Moderni precettori
11 Aprile 2019
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Moderni precettori

Con l’esordio del provvedimento meglio noto come “Reddito di cittadinanza” ancora una volta il vocabolario inglese la fa da padrone invadendo il nostro quotidiano. Ormai tutti hanno sentito utilizzare il termine navigator per indicare la persona che dovrà accompagnare i richiedenti il reddito nel giusto percorso di acquisizione di un impiego.

Il vocabolo inglese attiene al campo semantico dei trasporti: in genere è la persona che conosce il tratto di strada da percorrere e quindi indirizza il conducente verso la meta stabilita; nelle gare di automobilismo altro non è che il copilota il cui compito è studiare i percorsi e i tempi per suggerire al pilota la migliore condotta di gara; navigator può essere anche uno strumento elettronico, sempre più di ultima generazione, che fornisce tutti i dettagli e le indicazioni utili affinché la destinazione sia raggiunta nel minor tempo possibile.

Al di là delle valutazioni politiche su questa misura di contrasto alla disoccupazione, che per i sostenitori rappresenta il tentativo di fornire risposte alla drammatica carenza di lavoro che affligge la nazione, in particolar modo le regioni meridionali, il reddito di cittadinanza sembra far molto discutere sul piano linguistico: diversi i pareri, non sempre lusinghieri, che hanno popolato il dibattito intorno al provvedimento, da “anglicismo superfluo e fuorviante” all’ ironico “inglesorum della politica”, per riprendere l’espressione che Manzoni fa pronunciare a Renzo adirato nei confronti di don Abbondio che tentava di licenziarlo utilizzando un linguaggio incomprensibile per un popolano del Seicento – “Si piglia ella giuoco di me? Che vuol’ella ch’io faccia del suo latinorum?”.

L’inserimento nel mondo del lavoro è uno degli obiettivi del provvedimento che fornisce il reddito di cittadinanza; ogni beneficiario dovrà seguire attività tese a indirizzarlo nella scelta e conseguente accettazione di un settore lavorativo e per tale motivo dovrà essere affiancato da una persona esperta, un tutor si sarebbe detto fino a poco tempo fa, ora trasformatosi in navigator. Tale figura ha il compito di selezionare le offerte di lavoro più adatte e controllare il comportamento del beneficiario, anche per censurare eventuali abusi. Ma chi potrà assolvere una funzione così rilevante? Si vorrebbe affidare questo compito – come qualcuno ha ipotizzato – a qualche applicazione tecnologica inserendo semplicemente online dati, richieste, curriculum? Certamente si dovrà ricorrere a persone qualificate, con laurea e magari esperienze nel campo della consulenza per il lavoro! Guide per chi è in cerca di guida, ma con quale competenza? E con quali certezze in un mondo del lavoro che appare sempre più disarticolato, lontano dalla sua configurazione tradizionale, complesso e ancor più approssimativo?

Tutor e navigator, al di là delle specifiche funzioni che l’attuale sistema richiede ed assegna loro, rimandano alla figura classica del mèntore, del precettore – più in generale dell’educatore! Colui che accompagna una persona con meno esperienza in un cammino di crescita e dunque di cambiamento, consigliandolo nelle situazioni più complesse e nelle difficoltà. “Tornare, in pratica, ad essere quello che i greci chiamavano mèntore, guida che tenta, in base alla propria esperienza di vita e di esercizio, di intuire i bisogni e gli orizzonti di chi decide di compiere insieme a lui un percorso, e durante il cammino, riconoscersi e confrontarsi per stabilire ogni tanto nell’itinerario, quasi significative pietre miliari, traguardi raggiunti ma anche errori compiuti. Il mèntore di socratica memoria e chi gli si affiancava si sentivano legati, piacevolmente obbligati direi, da un atteggiamento di intesa profonda e da fiducia incondizionata” (Annamaria Mastropietro, la fonte, settembre 2013).

Mentoring è, ancora una volta, la denominazione anglofona per una azione coinvolgente, che presuppone e richiede un ampio rapporto di fiducia e di rispetto, al fine di fornire alla persona in cerca di sostegno la possibilità di esplicare tutte le proprie potenzialità, divenendo così opportunità di formazione e risorsa molto preziosa.

Sono questi i presupposti dei navigator, creati e scelti per il solo scopo di trovare un posto di lavoro? ☺

 

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