paure e tradimenti   di Antonio De Lellis
30 Marzo 2013
0 comments
Share

paure e tradimenti di Antonio De Lellis

 

Ogni volta che si scrive qualcosa di vero, intenso, profondo è come morire un po’! Perché creare è donare la vita come quella dei genitori ai figli. Si dà la vita generando, accogliendo, educando, privandosi, lavorando per loro e poi sbagliando tanto e lottando tanto, prima di tutto con se stessi. Incontri persone che ti trasmettono qualcosa o qualcuno e poi cresci dentro elaborando le cose ricevute in un modo originale ed unico. Accogli anche chi non è della tua famiglia naturale,  ma che appartiene a quella famiglia umana più vasta e sentirai che solo una vita vissuta in favore dell’ultimo, vale la pena di essere vissuta. Allora scegli il servizio anche politico e maledici quella politica che non si trasforma in amore. Col cuore in alto, mi scrive un amico, pensando a tutte le sconfitte che incontrerà chi costruisce le utopie o si impegna per anticipare prospettive di giustizia reale. Muori ogni volta che scrivi e scrivi sapendo di provocare a piccole dosi l’anticipazione di quella prospettiva. Ma così vivrai sapendo che l’unica direzione che hanno le persone oneste è incontrarsi con chi fa lo stesso percorso irto di difficoltà, ma anche profondamente autentico.

Molti si affacciano su questa strada e fanno anche qualche passo con te, ma poi, proprio mentre inizi una salita in un viottolo di montagna, ti giri pensando di parlare in loro compagnia e non ci sono più. Li cerchi con più accuratezza, ma invano. Si chiamano tradimenti, ma in realtà è il  cambiamento di chi si accorge di aver sbagliato strada e per vergogna o viltà non ti dice nulla, salvo poi “menare il bando”. Resti basito, ma il buio arriva e non puoi restare sospeso su quell’ impervio sentiero, occorre cercare un rifugio prima che la notte arrivi. Trascorri notti insonni pensando a qualcosa di sbagliato che avrai potuto dire e ad ogni boccone o passo condiviso con chi ti ha nascosto il volto, ma non trovi motivi validi per quel gesto perché chi non condivide accetta il confronto e lo scontro, ma non colpisce mai alle spalle. Naturalmente nessuno è santo a tal punto da non aver a sua volta causato sentimenti di tradimento, nella speranza di non aver mai colpito alle spalle perché chi ama lottare affronta e accetta i colpi che non riesce ad evitare. Traditore è colui che non accetta il confronto leale, ma attacca di notte coprendosi il viso e giocando a pingpong sopra il tavolo mentre prepara una palla da bowling sotto il tavolo. E quando lo incroci balbetta motivazioni e indicazioni supposte che nessuno aveva mai sentito, ma che ti vengono trasmesse come verità di sempre.

Quando hai una rotta condivisa non cambiare mai da solo strada perché quello è il tradimento vero. Scegli di essere vigliacco, ma non prima di averlo condiviso e perciò trasmesso, senza tradire. A nessuno può essere chiesto di avere il coraggio che non ha, ma nessuno dovrebbe dimostrare di averne più di quel che ha davvero. Ho combattuto con persone più coraggiose e mi sono mosso dietro la loro scia, ma poi a un certo punto sono stato io in prima linea e allora altri hanno seguito la mia scia, nella speranza che non diventi ombra. Vivi senza nemici e la tua vita sarà irreale, vivi senza amici e la tua vita sarà terribile, ma se c’è un amico è perché c’è un nemico che ti combatte, speri a viso aperto. Ecco, chi tradisce è un nemico travestito da amico, che ti abbraccia mentre desidererebbe farti del male. Prendi il largo dentro il tuo cuore, attendi l’alba e lascia il rifugio perché un’altra strada ti aspetta, ma sempre la stessa via.☺

adelellis@virgilio.it

 

eoc

eoc