Partorire in casa: quando le tradizioni diventano l’avanguardia
18 Luglio 2017
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Partorire in casa: quando le tradizioni diventano l’avanguardia

All’ingresso del tempio del dio Apollo c’era un’incisione che ha posto le basi per tutte le speculazioni filosofiche del passato e di oggi: “conosci te stesso”. L’uomo è un individuo che spesso vive di ricordi e in particolari momenti della giornata sente il bisogno di recuperare immagini, momenti, emozioni! D’altra parte, i posti in cui siamo nati e cresciuti, i luoghi che abbiamo frequentato da piccoli, le persone che abbiamo incontrato quando eravamo bambini, sono destinati a rimanere indelebili nella nostra mente e nel nostro cuore. La vita ha il suo fascino poiché ciclicamente si ripete donando emozioni vitali all’essere umano.

Riscoprire l’importanza della genitorialità

L’istinto primordiale ci fa riprodurre per conservare la specie e per garantire la sopravvivenza della progenie; ma, al di là di questo aspetto ancestrale, quanto è straordinaria la paternità e che valore indescrivibile ha la maternità? Secondo il mio modesto parere sono condizioni che danno la “ragion d’essere”. Sul figlio che sviluppa la sua personalità, quale influenza hanno l’ambiente familiare e l’ambiente esterno? Sicuramente amerà la famiglia perché essa effonde amore (amore genera amore) e sicuramente si affezionerà agli spazi vissuti perché custodi di tante emozioni. Ecco noi siamo questo! Tante cose sono state scritte sulla genitorialità, sulla famiglia, sull’essere figlio. Papa Francesco della famiglia ha fatto un documento magistrale (Amoris laetitia) per educare il cristiano, e non solo, alla riscoperta del bello. Quale gioia vive oggi una coppia nel sapersi a breve genitori e di quali preoccupazioni si sente investita? Che genitori saremo e quale futuro possiamo preparare per i nostri figli? Oggi più che mai c’è un’emergenza educativa spaventosa… pare che tutto ciò che rappresenta l’essere genitore sia messo in discussione, predomina l’egoismo, l’individualismo e il miracolo della vita è in serio pericolo. Quali sono gli eventi che hanno portato a questa devastazione?

Il parto in casa: la sanità in crisi potrebbe rilanciare tradizioni in disuso.

Desidero fare una piccola disamina della questione. Fino agli anni ‘60 in Molise le mamme partorivano a casa in condizioni igienico-sanitarie estreme! Mai nessuno si è posto il problema della sicurezza pro gestante e/o pro neonato perché il parto è stato ed è, sostanzialmente, un evento naturale che va solo assecondato. Le nuove generazioni hanno, giustamente, cominciato a dare priorità alla sicurezza e anche in Molise si è cominciato a nascere negli ospedali (parti naturali ma in sicurezza). A seguire, il pensiero scientifico tende a lenire le sofferenze delle partorienti e quindi sempre più parti cesarei (oltre il 40% dei parti) e meno parti naturali quasi ad avvalorare la tesi che una buona parte delle ragazze di oggi non sono più capaci di partorire. I costi per la sanità pubblica salgono vertiginosamente nonostante ci sia un calo nascite significativo (noi diciamo che ormai non possiamo più fare figli perché non ci sono le condizioni economiche per essere genitori!).

In Olanda una donna su tre partorisce in casa

[caption id="attachment_18998" align="alignright" width="656"] foto: http://27esimaora.corriere.it[/caption]

La situazione della sanità molisana e italiana è sotto gli occhi di tutti. Cosa si potrebbe fare per dare uno scossone sociale ed economico? Ecco che quello che apparentemente sembra una involuzione potrebbe risollevare le sorti della sanità pubblica e le sorti della famiglia: il parto domiciliare. In Olanda (paese virtuoso) il 30% delle donne partorisce in sicurezza presso il proprio domicilio con un risparmio notevolissimo per lo Stato e con un risvolto sociale straordinario. Per la mamma che partorisce dentro le mura domestiche, circondata dagli affetti più cari, sarà tranquillità e agiatezza. Per il papà sarà conquistare un ruolo attivo nella nuova vita che viene al mondo, infatti, il protocollo consente che sia proprio lui a recidere il cordone ombelicale. Emozioni irripetibili che la nuova vita genera sempre ma che a casa vengono ancora più enfatizzate. La sicurezza? Tutto è impostato su un protocollo che consente la massima garanzia per il nascituro e per la gestante (addirittura si potrebbe praticare il parto indolore in vasca da bagno o spazio acquatico dedicato). Chi segue la partoriente darà l’ok solo dopo aver valutato la logistica, le condizioni di salute della partoriente e del nascituro, le motivazioni che sicuramente fanno vivere l’esperienza come un evento sì straordinario ma pur sempre ordinario/naturale.

Parti domiciliari: l’indotto possibile e i contributi pubblici

Quante ostetriche avrebbero posti di lavoro, quanti corsi di formazione si attiverebbero, che risvolto identitario avrebbe sui nostri figli/nipoti? L’identità è forse oggi un fattore trascurabile? Possono i miei nipoti nascere a Larino oggi oppure a Provvidenti? Oggi no purtroppo! I figli molisani, per la maggior parte, nascono in ospedale a Campobasso, a Vasto o a San Giovanni Rotondo. Eppure in Italia oltre 1.500 bimbi ogni anno nascono tra le mura domestiche. Certo, per le famiglie potrebbe diventare un lusso poiché i costi di un parto domiciliare si aggirano tra i 2.000 e i 3.000 euro, costi che contemplano la completa assistenza h24 per tutto il travaglio di due ostetriche, visite domiciliari e accompagnamento pre e post parto. A fronte di queste cifre, però, alcune regioni aiutano a sostenere le spese (Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Provincia autonoma di Bolzano e Trento) con un rimborso parziale che va tra i 900 e 1.550 euro. Ultimamente anche la regione Lazio ha previsto un contributo a nascita pari a 800 euro. Un contributo sicuramente insufficiente per incentivare il parto domiciliare che andrebbe sostenuto e promosso perché potrebbe rappresentare la start up di una identità nonché di una economia sempre più cagionevole.☺

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