Modi di dire
10 Gennaio 2022
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Modi di dire

Se vino ha un’importanza enorme nella nostra cultura e una tradizione antichissima, è anche il protagonista della quotidianità del vivere degli uomini come testimoniano i tanti modi di dire che lo richiamano e allora facciamo un viaggio nei Meme di Bacco ! “Questo vino è un’ambrosia” è un detto che deriva dai Greci, per i quali l’ambrosia era il dolcissimo cibo degli dei, mentre “Bacco Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere” collega la divinità di Bacco all’dea dell’ebbrezza, che fa perdere la testa agli uomini e a volte fa loro commettere delle malvagità. Un concetto che si ritrova nelle espressioni come “il vino annebbia il cervello, questo vino è traditore”, perché sembra leggero ma ubriaca, oppure  “i fumi del vino” nei quali è possibile affogare o annegare i dispiaceri. Del resto il vino concilia il sonno, basta “non alzare troppo il gomito”!

Ma la visione del vino come sostanza inebriante non è il solo aspetto che emerge dalla tradizione antica. Bacco è anche l’inventore della coltura (e della cultura) della vite e della vigna. Sin dall’antichità, infatti, il vino è anche una materia prima, come il pane e l’acqua, alla base della nostra vita quotidiana. E come tutte le sostanze primarie la metafora del vino e della sua tradizione è ovunque. Gli accostamenti al pane sono innumerevoli, dire “pane al pane e vino al vino”, per esempio, o il proverbio “pane di un giorno e vino di un anno”.

Dal vino si possono trarre molte massime: “nelle botti piccine sta il vino buono”, per esempio, per consolare chi non è dotato di grande statura, ma anche per sottolineare che la qualità e la quantità sono categorie ben distinte. In caso di controversia, meglio finire “a tarallucci e vino”, e sanare tutto in modo gioviale, magari con un buon bicchiere che fa resuscitare anche i morti. Tra i proverbi più diffusi ci sono infine “non chiedere all’oste se ha il vino buono” (la domanda prevede una risposta scontata più che sincera); “volere la botte piena e la moglie ubriaca” (inseguire cose contrastanti); “dare un colpo al cerchio e uno alla botte” (dar ragione un po’ a uno e un po’ all’altro) e “far come l’asino che porta il vino e beve l’acqua” (lavorare lasciandosi sfruttare). Ma può anche accadere di “farsi infinocchiare” ovvero raggirare,  pratica questa degli osti  che per rifilare vino “rancido” ai clienti lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che se consumato crudo addolcisce i sapori al palato.

Alla fine rimane la certezza che il “buon vino fa buon sangue”: proverbio questo che ha origini antichissime, e pare sia una forma moderna del latino vinum bonum laetificat cor hominis, che tradotto significa “il vino allieta il cuore degli uomini”. E se questa dote del vino, conosciuta anche dagli antichi, è stata poi confermata dagli scienziati inglesi che hanno provato come i procianidolici, una sostanza presente nei semi d’uva, abbia ricadute positive sul cuore, influenzando positivamente la circolazione del sangue, è altrettanto vero che il vino è sinonimo di allegria e di festa.

E festa sia. Auguri! ☺

 

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