Regali veri  sotto un albero artificiale
18 Dicembre 2018
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Regali veri sotto un albero artificiale

Ormai è Dicembre, e l’11 ricade la Giornata Internazionale della Montagna. Una data significativa negli intenti istituzionali, anche se poi la dovuta attenzione gliela diamo solo quando vediamo che il suo territorio viene colpito e sfregiato dagli estremi eventi climatici, come quello di fine ottobre nel nord Italia. Poco o nulla si fa per la sua tutela e, nonostante ciò, non riusciamo mai a ritagliare il giusto tempo e la giusta attenzione per capire i reali problemi, che poi diverranno anche i nostri.

Dopo l’11 Dicembre mancherà qualche giorno in più anche per l’Avvento di nostro signore (25 Dicembre), altra data significativa negli intenti. Nonostante i nostri sforzi e la buona volontà di ricordare umilmente la nascita dell’ebreo-palestinese Yehoshua ben Yosef (che nessuno si offendi, è la storia!), ci lasceremo andare nella più facile ritualità pagana di una corsa agli acquisti più disparati per far contenti grandi e piccini e i palati più fini.

Cosa unisce queste due date? Nulla. Ma visto l’avvicinarsi della corsa ai regali, l’invito che vi faccio è quello di intraprendere il sentiero meno battuto, e che può portarci a scoprire altri orizzonti. Fermarsi in una libreria poi, può essere il giusto rifugio per rifocillarsi di una buona lettura e un diverso modo, il nostro, di parlare e sensibilizzare il pubblico su argomenti di montagna e ambiente in generale.

Considerando anche le scarse percentuali di lettura, e anche in questo il Molise non esiste, il mio regalo natalizio spera di appassionare qualcuno, anche solo alla lettura. Ricordandovi che la montagna siamo noi e la nostra vita, metaforicamente parlando, mi permetto di consigliare una serie di titoli accattivanti, l’augurio oltre a quello di una buona lettura, è soprattutto di un sereno natale.

“L’orso azzurro” di L. Schooler; “Il ragazzo selvatico” di P. Cognetti; “Kobane calling” di Zerocalcare; “Le otto montagne” di P. Cognetti; “La montagna che non c’è” di A.Torretta; “La montagna vivente” di N Shepherd; “La teologia del cinghiale” di G. Nemus; “Lo sa il vento” di C. Porcedda e M. Brunetti; “Perdas de fogu” di M. Carlotto e Mama Sabot; “L’uomo montagna” di S. Gauthier e A. Flechais; “Compagno orsetto” di M. Rigoni Stern; “Resto qui” di M. Balzano.

 

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