lettera aperta al Presidente del Consiglio  di Redazione
1 Dicembre 2011
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lettera aperta al Presidente del Consiglio di Redazione

 

Lettera aperta al Presidente del

Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti

 

Sig Presidente,

ci rivolgiamo a Lei come Capo del Governo Italiano impegnato a varare un piano di risanamento dei conti pubblici e, contemporaneamente, un piano di crescita economica, sociale e culturale.

Siamo spettatori attenti e interessati ai contenuti delle scelte che Ella vorrà elaborare e sottoporre al vaglio del Parlamento e saremo felici se davvero riuscirà a perseguire l'obiettivo di una maggiore equità e giustizia sociale.

Ma noi ci aspettiamo di più. Vogliamo per questo fare una proposta, aggiuntiva e complementare rispetto a quelle che circolano in queste settimane, e contiamo sulla Sua alta propensione all'ascolto per ottenere da lei una valutazione sul merito della stessa e, possibilmente, una conseguente iniziativa.

Il debito pubblico italiano ammontava, nel mese di giugno 2011, a 1901 miliardi di euro, pari al 122% del PIL prodotto nel 2010. Si tratta di una montagna di debiti che si frappone tra noi e il nostro futuro ed è urgente abbatterla, chiamando tutti i cittadini a contribuire in ragione delle proprie ricchezze. Molti cittadini sono in condizione di grande ristrettezza e riescono a mala pena a far fronte ai propri bisogni quotidiani; bisogna aspettare tempi migliori per chiamarli a cancellare la loro quota di debito pubblico.

Esiste però una fascia di cittadini, pari al 10% della popolazione italiana, che possiede il 45% della ricchezza di questo paese. È legittimo pensare che quel 10% di cittadini si senta titolare di almeno il 45% del debito pubblico? Sulla base di questo elementare ragionamento dobbiamo ritenere inaccettabile che quel 10% della popolazione sia titolare, al tempo stesso, di tanta ricchezza e di tanto debito pubblico. Per questo, Esimio Prof. Monti, le chiediamo di preparare un piano pluriennale che consenta a quel 10% della popolazione di togliersi il pensiero della sua quota di debito pubblico e al resto della popolazione di guardare con meno ansia al proprio futuro.

Nella certezza che non deluderà le nostre attese.

La redazione

 

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