Paradossi nostrani
15 Aprile 2019
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Paradossi nostrani

La regione Molise è stata una delle prime regioni di Italia ad adottare una legge sulla vita indipendente, dedicata alle persone con disabilità adulte, così come è stata una delle prime regioni ad adottare un programma attuativo della legge sul cosiddetto “dopo di noi”, dedicato ai cittadini con disabilità privi del sostegno familiare.

Purtroppo, in entrambi i casi, le speranze dei molisani sono state largamente disattese dalla prassi applicativa. Per quel che concerne la legge sulla vita indipendente, occorre precisare che da diversi anni è ormai priva della copertura finanziaria, per cui è di fatto inapplicata. Per 13 molisani residenti nell’attuale ambito sociale territoriale di Termoli al danno si è unita la beffa. Non potendo utilizzare la legge regionale, hanno pensato bene di aderire al Programma annuale del Ministero del Welfare per la sperimentazione di un progetto di vita indipendente per le annualità 2014/2015. Il Programma prevedeva la creazione di un progetto di vita autonoma da attuarsi in sinergia con varie figure professionali (assistente personale, psicologo) finanziato per l’80% dalla Ministero del Welfare e per il restante 20% dalla Regione Molise attraverso l’Ambito Sociale Territoriale di residenza.

Sta di fatto che dopo la creazione dei relativi progetti, ai beneficiari è stato chiesto di anticipare completamente – fatto già per se stesso aberrante – i relativi costi, per poi ottenere (sulla carta) il rimborso da parte dell’Ambito Territoriale. I tredici molisani con disabilità hanno pertanto anticipato la somma non certo simbolica di € 6.000 euro ciascuno, per pagare le persone che hanno lavorato al progetto, ma sta di fatto che attualmente aspettano ancora rimborsi per oltre 3.000 €, senza che al momento vi siano certezze sui tempi e le modalità della restituzione degli esborsi. Sulla vicenda, stando a quanto si apprende dalle fonti della regione Molise, ha pesato la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Portocannone, che è stato, per alcuni dei periodi di riferimento, ente capofila dell’Ambito territoriale. In pratica sembrerebbe che in quel periodo, le casse dell’ambito si siano “confuse” con quelle del comune, per cui i fondi destinati ai progetti sociali sarebbero stati distratti per altri scopi. Ovviamente nessuno ha pagato per la cattiva gestione, tranne i cittadini che stanno ancora aspettando di ricevere i rimborsi.

Per quanto riguarda il Programma attuativo della legge sul “dopo di noi”, occorre premettere che gli stanziamenti statali pervenuti alla regione Molise sono stati significativi: € 450.000 per l’annualità 2016, € 191.500 per l’annualità 2017 ed € 300.000 stanziati dalla scorsa finanziaria per l’annualità 2018.

A fronte di questi stanziamenti, sono stati però finanziati soltanto due progetti e due beneficiari, il resto delle domande è stato bocciato, senza spiegazione alcuna. Il che significa che per molti molisani con disabilità il “dopo di noi” è una chimera irraggiungibile. È evidente, alla luce dei numeri, che qualcosa non ha funzionato nella programmazione degli interventi per il “dopo di noi”. È possibile che il bando non sia stato pubblicizzato e diffuso adeguatamente nella platea dei potenziali utenti, così come è possibile che i cittadini non siano stati adeguatamente supportati a presentare delle domande idonee ad essere accolte. Oppure, è possibile che il bando non sia adeguato rispetto alle esigenze dei cittadini, che ne sacrifichi la volontà e la libertà di autodeterminazione. In ogni caso, è urgente che i cittadini e le istituzioni realizzino un confronto costruttivo per superare le criticità, per evitare che i fondi stanziati vengano rispediti indietro al mittente, cosa che sarebbe l’ennesima beffa amara.

La Regione Molise, sollecitata dalla Consulta delle disabilità del Comune di Termoli, ha comunicato che si sarebbe attivata fattivamente su entrambi i fronti, cercando di risolvere le questioni sollevate, anche aprendo un tavolo di confronto.

Un buon inizio sarebbe dotare finalmente di copertura finanziaria la legge sulla cosiddetta “vita indipendente”, per poi attivare un confronto serio e costruttivo sulle politiche a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie: “niente su di noi, senza di noi”. Un segnale forte inoltre sarebbe rimborsare in tempi certi e veloci i tredici cittadini residenti nell’Ambito Sociale Territoriale di Termoli, restituendo loro dignità e giustizia.☺

 

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