Oreficeria sacra abruzzese
12 novembre 2018
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Oreficeria sacra abruzzese

La Collegiata della Santissima Annunziata di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, ospita in pianta stabile la Croce processionale d’argento, realizzata dalla bottega di Nicola da Guardiagrele.

La collocazione dell’opera d’arte nella sua sede originaria rientra in un progetto ben più ampio, ideato dalla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici della Puglia, per tenere viva l’attenzione sulla Galleria Nazionale della Puglia e al tempo stesso per documentare l’attività della Soprintendenza e del suo laboratorio di restauro. All’interno della Collegiata la Croce è sistemata in un’apposita teca.

L’opera, risalente alla seconda metà del XV secolo, è stata realizzata da Nicola da Guardiagrele, artista vissuto fra il 1389 e il 1459, noto come uno dei maestri più illustri dell’oreficeria sacra abruzzese tra Tardogotico e Rinascimento. La Croce, ora collocata nella sua sede originaria nel Gargano, è rimasta miracolosamente indenne durante il violento terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009: era esposta nella mostra dedicata all’attività di Nicola da Guardiagrele e della sua bottega allestita negli ambienti sotterranei del castello del capoluogo abruzzese.

Sconosciuta al grande pubblico, sebbene di grande interesse storico-artistico per la rarità e la complessità della fattura, l’opera è una preziosa testimonianza dell’attività della bottega orafa di Nicola da Guardiagrele. Oltre a essere una pregevole opera d’arte, è significativa, così come altri manufatti di oreficeria sacra, non solo per la tecnica utilizzata ed il repertorio iconografico e decorativo che la impreziosisce come se fosse una specie di Biblia pauperum, ma anche per gli anni trascorsi e le vicende che hanno in qualche modo coinvolto e posto a rischio la sua conservazione. È noto infatti che manufatti di oreficeria, come la croce, ma anche calici, ostensori e reliquiari, sono soggetti, più di altre opere, a dispersioni, trafugamenti e manomissioni, che nei secoli hanno privato il mondo artistico di importanti testimonianze della cultura del territorio. Realizzata in lamina d’argento dorata, incisa, sbalzata, cesellata e bulinata, la Croce, decorata sia sul recto che sul verso, presenta una lunga asta lignea con inserti metallici in rame dorato. Queste caratteristiche la collocano come un manufatto utilizzato per le processioni; i decori rappresentano personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento, con scene legate alla Passione e Resurrezione di Cristo. Rimaneggiamenti e aggiunte realizzate in epoca imprecisata che ne alterano in parte la leggibilità sono state riscontrate a seguito del restauro realizzato nel 1999.

Il Santuario di San Matteo, sul Gargano, per la quaresima del 2018, 10 marzo, ha proposto un incontro culturale dal tema: “La croce processionale argentea di San Marco in Lamis, un capolavoro abruzzese del quattrocento sulla via Francigena”, con l’intervento della prof.ssa Bianca di Campli specialista di Nicola da Guardiagrele”.

La vita

Difficile da precisare è la data di nascita del grande orafo guardiese, che si può orientativamente ipotizzare intorno al 1390, dal momento che la sua prima opera firmata e datata risale al 1413. La vita di Nicola di Andrea Di Pasquale di Guardiagrele ci è nota con sufficiente chiarezza grazie ad alcuni documenti che attestano l’attività di orafo e di cittadino “esemplare” della sua Guardiagrele. Siamo in un momento di grande importanza politica, l’affrancamento dalla subordinazione feudale agli Orsini e il raggiungimento della condizione di “università demaniale” per volere del re Ladislao Durazzo, nell’anno 1406. L’atto ebbe un’importanza rilevante anche per l’attività artistica. In questi anni si vede la costruzione della cattedrale di S. Maria Assunta.

Un documento del 12 agosto del 1414, ci mette a conoscenza di Nicola nella vita pubblica, in occasione del giuramento di fedeltà alla Regina Giovanna II, erede al trono di Napoli alla morte del fratello Ladislao.

Poco sappiamo della sua formazione, che comunque dovette svolgersi in ambito abruzzese, molto probabilmente all’interno di quella fiorente scuola orafa sulmonese, in piena attività tra il XIV e XV secolo. I pareri sono discordanti circa l’apprendistato di Nicola e sulle complesse influenze implicate nel suo lavoro: alcuni ritengono che la sua formazione avvenne a Napoli. In realtà studi recenti, che hanno confermato la forte preparazione artistica sulmonese del suo linguaggio e la relazione con l’iconografia tradizionale abruzzese, fanno decadere questa ipotesi. ☺

 

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