Piano nazionale della prevenzione
15 Settembre 2021
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Piano nazionale della prevenzione

La pandemia da Sars CoV.2, fin dal suo apparire, ha creato una serie di problemi (sanitari in primis, ma anche sociali, politici, culturali, ideologici) che hanno un loro strascico rilevante in ogni settore della società civile. È un po’ come se ci abbia resi più fragili, inquieti, ma anche l’esatto opposto, cioè rissosi, insofferenti, maggiormente concentrati su di noi, molto meno nell’ascolto delle ragioni degli altri. La pandemia, inducendoci a pensare a come curarci, ha distolto la nostra attenzione da tante altre tematiche, che coinvolgono il pianeta e la società mondiale nel suo complesso. Oggi dobbiamo fare i conti con il cambiamento climatico, con il surriscaldamento della Terra che sta provocando, anche con la mano complice e criminale dell’uomo, incendi distruttivi di migliaia e migliaia di ettari di boschi, di foreste equatoriali e siberiane, innalzamento dei livelli dell’acqua che fra qualche anno potrebbe creare serissimi problemi a migliaia di città, lungo le coste e a ridosso delle stesse, perché saranno letteralmente sommerse. Come pure dovremmo preoccuparci per lo smaltimento delle acque contaminate dalle centrali nucleari che stanno cadendo a pezzi per la loro vetustà o per la scarsa manutenzione. E che dire, poi, del finanziamento del settore bellico nei paesi della Nato in piena pandemia, decisione politica che detrae danaro e finanziamenti al settore – la sanità pubblica – maggiormente coinvolto ed interessato dalla diffusione dell’attuale pandemia? Come pure altro tema rilevante in piena temperie pandemica è il connubio delle mafie col Covid. È anche così che la democrazia si ammala, perché i diritti vengono calpestati, degradati a privilegi, e essere esenti dalla corruzione, che ci toglie la dignità di cittadini, risulta sempre più difficile.

Ma torniamo al tema della sanità, ed in particolare a quella regionale. La sanità molisana, in specie quella pubblica, in questa fase emergenziale attraversata dalla pandemia da coronavirus, è letteralmente collassata. Nel Molise, a causa delle incongrue ed illiberali scelte del governo e del consiglio regionale, ma anche delle forze politiche che in esso risiedono, da alcuni decenni la sanità regionale è venuta meno al suo compito costituzionale, che è quello di salvaguardare gratuitamente la salute dei cittadini, specialmente di quelli meno abbienti. E ciò ha comportato enormi vantaggi per il settore privato, che assorbe, per più di un terzo, le risorse finanziarie pubbliche. La parte del leone la fanno essenzialmente la Neuromed di Pozzilli e il Gemelli di Campobasso, che si distinguono per interessarsi pressoché unicamente delle parti più redditizie della medicina (diagnostica e chirurgia oncologiche; analisi particolarmente specialistiche; utilizzo di strumenti diagnostici di ultimissima generazione). Il problema appare anche culturale, oltre che politico ed imprenditoriale. Infatti, sarebbe proprio opportuno che si faccia una riflessione appropriata sul significato di salute, che non è soltanto “assenza di malattia”, ma soprattutto “un bene che, come linfa vitale, unisce gli uomini, gli animali, l’ambiente naturale” In questa parola sta la quintessenza della sanità in generale.

Di qui l’urgenza di applicare il Piano Nazionale della Prevenzione 2020/ 2025 come strumento di attuazione dei LEA, che fissa direttive, strategie e azioni per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie. Ora parlare e soffermarci sul PNP è come indugiare e riflettere sulla medicina del territorio e sulla sua radicale applicazione, cosa che stiamo sostenendo da molti decenni a questa parte, sempre, però, inascoltati. Dobbiamo dire con onestà e senza alcuna riluttanza che questo è un piano davvero bene articolato in 6 macro obiettivi: malattie croniche non trasmissibili; dipendenze e problemi collegati; incidenti domestici e stradali; infortuni e incidenti sul lavoro; malattie professionali; ambiente clima e salute; malattie infettive prioritarie. Infatti, se si facesse realmente e concretamente la prevenzione, quanti vantaggi ne ricaverebbero la popolazione e, nel contempo, anche la stessa amministrazione dello Stato: al buon funzionamento dei meccanismi indotti ne scaturirebbe un enorme risparmio economico/finanziario per l’ amministrazione statale, centrale e periferica.

Il PNP ha un suo quadro d’insieme logico e consequenziale a partire proprio dalla costatazione che la pandemia da Sars-CoV 2 spinge a sottolineare quanto l’uomo, l’animale, l’ambiente siano interconnessi e quanto sia necessario intervenire proprio nelle fasce sociali di maggiore debolezza, bisogno, pericolo. Pertanto, il PNP promuove l’applicazione di un approccio multidisciplinare, intersettoriale e coordinato, Infatti, l’approccio one health consente di affrontare la questione trasversale della biodiversità e della salute umana, nella misura in cui il contrasto efficace alla resistenza all’antimicrobico significhi nello stesso momento anche una efficace contrapposizione all’emergenza di epidemie, di pandemie originate in prevalenza dalla manomissione  e dal degrado degli ecosistemi con il conseguente trasferimento di patogeni (spillover) dalla fauna selvatica a quella domestica con la successiva trasmissione all’uomo. Il Piano sollecita, poi, quelle necessarie “alleanze e sinergie intersettoriali” tra forze diverse, sulla scia del convincimento che la SALUTE debba entrare in tutte le politiche che riguardino la/il cittadina/o. L’esperienza della pandemia Sars.CoV 2 mette in risalto l’importanza della collaborazione intersettoriale allo scopo di affrontare tutte le complesse conseguenze della pandemia (ad esempio, l’impatto economico, sociale, psicologico della crisi e del lockdown).

Il Piano è stato pensato bene, concordato con le regioni, recepito anche dalla Regione Molise con decreto del commissario ad acta nr. 92 del 17/12/2020, facendone propri la visione, i princìpi, la priorità e la struttura con l’impegno ad adottarlo e tradurlo nel PNP 2020-2025 entro il 31/12/2021, sperando che tutto ciò non rimanga nell’iperuranio. Come società civile staremo attenti al monitoraggio di tutto il percorso del Piano e  alla verifica  dei risultati di salute e di equità raggiunti a livello regionale.☺

 

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