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26 Febbraio 2010
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Protocollata l’11 febbraio la proposta di legge regionale a difesa dell’acqua pubblica molisana.

Un’iniziativa di tutti i gruppi consiliari del centrosinistra presenti in Consiglio che così intendono inaugurare insieme una campagna di mobilitazione regionale contro l’art.15 del decreto legge 135 del 2009 del Governo Berlusconi, convertito in Parlamento qualche settimana fa dalla maggioranza di centrodestra. Il decreto si pone l’obiettivo concreto di privatizzare i servizi pubblici locali, tra cui il servizio idrico, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di società costituite ed individuate mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40% “Con questa spaventosa norma a rischio è il diritto fondamentale di ogni cittadino a fruire di un bene essenziale per la vita com’è l’acqua, che non può essere in alcun modo sottoposto alle regole del mercato. Di più, è perfino immorale poter pensare di far profitto sull’acqua!” commenta il capogruppo D’Alete, primo firmatario.

Il provvedimento del Governo Berlusconi sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni la gestione di un servizio pubblico essenziale di interesse generale, che riconosce l’acqua come bene naturale e diritto umano universale, principio sancito anche dalle risoluzioni del Parlamento Europeo del 2004 e del 2006, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati “una svendita senza precedenti, che colpirà tutti, anche le esperienze migliori di gestione pubblica dell’acqua, quelle presenti un po’ in tutta Italia. È inaccettabile!” continua D’Alete “L’Italia inspiegabilmente si accinge a fare quello che è già stato provato in passato in altri Paesi europei, come la Francia, e che oggi, pentiti, tornano ad un sistema interamente pubblico” ma esperienze profondamente negative non sono mancate anche in Italia “Agrigento, Arezzo… solo per fare alcuni esempi, comuni nei quali le multinazionali chiamate a gestire il servizio idrico sono riuscite nel ‘miracolo’ di aumentare la tassa per i cittadini di oltre il 300% e azzerare gli investimenti! In cambio le comunità hanno ottenuto anche un considerevole peggioramento della qualità del servizio”.

Sono queste le ragioni alla base della proposta di modifica della legge istitutiva della società Molise Acque (L.R. n°37 del 1999) “in questo modo nella nostra regione garantiremo con azioni concrete, e non a chiacchiere, il principio fondamentale dell’acqua come bene pubblico essenziale e non commerciabile, quindi, contro il decreto 135”.

Il centrosinistra sarà impegnato già da domani in una campagna di sostegno alla proposta di legge regionale, attraverso incontri, assemblee ed anche con una raccolta firme.

“Su questo tema non sono accettabili doppiezze” conclude D’Alete “il centrodestra molisano è chiamato a compiere una scelta chiara, una prova di identità: decidere di stare con la sua gente oppure con il sultano”.

italia

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’ acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della

nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.

Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua insieme a numerose realtà sociali e culturali promuove tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua per rendere possibile qui ed ora la gestione pubblica di questo bene comune. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.

Uno strumento per dire una volta per tutte:

“Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!” Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Sullo stop alle politiche di privatizzazione e sulla necessità di una forte, radicata e diffusa campagna nazionale, un vastissimo fronte in queste settimane si è aggregato al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua: dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche.

Tutte e tutti insieme abbiamo deciso di lanciare a partire dal prossimo mese di aprile, una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre quesiti referendari.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

www.acquabenecomune.org

 

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