Pro e contro i social media
13 Giugno 2020
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Pro e contro i social media

Sono stati più di due mesi di quarantena, e da pochi giorni in Italia, Germania ed altri paesi la gente può uscire di casa, fare la spesa dove vuole, visitare amiche ed amici, prendere un caffè al bar, passeggiare anche fuori del proprio comune… insomma, fare una vita più o meno normale. Non tutti, ma molti possono anche ritornare al lavoro, sempre che trovino chi si prenda cura dei bambini. Molti parlano del “ritorno alla normalità” e lo dicono con il tono di una/uno che ha vinto una guerra. Poche sono le voci che ci dicono che questa nostra normalità pre-coronavi- rus è stata dannosa per l’ambiente, per il pianeta, per l’equilibrio fra le specie, ed anche per la sopravvivenza del genere umano.
In queste settimane di auto-confinamento abbiamo avuto tempo di conoscere meglio noi stessi, di capire dove sono i limiti della nostra pazienza, a quali cose possiamo rinunciare senza soffrire troppo, e di scoprire quanto ci è facile o difficile stare soli con noi stessi.
Per me, la cosa più insopportabile in queste settimane è stata la totale o quasi totale assenza del mondo, la quasi totale mancanza di notizie del mondo nei mass media, e come risultato, una maggiore indifferenza rispetto alla sofferenza di altri popoli. Gli altri, gli extra-europei, non facevano notizia nei giornali e nella TV, se non si trattava dei numeri di morti per Covid-19.
Devo confessare che in vista di questo isolamento dal mondo, imposto per i mass media, sono stata contenta della esistenza di facebook, anche se ho sviluppato una specie di amore/odio verso questa piattaforma. Da un lato grazie alle mie amicizie su fb ho saputo quello che succedeva in altre parti del mondo. Degli Stati Uniti non solo ho saputo che il presidente Trump non usa la mascherina (cosa che ogni tanto dicevano anche in TV), ma anche che i più colpiti dal virus sono i popoli autoctoni di quel paese, come i Navajo, che potrebbero sparire dalla Terra. La stessa cosa succede in Brasile. Le TV ogni tanto fanno vedere un Bolsonaro che ride e scherza sulla malattia che minaccia prima di tutto i popoli dell’Amazzonia che già, nella storia, sono stati infettati dall’uomo bianco con diverse malattie. Altri paesi extra-europei non esistono nei media, tranne su facebook, da dove ricevo informazioni sui Carabinieri cileni che distruggono le cucine popolari dove danno da mangiare ai più poveri, buttando per terra il cibo e dando calci perfino ai cani che cercano di profittare di quella manna caduta per terra; anche ho notizia circa l’intento di soggetti venezuelani, nordamericani e colombiani che hanno cercato, nei primi giorni di maggio, di sbarcare sulla costa venezuelana, con il progetto di arrivare a Caracas per arrestare e sequestrare il presidente Maduro, per il quale gli Stati Uniti pagherebbero una grande quantità di dollari; ancora, navi iraniane si stanno avvicinando in queste ore alla costa venezuelana, portando benzina, e Trump minaccia di formare un blocco navale per impedire che queste navi possano arrivare alla loro meta, azione che potrebbe avere conseguenze pericolosissime non solo per l’Iran.
Questi sono solo pochissimi esempi di cose che senza facebook non avrei saputo. Come non avrei saputo dello sciopero dei braccianti agricoli nelle vicinanze di Foggia, perché i media italiani sono molto più interessati a far sapere se i fuochi d’artificio scoppiati l’altro giorno a San Severo sono stati organizzati in onore della Vergine Maria o di un boss mafioso.
Ho parlato di amore/odio verso facebook. L’odio deriva del fatto che è l’algoritmo di facebook che decide quale delle mie amicizie posso seguire e quale no, e sempre facebook permette il bombardamento di aziende che mi vogliono vendere mascherine, gel disinfettante e altri prodotti magici contro il Covid-19, e ogni giorno c’è una nuova azienda di abbigliamento che mi avverte che sta per mettere fine alla sua attività e che posso comprare gli ultimi pezzi che sono rimasti.
Ma ci sono anche delle cose che facebook non sa! Una notizia di importanza mondiale può seguire a una fake news, o può succedere, come mi è successo oggi, che una amica dal Cile mi fa sapere che è morto Umberto Eco. Ed io, che non sono molto abile nell’uso di facebook, non so quale emoticon mettere a questa notizia.☺

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