noi stiamo qui   di Antonio Di Lalla
30 Dicembre 2012
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noi stiamo qui di Antonio Di Lalla

 

 

 

Il 2013 lo apriamo con una buona notizia: il nostro periodico, sempre più inserito nel dibattito molisano, turba i sogni di qualche faccendiere, profittatore, politicante o come diavolo si voglia appellarlo. Questa è una garanzia che siamo sulla buona strada e allora diamo per certo che continueremo ad essere sempre più importuni e incisivi.

Alcuni figuri loschi e vigliacchi si sono presi la briga di inondare Bonefro, e non solo, di lettere anonime infamanti e denigratorie nei miei confronti, senza naturalmente spiegare il motivo di un simile attacco bilioso. Il testo della lettera mostra che l’estensore, verosimilmente donna, è andato inutilmente a scuola per anni, vista l’incapacità di esprimersi correttamente e di raccordare le varie frasi scopiazzate dai giornali. I complici poi se la cavano così male col computer che nella loro incapacità hanno dovuto desistere e completare gli indirizzi a stampatello, volutamente contraffatto, ma non tale da essere irriconoscibile. Utili indizi sono stati da noi forniti alle forze dell’ordine perché individuino queste squallide “zoccole” di fogna, amanti di putridume, che hanno paura della luce del sole. Nostra grande soddisfazione sarà mettere in copertina le loro impresentabili facce, per una specie di legge del contrappasso, una volta individuate, più che la giusta punizione perché, da nonviolento, ho preferito anzitutto autodenunciarmi in modo che si indaghi sul mio passato recente e remoto, a scanso di ogni dubbio. Un amico ha chiosato: non so se sei ancora vergine, ma di certo hanno fatto di te un martire, finendo per rafforzare le vostre battaglie!

Anni addietro ci fu un vile attentato dinamitardo di stampo fascista alla sede de il manifesto. Il giorno dopo titolarono “noi stiamo qui”. Non vogliamo dare eccessiva importanza a dei maniaci repressi e frustrati, capaci di agire solo nell’ombra, ma ne approfittiamo per ribadire che la nostra linea editoriale non si sposta di un millimetro, anzi si radicalizza, visto che abbiamo scoperto che sicuramente diamo fastidio a più di una persona.

In questi giorni stiamo lottando contro l’apparato di certa sinistra, in verità molto democristiana, e contro tutti quelli che si sono rinchiusi nella cabina di regia perché facciano svolgere  le primarie non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale. Certamente noi non voteremo chi eventualmente e ottusamente le impedirà, ma anzi ci contrapporremo con tutte le nostre forze alla sua elezione. Non ci interessa che un amico o un amico di amici vinca e occupi uno scranno, ma vogliamo la buona politica, fatta di confronto democratico e progettualità seria in modo che porti la regione fuori dalle secche dovute alla prolungata e pessima gestione del governatore Iorio. Pertanto eventuali brutte copie sarebbero necessariamente peggiori di lui e dunque non godranno di nessuna simpatia e appoggio da parte nostra. Il buon governo cammina sulle gambe di persone oneste, come presupposto, e competenti, come qualificazione. Tutto questo vale anche per coloro che si candidano al senato e alla camera. Avranno ancora la faccia tosta di ripresentarsi quelli bocciati più volte nel centrosinistra e quelli che hanno votato perché credevano che Ruby era la nipote di Mubarak nel centrodestra?

Continueremo a denunciare puntualmente sprechi e ritardi nella ricostruzione post-sisma perché è indecoroso che dopo dieci anni si stia ancora nelle fatiscenti baracche, come è inopportuno che si ricostruisca in zone franose, tanto che della strana situazione di piazza mercato a Casacalenda ci siamo premurati di farne segnalazione alla procura della repubblica di Larino. Con Libera Molise ci opponiamo alle mafie che stanno conquistando la regione, nonostante le endemiche povertà che la rendono poco appetitosa anche alla criminalità organizzata, e con Pax Christi vogliamo coniugare i due termini – pace e giustizia – ancora drammaticamente antitetici. E poi chiesa altra, ecumenismo, economia solidale, convivialità di differenze e di popoli, emarginazione e marginalità, rispetto e promozione dell’ambiente e un po’ tutti i temi e le problematiche con cui ci imbattiamo: cerchiamo di farcene carico e di contribuire a trovare risposte adeguate.

Non saranno dei minus habens ad intimidirci con le loro lettere anonime e minatorie. La comunità di Bonefro, che ringrazio di cuore, ha reagito con sdegno e compatta nei confronti di chi cercava di offendere la sua intelligenza con insinuazioni false e pedestri, tanto che non si è mai discusso se il contenuto potesse essere vero o falso, ma ci si continua a interrogare, facendo mille congetture, sul perché alcuni sono rimasti esclusi da questa massiccia e fetida pioggia di missive! Un suggerimento a questi rimestatori di cacca: non siate anche spilorci oltre che abietti, riparate a questa discriminazione con un secondo lancio di letame! Non so per quale associazione di idee ma mi viene da accostare i bonefrani ai greci che, allorquando i persiani per intimorirli dissero che, nella imminente tenzone, le loro frecce avrebbero oscurato il sole, risposero, senza scomporsi, che così avrebbero combattuto più comodamente all’ombra! Men che mai questi idioti ammantati di anonimato riuscirebbero ad impressionare e a far desistere dall’esprimere le loro libere opinioni i collaboratori della rivista che, data la loro caratura, andrebbero avanti benissimo, se non meglio, senza di me.

Sostanzialmente i tapini attapinati hanno fatto un buco nell’acqua, ma qualora queste ignobili larve umane volessero mettere su qualche altra vigliaccata sanno dove trovarci: noi stiamo qui. ☺

 

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