Omaggio a  paolo di paolo
8 Gennaio 2019
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Omaggio a paolo di paolo

Con discrezionalità e rispetto ha raccontato e interpretato con i suoi scatti fotografici i cambiamenti profondi dell’Italia del Secondo Dopoguerra, con un occhio privilegiato alla Dolce Vita Romana e trasformazione delle periferie con le sue ataviche contraddizioni.

Paolo Di Paolo, 93 anni, originario di Larino ma trapiantato nella Capitale fin dalla giovane età, è stato uno dei principali fotografi della rivista intellettuale Il Mondo, ed è stato celebrato lo scorso 4 Dicembre al MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti di Roma.

L’occasione è stata offerta dalla presentazione del progetto editoriale “Paolo Di Paolo. Mondo Perduto”, una ricognizione sullo straordinario lavoro del fotografo cantore dell’Italia degli anni 50 e 60 del secolo scorso.

Il volume, unitamente alla mostra che verrà inaugurata a Marzo e di cui in anteprima sono state presentate 12 fotografie, è stato curato da Giovanna Calvenzi che, nel corso del suo intervento, ha sottolineato le due grandi caratteristiche del fotografo: la dimensione empatica con i soggetti delle sue opere e l’attenzione allo spazio. Elementi che hanno reso gli scatti del Maestro Di Paolo unici e ancor più prezioso è stato il lavoro di riscoperta e valorizzazione del materiale in archivio. Dal mondo perduto dunque si è passati a un mondo ritrovato.

All’iniziativa, patrocinata tra gli altri dal celebre brand Gucci con la presenza del Direttore Artistico Alessandro Michele, sono intervenuti oltre al protagonista assoluto dell’evento, per l’appunto Paolo Di Paolo, sua figlia Silvia che ha contribuito all’organizzazione della mostra, Mario Calabresi, direttore del quotidiano Repubblica, gli scrittori e critici letterari Marco Belpoliti ed Emanuele Trevi, con il coordinamento di Bartolomeo Pietromarchi, direttore del MAXXI arte, e l’introduzione della presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri.

Dall’attrice Anna Magnani al filosofo e poeta Pierpaolo Pasolini, con il quale il Maestro Di Paolo ha condiviso numerose esperienze professionali; un legame peraltro sempre contraddistinto dalla stima e dall’affetto reciproco. Sono numerose le personalità che hanno segnato la storia culturale del Paese ad essere entrate all’interno dell’immenso patrimonio di un fotografo che si è fatto ammirare per le sue capacità e per il suo carattere: un vero gentil uomo che ha sempre odiato l’invadenza dei paparazzi e ha lasciato la fotografia, senza mai ripudiarla, quando ha capito che l’Italia degli anni 70 non era più la stessa del Boom Economico successivo alle macerie civili e morali della seconda guerra.

Grazie Maestro. L’Italia e il Molise sono fieri di te!☺

 

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