Pillole in tempo di covid
18 Maggio 2020
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Pillole in tempo di covid

Primavera. La primavera è sbocciata tra pochi testimoni. Prima poteva capitarci di essere indifferenti allo scorrere del tempo, come se la stagione più mite fosse una transizione necessaria per accompagnarci verso le vacanze e le ferie. In questi giorni invece abbiamo sperato che assieme ai fiori sbocciassero i diritti, che spesso abbiamo dato per scontati o peggio abbiamo lasciato calpestare senza capirne le conseguenze. Abbiamo scoperto che un ospedale chiuso o depotenziato in tempi di covid 19 è la concretizzazione stessa della paura. Eppure in passato siamo stati in pochi a lottare o protestare.
Bambini. Chissà cosa hanno pensato i più piccoli di questi adulti folli, che da un giorno all’altro li hanno privati della gioia di correre, di mangiare un gelato, di incontrare gli amici? Chissà cosa avranno capito di questo modo strano di volersi bene da lontano, senza poter abbracciare i nonni, gli zii, i cugini? Forse nelle loro teste è balenato il pensiero che noi grandi non li abbiamo saputi proteggere e forse avranno capito che toccherà loro rimboccarsi le maniche per indirizzare questo mondo strano verso dimensioni più vivibili e più giuste per tutti.
Politica. Gli (orribili) film catastrofici americani, girati a cavallo degli anni 2000 e pieni di pandemie, invasioni marziane, asteroidi puntati sull’equatore, ci avevano mostrato capi di governo dai discorsi pregni di retorica, e cittadini osannanti pronti a battere le mani con gli occhi gonfi di commozione. Onestamente, ad ogni discorso di Conte, che pure ha mostrato grande dignità in questa situazione, ho imprecato contro Casalino, la cui presenza nello staff di governo è più inspiegabile dell’aporia parmenidea. Quanto all’opposizione, questa ha dimostrato per l’ennesima volta la sua povertà di idee e di proposte, oltre a una spiccata cialtroneria di azioni. Se ci propinano fake news come se non ci fosse un domani è perché pensano che siamo cretini, e guarda un po’… tocca a noi smentirli.
Paradossi. Grazie al coronavirus siamo stati in grado di mettere un tetto sulla testa alle persone senza fissa dimora, perché ci siamo accorti che non era opportuno lasciarli liberi di girare per le nostre strade (ma solo perché rischioso per la salute pubblica, ovviamente mica ci siamo fermati a pensare alla loro dignità di essere umani). Chissà che accadrà quando l’emergenza sarà finita: daremo loro un calcio nel fondoschiena alla velocità della luce o finalmente ci interrogheremo su come risolvere il problema dell’emergenza abitativa, malattia per la quale non esisterà mai un vaccino, ma solo una cura, che impegna tutti noi?
Morte. Mai ci era capitato di sentirla tutti contemporaneamente così vicina. Davanti a lei siamo tutti nudi e privi di sovrastrutture. Abbiamo visto un’umanità meravigliosa, che ha sacrificato la propria vita per gli altri. Penso ai medici, agli infermieri, ai tanti volontari che hanno sfidato e sfidano tuttora il rischio del contagio. Spero che l’Italia del post-covid si nutra della linfa della solidarietà forte ed inflessibile mostrata da queste anime meravigliose, e che porti nel cuore tutti i morti, non dimenticandone nessuno, perché non accada più che si muoia di lassismo nelle RSA o nelle RSD, o si muoia per l’assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale.
Stronzi. Di fronte alla morte, ci sono quelli che hanno speculato sulle mascherine e sui gel igienizzanti, per trarne profitto, brutti di cattiveria e di avidità. Spero ci dimenticheremo presto di voi. E poi ci sono Fontana e Gallera, a prescindere, inquietanti nella loro quotidiana conferenza stampa delle 18 meno 10. La giustizia farà il suo corso per tutti.
Signore Coniglio. Un abbraccio a tutte le donne, che in tempo di pandemia si sono ritrovate smart worker, maestre, educatrici, cuoche, casalinghe perfette, parrucchiere. Se imparaste a pilotare anche gli elicotteri ed a spegnere gli incendi, sareste delle perfette Signore Coniglio (questa la capisce solo chi ha figli o nipoti under 6).
Ultimi. I più colpiti dalla pandemia sono stati proprio loro, gli anziani e le persone con disabilità. Solitamente dimenticati dalla politica, dimenticati dalla società e dalla scuola, la pandemia ha infierito impudentemente su questi cittadini, ma ci ha mostrato con una chiarezza nuova che se continuiamo a calpestare i loro diritti un giorno finiremo per calpestare anche i nostri. Ogni essere umano è strettamente connesso all’altro e se non impariamo a costruire reti e ponti che ci legano e ci tutelano, finiremo tutti per annegare.
Libertà e diritti. Sta a voi capire quale libertà e quale diritto vi è mancato di più in questi giorni e su questo costruire il vostro futuro. A me è mancata la libertà di vivere i miei affetti. Più di tutto mi è mancato il diritto allo studio per i miei figli, per i quali la didattica a distanza non è mai stata una soluzione o un palliativo. Ho sentito che lo Stato li ha trattatati come cittadini di serie B e di questo dovrà rendere conto. A me ed a tutti i genitori di bimbi con disabilità.
Molise. Ora che avete avuto la prova che senza sanità di muore e che senza solidarietà sociale non si vive, o molisani, non credete che siano maturi i tempi per invertire la rotta? O torniamo al nostro torpore?☺

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