Quando potare l’ulivo
10 marzo 2018
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Quando potare l’ulivo

Per completare la trattazione dell’argomento della potatura, trattato nel precedente numero, vorrei sottolineare che colui che si appresta a potare una pianta di olivo deve tenere conto, non solo della fisiologia della pianta, ma dovrà verificare anche il sistema di raccolta delle olive che verrà applicato a quel determinato oliveto. Qualora si raccolgano le olive con pettini pneumatici dovremmo strutturare o far strutturare la pianta in modo tale che i rami fruttiferi tendono ad essere penduli in modo da favorire la cosiddetta “pettinatura” delle olive. Per cogliere questo obiettivo dobbiamo cercare di avere le branchette fruttifere distanziate tra loro in modo da favorire lo sviluppo dei rami penduli (in verticale). Viceversa, se la raccolta sarà con scuotitore (attraverso vibrazioni che portano alla caduta delle drupe), le branchette fruttifere dovranno essere più ravvicinate per evitare lo sviluppo di rami penduli e per avere la produzione su rami orizzontali in modo tale che, l’intensità delle vibrazioni, arrivi in modo diretto ai frutti, senza dispersioni che potrebbero pregiudicarne l’efficacia. Se invece la raccolta contempla ancora l’uso della scala e l’uso di agevolatori tipo pettini di plastica, allora, dovremmo strutturare la potatura in modo da poter prevedere l’appoggio della scala in massima sicurezza, vale a dire che innanzi tutto dovrò utilizzare la scala nella fase di potatura e, laddove si realizza l’appoggio per potare, questo sarà lo stesso per appoggiare la scala per la futura raccolta. Dovremmo tendere ad abbandonare questo sistema di potatura e di raccolta poiché molto costoso (notevoli tempi morti) e anche abbastanza pericoloso per l’operatore che, se non posiziona bene la scala, corre il serio rischio di cadere e di infortunarsi.

Cerchiamo ora di riassumere gli argomenti trattati per fare sintesi e per introdurre un altro argomento! Abbiamo parlato di perché potare, ossia: dobbiamo potare per dare alla piante di olivo un giusto equilibrio tra la parte produttiva e quella vegetativa, dobbiamo potare per offrire alla pianta più luce possibile (fermo restando l’equilibrio vegeto-riproduttivo) e infine dobbiamo potare per sanare delle possibili situazioni fitosanitarie (eliminando rami malati, rotti o disseccati).

Abbiamo parlato di come potare, considerando il rispetto per la cima, perché struttura necessaria alla pianta, poi abbiamo considerato la potatura funzionale al metodo di raccolta delle olive (da terra, con scuotitori, con scala).

Adesso affrontiamo il tema del quando potare. A tal proposito c’è ancora molta confusione e ognuno procede come crede e secondo la disponibilità di tempo. Infatti molti potano subito dopo la raccolta, in novembre, cosa che è davvero inopportuna. Cerchiamo di capire il perché è inopportuno: l’olivo, come ogni pianta, elabora delle sostanze nutritive che deposita anche nei frutti (zuccheri, proteine, grassi)! L’olivo deposita olio nei frutti fino a che i frutti cominciano a cambiare colore (dal verde al violaceo) fase detta di invaiatura. Dopo questa fase l’olivo pur non accumulando più olio nel frutto continua a sintetizzare olio che depositerà nei suoi organi di riserva (ovuli) ed avere queste strutture piene fa sì che la pianta riesce a programmare bene la produzione futura. Viceversa se noi cominciamo a potare in novembre e la pianta sta ancora lavorando non facciamo altro che eliminare rami che lavorano per la pianta e inoltre costringiamo la pianta a tamponare le ferite impegnando delle riserve che lei ha accantonato per non perire in caso di qualche accidente. La risposta della pianta ad una potatura anticipata sarà quella di tendere ad una alternanza di produzione poiché se essa avrà poche riserve da investire nella nuova produzione, farà in modo di non “pensare” alla produzione ma di “pensare” a ricostruire le riserve nutritive, che non sono state accumulate a tempo debito e che per di più sono state depauperate per tamponare delle ferite indotte dai tagli effettuati dal potatore.

Come pure non possiamo fare una potatura tardiva (primavera inoltrata) poiché la pianta, nel momento in cui riparte con la vegetazione, comincia a differenziare le gemme in fruttifere e non in vegetative, investendo delle riserve nutritive e a processo iniziato effettuare tagli in questa fase significa mortificare la pianta che vede vanificare le proprie risorse e non solo! Infatti anche in questa epoca avanzata di vegetazione la pianta che subisce una ferita investe delle sostanze nutritive per tamponare una situazione di stress fisiologico. Alla luce di quanto affermato va da sé che l’epoca ottimale per potare (intervenire chirurgicamente) l’olivo è quando esso è in riposo vegetativo (anestetizzata dalle basse temperature e dalla lunghezza ridotta del giorno – tecnicamente termoperiodismo e fotoperiodismo).

Prossimamente parleremo di nutrizione dell’olivo e lavorazioni agronomiche dell’oliveto. Nel frattempo affrettatevi con la potatura!☺

 

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