Quel che resta del giorno
3 Ottobre 2021
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Quel che resta del giorno

Per scrivere queste poche righe prendo spunto dalla foto che allego, l’ho estrapolata da un social della persona che conosco e le cinque parole che compongono la didascalia dicono molto “quel che resta del giorno”.

Non un giorno qualsiasi, ma giorni che da settimane ci accompagnano in questa maledetta estate, dove anche io non trovo più lacrime per quanto distrutto, felicità per quanto si è salvato o serenità per il “lumicino” in fondo (al tunnel).

Ormai sono mesi che siamo stretti nella morsa di una gran siccità a cui purtroppo nessuno era abituato e peggio ancora preparato, come pure faremo fatica nei prossimi anni a farlo. Tutto soffre: la terra ha sete, le crepe che si intravedono sembrano tante bocche assetate che invocano acqua e intanto sputano fuori il calore accumulato, la vegetazione è stressata da questo cambiamento così come gli animali. Tutti arrancano per giungere a fine giornata, non solo sudati ma spesso anche sporchi di fumo e disperati per quanto si è perso.

Non sto qui a indicare i colpevoli, perché non ho le prove o perché come dice De Andrè “per quanto voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti”, ma alla politica locale e nazionale non sembra interessare nel concreto quanto accade. Bisognerebbe controllare il territorio facendo rispettare le leggi esistenti, inasprendo le pene, per togliere il cerino a chi lo usa da sempre, aggiungere modifiche, restrittive, alla già buona legge in materia di incendi boschivi per togliere sospetti su alcune lobby, educare/sensibilizzare la popolazione alla cura del bene comune e alla cooperazione, per restare umani, senza aspettare che siano altri ad aiutarci e/o salvarci. Bisognerebbe riprendere la proposta di legge sul consumo del suolo, ormai chiusa nei cassetti della politica nazionale da due anni, rileggerla e approvarla senza modifiche al ribasso.

Intanto che scrivo queste righe anche quest’altra giornata se n’è andata portandosi via altri ettari di territorio regionale, nazionale e dell’area mediterranea, e s’è portata via anche un angelo, Gino Strada. Se chi salva una vita salva il mondo, dobbiamo prendere esempio dal lavoro quotidiano di Gino perché oggi salvare l’uomo o l’ambiente è essenziale per costituire un’umanità nuova, per… “quel che resta del giorno”.

“Se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo, è malato o ha fame, è cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza e tra i più vigliacchi” (Gino Strada).☺

 

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