“Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere”, questo penso quando leggo e ascolto tanti commenti sulle elezioni abruzzesi.

È straordinario come i cialtroni di casa nostra, non Salvini che ci mette ogni volta il suo piglio da Kapò, ma il resto della compagnia grillina.

A me pare che siano essenziali, come premessa di qualsivoglia discorso, tre virtù: umiltà, studio e pazienza.

Di Maio è una riedizione del manuale Cencelli applicato al programma e alle scelte di governo: a ognuno la sua legge,

Mi è capitato in questi giorni di scambiare qualche battuta, non casualmente davanti alla banca di Montecitorio, con un noto economista anche lui parlamentare diversi anni fa;

Il nostro paese appare il più reattivo ai mutamenti, così fu con il fascismo negli anni ‘20, così con il Berlusconismo degli anni ‘90 e così è oggi con il governo giallo-verde

A Molise Cinema si è discusso con Italo Moscati e con Ermanno Taviani di una pagina di quella storia lontana, densa di significati e troppo spesso dimenticata o letta con le lenti della banalità: il conflitto fra Pasolini e il movimento del ‘68.

So che non servirebbe a nulla, perché il senso del dovere civico è una brutta bestia che una volta impadronitosi di te non ti lascia più, e continua a fare il cane da guardia

Da Tangentopoli ai giorni nostri abbiamo assistito alla caduta dei partiti tradizionali a vantaggio dei populisti. Quale la soluzione?