Parole bugiarde
3 Dicembre 2015
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Parole bugiarde

Sembra passato un secolo, e non 15 mesi, da quando Matteo Renzi annunciò al Festival del Volontariato di Lucca una legge Delega per la Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e del servizio civile. Un annuncio fatto con l’entusiasmo  di chi da mesi e ben prima di diventare premier, diceva che il Terzo Settore in realtà è il primo”. Di qui l’annuncio che occorreva adoperarsi immediatamente per attivare il rilancio di questo settore del mondo cittadino perché l’iniziativa dell’associazionismo assumesse un ruolo primario nel rilancio dell’attivismo delle iniziative intraprese dai cittadini. Non a caso il nostro primario politico sosteneva che in Italia il Terzo Settore doveva assumere un posto centrale nell’attività sociale del Paese. È passato quasi un anno da allora e le promesse di Matteo Renzi di stendere la Legge delega che desse spazio al Terzo Settore è stata … dimenticata e il 22 agosto dello scorso anno il documento reso oggetto di elaborazione da parte della Camera. In quella sede il primario politico assicurava che a fine dello scorso anno la legislatura sul problema avrebbe trovato il giusto esito. Ad un anno trascorso il risultato del dibattito che aveva attivato  tutta la cittadinanza si è esaurito e da molti si attende la ripresa del lavoro ormai occultato nel Consiglio dei Ministri. La democrazia soffre il tuttofare di una politica che opera al suo Interesse e ignora le istanze di alto rilievo sollevate dal popolo.

Ci governa una politica ripiegata su se stessa? Le parole che giorno per giorno ci giungono dai nostri governatori costituiscono ventate di poca durata e di palese presa in giro delle attese lanciate dal popolo. Nella rivista Vita, numero di agosto, il direttore Riccardo Bonacina, in prima pagina non ha scrupolo nel denunciare che “Sono passati 15 mesi da che Renzi annunciò la Riforma del Terzo Settore, quasi un anno che ha cominciato il suo cammino in Parlamento. Difficile che veda la luce nel 2016. Una sconfitta per tutti”.  In Italia le più vivaci delle iniziative che danno vita e speranza appaiono a partire dai giovani impegnati in imprese che vanno ben oltre le parole volatili dei nostri politici, molti di essi intenti a convincere che in politica tutto ricade a porte chiuse nelle sedi del potere.

Altro si coglie nelle associazioni che operano con fatti e testimonianze concrete, per promuovere tra i giovani impegni anche senza attesa di interesse. Ad Arezzo nel 2014 sono stati oltre  quattromila gli studenti italiani che hanno frequentato la “Cittadella della pace”e con loro duemila docenti di vari ordini scolastici. L’ associazione toscana che sviluppa azioni da tempi lontani tende anche a raggiungere il premio Nobel per la pace. Per spostarci su altre regioni e ad altri modelli di azione senza speranza di interessi privati scendiamo più nel sud Italia e scopriamo un gemellaggio tra Messina e Boston. A promuovere la comunità di Messina è la “Fondazione con il Sud”. Si lavora per servizio ai più deboli per attivare lavori per la costruzione di appartamenti nel quartiere Maregrosso di Messina, ancora alle prese con i danni procurati dal terremoto del 1908.

Andiamo oltre confini per mettere gli occhi su un paese che in questi tempi si colloca tra i più benestanti dell’ Europa, ma anche qui non ci si può fermare a chiacchiere e comunicazioni statali. Pensiamo ad Angela Merkel che ci appare spesso legata a programmi e legislazione di intesa con il nostro presidente Matteo Renzi. Ad osservare attentamente l’aria che si respira, anche la Germania ripropone atteggiamenti e Leggi che somigliano alle nostre. La Merkel si è decisamente schierata a sostegno della legge Hartz IV che appariva come l’apertura di una nuova era economica per il popolo tedesco. L’esperienza non dà conferma a questa spirale. Seducenti e solide le spese per il lavoro in Germania che dal 2005 ad oggi ha speso 400 miliardi per dare più sostegno al popolo. Purtroppo la gestione si rivela inadatta se non idonea al sostegno dei cittadini. Il fatto è che il contratto tra i cittadini e lo stato prevede serie sanzioni e vincoli per chi usufruiva dei sussidi. Nella ricerca del lavoro chi non cerca o non accetta le proposte viene sanzionato con un taglio del sussidio che può partire da una riduzione dell’assegno per il 10 al 60%, fino ad arrivare all’annullamento totale, un quadro scabroso che si registra anche in Italia.

Far decollare la riforma del Terzo settore significa dare spazio di azione ai cittadini e alle associazione che li raccolgono in un clima di intraprendenza che si registra in zone geografiche che non escludono neppure l’Italia. La presentazione della riforma del Terzo Settore è stata presentata ai deputati ad agosto 2014. Il senato ha approvato a metà aprile 2015 la proposta; se non che, a seguire, vengono presentati 700 emendamenti. Molte le reazioni: Luigi Bolla, ex presidente delle ACLI, sollecita a lasciare all’associazionismo civile un perimetro ampio di rispetto. Ci si adoperi, anche in Molise, a darsi da fare per aprire le porte ad una stagione di iniziative provenienti dal basso, ad una cittadinanza attiva che si adopera anche per fare approdare lo stato e i suoi enti periferici ad una stagione che promuova il lavoro evitando di passare tempi in reciproci scontri o tempeste di parole e ritardi di un regime che può solo creare divisione e calo di iniziative sul territorio e porre a noi tutti il triste pensiero che i giovani, anche da noi, si adopereranno per lasciare la nostra terra con i suoi ricordi storici, le sue meravigliose zone di natura affascinante e, soprattutto, si rassegnano a dissipare l’unione e vivere da soli… ☺

 

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