Molise: tempo di pagelle
29 Luglio 2020
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Molise: tempo di pagelle

Siamo al giro di boa della pausa estiva ed è tempo di bilanci per la politica regionale. Quella appena trascorsa è stata una stagione a dir poco convulsa per i nostri amministratori, ma una cosa è certa: sono tutti rimandati a settembre. O forse sarebbe meglio dire a novembre. Come avevamo pronosticato commentando l’ultimo rimpasto di giunta, la guerra delle poltrone nel centrodestra è ancora tutta da giocare. Accade così che i contributi alle aziende in crisi, affidati ad un malsano meccanismo che premia il dito (e la connessione) più veloce, le annose questioni di una sanità pubblica smantellata a vantaggio dei privati, la crisi dei settori agricolo, manufatturiero e turistico, sono tutti passati in secondo piano rispetto al Game of thrones in salsa molisana. Il monito gattopardesco è ormai il nostro mantra ossessivo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Diamo allora le pagelle al governo regionale, nelle diverse “materie”.

Turismo, voto: 4. Tante belle parole nel costoso studio a corredo di “Turismo è cultura”, che nulla ha fatto se non fotografare l’esistente. L’ operazione “Niaf” ha portato il governatore e 19 aziende molisane a Washington ed elargito somme importanti per delle pubblicazioni a pagamento. La più costosa – ci rivelano fonti informate – sarebbe quella sulla rivista distribuita ai soli affiliati della National Italian American Foundation, che immaginiamo non abbia chissà quale tiratura. La trovata del “reddito di residenza attiva” è stata una bella pubblicità per il giovane Tedeschi (poi trombato) ma, a conti fatti, ha prodotto qualche altro articolo di giornale e poco più. Le altre regioni ci tempestano di video pubblicitari nelle tv e sui social, investendo sulla promozione delle loro bellezze paesaggistiche. Il Molise, che in quanto a bellezze naturali non ha nulla da invidiare, finisce ancora sui giornali per i siti archeologici chiusi. A salvare la media, sarà una congiuntura di fattori: l’isolamento geografico premiato dalla pandemia, l’accoglienza dei molisani, il buon cibo.

Infrastrutture, voto: 4. Alle falle nella “programmazione turistica”, dobbiamo aggiungere le difficoltà di raggiungerci. In piena estate, siamo senza collegamenti ferroviari (fatta eccezione per la dorsale adriatica), mentre gravano sulle teste dei molisani debiti cospicui con Ferrovie. La viabilità è degna di un Paese in via di sviluppo e una delle arterie principali, la Bifernina, ha visto iniziare il periodico restyling dopo la fine del lockdown. Tempismo perfetto. Anche se, è chiaro, la Regione in questo caso ha il solo ruolo di sollecitare, segnalare e proporre interventi di manutenzione.

Ambiente, voto: 4. Se non fosse stato per la stampa pugliese, chissà quando avremmo saputo che stiamo svendendo ancora le nostre risorse idriche. Da oltre 40 anni regaliamo l’ acqua dell’invaso di Occhito alla vicina Puglia, senza pretendere le opportune compensazioni infrastrutturali, che avevamo messo nero su bianco tra gli anni ’70 e ’80. I ristori avrebbero potuto, ad esempio, creare un indotto turistico su aree verdi meravigliose, come appunto sulla diga di Occhito. Ma non ne abbiamo visto l’ombra. Siamo l’unica regione del Meridione che cede l’acqua senza riceverne ed ora ci accingiamo a siglare un altro accordo, per regalare l’acqua del Liscione. Sebbene riteniamo la solidarietà un valore nobilissimo, ci chiediamo perché nelle contrattazioni tra regioni veniamo sempre presi in giro. Forse perché a difendere gli interessi dei molisani mandiamo un tecnico? Come a dire che ai nostri governanti importano ben poco. Restando sul tema acqua, il problema dei depuratori è pronto a riesplodere. A ricordarcelo sono i consueti olezzi nauseabondi, che infestano Termoli al cambiar del vento. Infine gli arenili: presi d’assalto, ma sporchi come non mai, quest’anno offrono nuovi accessi al mare (a compensazione dell’indecorosa distesa di cemento lungo il demanio), ma sono pressoché abbandonati. A onor di cronaca, su questi ultimi punti le maggiori responsabilità sono del comune, ma un buon governo regionale dovrebbe avere interesse ad intervenire su temi così importanti per i cittadini, magari con una puntuale programmazione.

Lavoro e imprese, voto: 3. Non crediamo si possa addossare tutta la colpa dell’ annosa disoccupazione all’ex assessore Mazzuto. Troviamo però assurdo che proprio il welfare abbia avuto la poltrona vacante per settimane e sia ancora traballante. Sarebbe poi troppo facile sparare a zero sulle brutture del Click day, ma una considerazione va fatta: lasciamo la sana competizione tra le aziende per periodi più tranquilli. In momenti di crisi bisogna cercare di aiutare tutti, tenendo conto delle oggettive difficoltà. E una gara al click più veloce assume i connotati di una discriminazione, se le infrastrutture digitali non sono ugualmente sviluppate, in città come in montagna.

Sanità, voto: n.c. Il “merito” della pandemia potrebbe essere il rilancio dei principi sanciti dall’art.32 della Costituzione: quello alla salute è un diritto inalienabile. Peccato che Toma e i suoi tecnici abbiano fatto di tutto per preferire le cliniche private agli ospedali pubblici, nella prima risposta al Covid. Peccato che siano poco interessati alle istanze sollevate dal basso, dalle associazioni e dagli stessi sindaci. È stato imbarazzante assistere alla diatriba sul Centro Covid, su cui la fonte si è battuta e continuerà a battersi. In attesa che arrivino notizie da Roma, possiamo solo sperare che con l’apertura dei “confini” regionali non ci sia la tanto temuta escalation dei contagi. E che, a emergenza finita, non ci dimenticheremo di quanto sia fondamentale una rete territoriale ben organizzata, in tempi di emergenza e non solo. Crediamo che il lassismo della nostra classe dirigente abbia lasciato per strada tanti, troppi cittadini, che hanno dovuto rinunciare alle cure salva vita. Tra questi, la nostra amica Marianna Salemme, a cui va il nostro ultimo, triste pensiero.

Recitazione, voto: 10. Si commenta da solo, ma i nostri “amati” rappresentanti son dei veri maestri delle promesse non mantenute. Diamogliene merito.☺

 

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