Quale alternativa al ponte sul liscione?
10 ottobre 2018
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Quale alternativa al ponte sul liscione?

La tragedia di Genova e il sisma di agosto il cui epicentro si è verificato a Montecilfone, quindi non distante dal lago di Guardialfiera, ha rimesso in moto con maggiore energia il Comitato del gruppo pubblico social Liscione Sicuro, sorto all’indomani della sigla del Patto per il Molise del 2016 per sollecitare gli organi regionali a rispettare quanto in esso contemplato circa la tutela del territorio.

Il crollo del ponte Morandi e, in concomitanza, il terremoto hanno avuto l’ effetto di una presa di coscienza che il tempo dell’attesa per ottenere infrastrutture sicure per i cittadini molisani era finito, per cui le adesioni al gruppo sono cresciute moltissimo, dando la netta sensazione che la misura era ormai colma.

Nella generalizzata e atavica carenza infrastrutturale viaria molisana è vitale, per l’economia e la serena quotidianità di tutti, l’arteria Bifernina SS 647 che a un certo punto attraversa per 5 km il lago di Guardialfiera. Per quanto voglia essere sicuro e monitorato, sappiamo bene che il viadotto andrà ancora soggetto a chiusure – come s’è già visto – isolando il territorio e incidendo negativamente soprattutto sul sistema produttivo.

E, in un territorio sismico come quello molisano, chiunque comprende la necessità prioritaria di una strada alternativa al viadotto. Infatti sono bastati quei pochi giorni di chiusura di quell’opera per rendersi conto che sarebbe pura incoscienza far morire definitivamente economia, turismo, regione. Una chiusura che ci taglia dalla costa, dove si trovano in maggior numero industrie e aziende; che impedisce il trasporto merci, che aumenta i disagi per chi transita quotidianamente dalle aree interne a Termoli, senza dimenticare i nostri borghi aggrappati sulle due dorsali della val Biferno, che – già privati di molti servizi – rischiano la condanna allo spopolamento completo se i loro disagi dovessero continuare…

Quei pochi giorni di blocco del viadotto hanno gettato nel caos la maggior parte degli abitanti, e hanno creato a molti comuni della regione e al capoluogo una serie di difficoltà e problemi, specie nell’ambito sanitario ed economico.

L’immagine dei tir rovesciati e degli incidenti mortali avvenuti sulla vecchia statale 87 ha confermato drammaticamente l’inadeguatezza della strada su cui era stato deviato il traffico, rallentato oltre ogni immaginazione.

Alla diffusa criticità viaria si aggiunge la mancanza di una rete ferroviaria, come ha rilevato la stessa ministra per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, in visita il 17 settembre in Molise, la quale, oltre a promettere di assegnare – con la prossima legge finanziaria – il 34% degli investimenti di Anas e Ferrovie alle regioni del Sud, ha affermato: “Non è tollerabile questo gap infrastrutturale che limita lo sviluppo. Sono venuta qui in macchina perché il treno non si può usare e questo è inaccettabile”.

In definitiva, la carenza delle infrastrutture della regione Molise, quanto mai rilevante per tutte le conseguenze che comporta, come l’ isolamento fisico della regione, il ritardo nella crescita sociale, civile ed economica, rappresenta dunque un problema centrale da risolvere con decisione in tempi brevi. E una strada alternativa al viadotto si inquadra in una strategia di ristrutturazione indispensabile, vista la criticità del manufatto attualmente percorribile. L’assessore Niro nell’incontro del 14 settembre con il Comitato ha parlato di un cronoprogramma che interessa in buona sostanza il ripristino del viadotto, quindi il progetto regionale non prevede minimamente la realizzazione di una strada laterale al lago di Guardialfiera, lato Guardialfiera, che permetta di bypassare in caso di terremoto o altro l’opera costruita sul lago, come proposta dal Comitato.

Per raggiungere questo scopo, e nello stesso tempo tener fede a quanto ha animato fin dalla sua nascita il social Liscione Sicuro, il Comitato intende creare un movimento di opinione per sollecitare gli amministratori regionali e nazionali e ottenere quanto finora illustrato.

Pertanto il Comitato chiede il sostegno, la partecipazione e la mobilitazione di tutti gli amministratori regionali, provinciali e comunali, dei sindacati, delle associazioni di categoria e di quelle di volontariato, nonché dei singoli cittadini. Prossimamente sarà indetta un’assemblea pubblica per un primo confronto diretto e il più possibile costruttivo per orientare e decidere l’attività successiva. ☺

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