Piazza san giovanni
8 Novembre 2019
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Piazza san giovanni

“Sabato, in piazza San Giovanni, a Roma, tra un Salvini che è passato come se niente fosse dal secessionismo al patriottismo più oltranzista e un Berlusconi che considera un attentato alla libertà il voler punire i grandi evasori, un posto d’onore nella tribuna dei nuovi mostri lo occupava anche lei: Giorgina Meloni.

E su quel palco, Giorgina, tutta infervorata dietro un drappo tricolore, gridava: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana: non me lo toglierete! Non me lo toglierete!”. E giù applausi.

E io, che sono un po’ stupido, ancora mi sto chiedendo chi siano queste persone malvagie che vogliono togliere a Giorgina il diritto di essere italiana, cristiana, madre, persino donna.

C’è qualcuno che le vuole revocare la cittadinanza? Qualcuno che le vuole sottrarre la figlia? La obbligano a rinnegare la sua fede cristiana, addirittura a cambiare sesso?

Chi sono queste persone terribili che minacciano i diritti civili e la vagina di Giorgina?

La verità è che, nella narrazione della destra moderna, se chiedi diritti per qualcuno, significa che li vuoi togliere agli altri.

Sei a favore dello Ius Soli? Stai attentando alla italianità di Giorgina.

Vuoi allargare i diritti per le coppie Lbgt? Significa che vuoi rendere Giorgina meno donna e meno madre. Perché? Non si sa.

Ma la gente in piazza San Giovanni non se lo chiede il perché, applaude, quindi a posto così.

Il 90% della propaganda della attuale estrema destra si basa su questo meccanismo senza senso: sei contrario a lasciar morire la gente in mezzo al mare? Significa che sei contro gli italiani.

Pensi che si debba tutelare la libertà di culto sancita dalla Costituzione? Semplice: vuol dire che sei contro i cristiani.

È difficile opporre obiezioni razionali a una serie di affermazioni del tutto prive di logica, la forza della destra populista attuale è, in gran parte, lì.

E Giorgina Meloni, che oggi come oggi è semplicemente un’imbarazzante copia di Salvini con le tette, vede crescere costantemente il consenso per il suo partitino neofascista.

Come si può contrapporre una narrazione razionale a una serie di notizie inventate, non giustificate e del tutto irrazionali? Come si può comunicare facendo leva sulla realtà oggettiva e sul ragionamento, nell’epoca della post-verità?

La sfida per la comunicazione politica del futuro è tutta in questa domanda”.

 

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