Pietrabbondante
1 Settembre 2016
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Pietrabbondante

Se si dovesse dar retta agli empiristi più convinti, il Molise si troverebbe in acque a dir poco cattive. Esse percipi, recita il motto. Ma se l’iniqua fama della ventesima regione la precede ovunque, un paesino di poco meno di 800 anime potrebbe sovvertire la condanna all’inesistenza con una iniziativa unica non solo in tutto il territorio molisano, ma nell’intera penisola italiana. La località protagonista di questa favola moderna a lieto fine è Pietrabbondante e il suo sito di scavi archeologici. Situato in provincia di Isernia, il santuario pan-italico, sebbene sembri esser sfuggito all’attenzione dei mass media, non è passato inosservato ad esperti di storia, arte e affini.

Un tempio, un teatro, una domus publica costituiscono il luogo di culto, le cui testimonianze più antiche risalgono al IV secolo a.C., in cui strettissimo è l’intreccio tra sfera sacra e mondo militare, tra istituzioni e religione. Un bottino niente male per un territorio eternamente piagato dalla domanda “Cosa c’è in Molise?”. Ancora molto resta da tirar fuori però da questa ‘gallina dalle uova d’oro’ archeologica. E quasi a conferma del triste scenario di ‘taglia e cuci’ economici che hanno caratterizzato la storia sociale del Molise negli ultimi anni, a mancare sono, cone sempre, i soldi.

Qui entrano in scena i ragazzi del professor Adriano La Regina. Più di 35 tra studenti e laureati dell’I.N.A.S.A., l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, dediti da anni all’opera di scavo e restauro dell’area, decidono di coinvolgere nel loro impegno per la valorizzazione di Pietrabbondante i molisani stessi e lanciano in rete una campagna di crowfunding, ‘Rock Samnium’. Incontri e conferenze dal vivo, video e appelli a donare sui social media hanno cominciato a serpeggiare online e in breve tempo la causa del Samnium conquista il cuore di molisani e non, incassando ben 13.000 euro.

Grazie alle migliaia di euro raccolte, si è potuto riprendere lavori altrimenti destinati a rimanere interrotti per tutto il 2016 e decine di archeologi, coordinati dalle responsabili Palma D’Amico e Daniela Fardella, saranno in grado di pubblicare anche un testo contenente tutti i dettagli riguardanti i ritrovamenti accumulatisi dall’inizio degli scavi sino ad oggi. In più, forse contagiato dallo spirito d’iniziativa dei ragazzi, forse perché consapevole della portata del patrimonio storico-culturale in questione, persino il comune di Pietrabbondante ha spontaneamente deciso di mettere a disposizione strutture e fondi per facilitare il proseguimento degli scavi in completa sicurezza. Ed é così che sarà finalmente possibile approfondire le ricerche legate al cosiddetto ‘Tempio L’, oggetto di studi specifici dal 2011, restaurare le ‘tabernae‘ presso il Tempio A e il teatro e portare avanti il lavoro di manutenzione dell’imponente domus. Questi sono solo alcuni degli innumerevoli lavori di cui il sito ha bisogno per poter rimanere in vita nelle migliori delle condizioni e che per quest’anno, almeno fino al 16 settembre, verranno svolti, con dedizione e a costo zero, dai ragazzi di ‘Rock Samnium’.

Ma al di là del mero aspetto economico, l’intera vicenda assume una importanza di gran lunga superiore al valore della cifra raccolta. ‘Rock Samnium’ infatti non si è limitato a salvare una campagna di scavi da una sorta di moderna ‘damnatio memoriae’, ma ha dato una prova tangibile di quello che un gruppo di cittadini, persino in un luogo folkloristicamente assopito come il Molise, può fare quando vengono unite le forze per una causa comune.

Non è solo il segno di un Molise che vuole esistere a tutti i costi e a dispetto dell’alone di indifferenza generale che lo circonda, ma è la piccola, grande vittoria di un popolo che, abituato da sempre a far fronte a calamità naturali, crisi economiche e lavorative contando solo sulle proprie forze, è riuscito ancora una volta a ricordare a se stesso e agli altri che la vera ricchezza del Molise risiede nei suoi abitanti e nelle loro coscienze.☺

 

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