Reddito di cittadinanza: dubbi e criticità
14 Febbraio 2019
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Reddito di cittadinanza: dubbi e criticità

A pochi giorni dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge sul reddito di cittadinanza prevale ancora l’incertezza sulla effettiva utilità della misura che ha rappresentato, fin dal primo momento, il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Sono due in particolare i punti interrogativi che emergono in relazione al provvedimento che intende contrastare la povertà, divenuta la vera emergenza da risolvere, in particolar modo nelle regioni del Mezzogiorno: il primo riguarda i requisiti indispensabili per beneficare del sussidio mentre il secondo riguarda l’effettivo ruolo che dovranno avere i centri per l’ impiego nell’assicurare uno sbocco lavorativo ai beneficiari del reddito.

In questi giorni anche in Molise le sedi dell’Inps sono letteralmente prese d’assalto dalle persone interessate alla richiesta del reddito di cittadinanza, ma ad oggi l’Inps è ancora in attesa di ricevere disposizioni ufficiali. Di certo c’è che le domande per richiedere il reddito di cittadinanza potranno partire dal 5 Marzo 2019 tramite sito ufficiale, Poste Italiane o Caf; il pagamento del reddito avverrà tramite carta prepagata rilasciata dagli uffici di Poste Italiane a partire dal 27 Aprile 2019.

L’importo massimo concedibile è di 780 euro, condizionato al rispetto di determinate regole che vanno dallo svolgimento di lavori socialmente utili per i comuni alla ricerca attiva di un lavoro per almeno due ore al giorno. Tra i requisiti per accedere al beneficio c’è quello della residenza in Italia; anche agli immigrati spetta il beneficio a patto che risiedano da almeno 10 anni in Italia.

Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi, con la possibilità di una proroga per ulteriori 18 mesi. Per avere diritto al contributo occorre avere un Isee non superiore alla soglia massima di 9.360 euro annui; per chi è solo il limite massimo è pari a 6.000 euro. Il valore del patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non può superare i 30 mila euro ma per chi ha una casa di proprietà l’importo del reddito di cittadinanza scende a circa 500 euro, perché 280 sono considerati come integrazione che lo Stato concede per il pagamento di un affitto di locazione. Il patrimonio finanziario non può essere superiore ai seimila euro ma può arrivare fino a ventimila euro per le famiglie con persone disabili.

Il reddito di cittadinanza è vincolato ad altri requisiti: nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario o avere piena disponibilità di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti la domanda; nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario o avere piena disponibilità di auto con cilindrata superiore ai 1600cc immatricolate nei due anni precedenti la domanda; chi ha nel nucleo familiare un componente che si è dimesso volontariamente, non ha diritto al beneficio. Il reddito di cittadinanza prevede anche una serie di incentivi economici alle imprese che assumono i beneficiari del Rdc.

Sul fronte politiche attive del lavoro si guarda in particolare al delicato ruolo assegnato ai centri per l’impiego che dovranno prendere in carico i beneficiari del reddito di cittadinanza. E qui le note diventano dolenti perché oggi gli ex uffici di collocamento sono a corto di risorse umane per rispondere alle necessità di un esercito di invisibili. La prima esigenza è rinforzare gli organici: ad oggi mancano soprattutto orientatori e psicologi, ma anche consulenti aziendali, informatici, mediatori culturali, impiegati amministrativi, figure da assumere per colmare un gap abissale con altri stati europei.

Per fronteggiare l’emergenza il governo ha previsto quattromila assunzioni nei CPI di tutta Italia, ma secondo le previsioni le nuove assunzioni avverranno, da parte delle regioni, solo a partire da agosto 2019, mentre per i  seimila ‘navigator‘ di Anpal servizi le procedure di ingresso e di formazione non si completeranno addirittura prima dell’autunno. È presumibile dunque che i tempi per avviare le selezioni concorsuali non saranno brevi ed è lecito ipotizzare che in un primo momento il lavoro di presa in carico dei beneficiari del reddito di cittadinanza spetterà agli stessi impiegati che hanno svolto la loro attività fino ad oggi. Ciò vuol dire che ciascuno dei circa ottomila dipendenti dei servizi per l’impiego invece di prendersi carico, come accade oggi, di 312 persone a testa, dovrà gestirne il doppio nella delicata fase della ricerca, individuazione di un impiego e attuazione del percorso formativo.

Il rischio concreto è dato dai carichi di lavoro eccessivi e dalla conseguente difficoltà di far incontrare domanda ed offerta di impiego, in un Paese che conta uno dei maggiori livelli di disoccupazione in Europa. A ciò si aggiunge un altro scoglio, quello della farraginosità delle procedure e della burocrazia che rende necessario un dialogo costante tra gli stessi Centri per l’impiego e l’Inps. L’Ente nazionale di previdenza, in carenza di adeguata comunicazione, potrebbe non venire a sapere se il beneficiario del reddito di cittadinanza ha nel frattempo trovato un lavoro o lo ha rifiutato per tre volte di seguito e quindi ha perso il diritto al sussidio.

In Molise le difficoltà dei centri per l’impiego sono amplificate dall’atavica assenza di programmazione in un settore fondamentale come quello della formazione e la triste conferma arriva dai numeri. Secondo le statistiche solo 3 persone su 100 riescono a trovare un lavoro tramite i tre Centri per l’impiego dislocati sul territorio regionale. È una percentuale prossima allo zero che non lascia presagire nulla di buono all’orizzonte. Le cose dovrebbero cambiare grazie alle nuove assunzioni, che però secondo una stima pubblicata dal Sole 24 ore non dovrebbero riguardare più di 28 unità, da individuare attraverso un bando gestito dalla Regione e qui, considerati i precedenti, subentrano anche altri timori legati a possibili condizionamenti della politica nella scelta dei professionisti. Ma questa è un’altra storia su cui saremo, come sempre, vigili. ☺

 

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