre invertire la rotta, occorre ricostruire prima di tutto la speranza che possa esserci un’alternativa a questa lungo disfacimento, e che questa alternativa non possa che passare attraverso una visione “armonica” e solidaristica della gestione del territorio e delle risorse. Occorre un vero e proprio “atto di amore” per questa terra e i suoi abitanti, con la consapevolezza che l’amore non ammette controprestazioni, soprattutto elettorali, ma che è soprattutto un atto di fede: comprendere che ciò che deve realmente cambiare, è la mentalità con la quale ci si accosta ai problemi. Basta un piccolo esempio. Qual è stato l’impatto del bando per i tirocini formativi finalizzati all’inclusione sociale, di cui all’avviso del luglio 2017, che ha riguardato ben 909 destinatari, ai quali è stato corrisposto un importo mensile di € 500 per sei mesi? Terminati i tirocini, cosa è cambiato?

È importante tamponare le emergenze, ma ancora di più lo è programmare a lungo termine. Ad esempio, perché non si è potuto formare i destinatari del bando a diventare assistenti per le persone con disabilità e finanziare la legge per la vita indipendente? Si sarebbe potuto contemporaneamente creare lavoro più stabile e generare risposte efficaci a diritti umani compressi.

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La Consulta delle disabilità del comune di Termoli assieme all’Associazione Mo.Vi. ha elaborato quindici proposte per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità nella regione Molise. Il documento contenente le proposte è stato consegnato all’assessore Luigi Mazzuto nel corso di una seduta istituzionale nel luglio scorso.

Le richieste spaziano da interventi programmatici, quali il recepimento della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, a proposte immediate al fine di tamponare le maggiori emergenze (sblocco dei fondi FNA, interventi per le scuole e per i disturbi dello spettro autistico). Altri punti riguardano l’abbattimento delle barriere architettoniche, la promozione delle politiche a sostegno della ‘vita indipendente’ e dell’accesso al mondo del lavoro per le persone con disabilità fisica e psichica.

Si auspica che queste proposte diventino terreno di dibattito costruttivo all’interno della nostra regione, e che possano generare un confronto tra tutti coloro che a vario titolo operano nell’universo delle disabilità e istituzioni. Staremo a vedere. ☺

 

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