ripartire a sinistra  di Famiano Crucianelli
29 Aprile 2013
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ripartire a sinistra di Famiano Crucianelli

 

Abbiamo riflettuto a lungo sulla opportunità di aprire una discussione politica sul sito di Lucio Magri (www. luciomagri.com), ci siamo decisi non solo perché siamo nel pieno di una difficile e pericolosa tempesta politica, ma anche perché ci sembra il modo migliore di riprendere quel filo magriano nel quale teoria, progetto e azione politica sono una sola cosa. La speranza è quella di produrre materiale di riflessione che possa tornare di una qualche utilità e la volontà è quella di non andare sull’Aventino, mentre la casa sta bruciando.

Il gruppo dirigente del Pd e Bersani hanno commesso un gravissimo errore, tra il governo di una difficile transizione nel e verso il cambiamento e l’ottusa illusione di navigare fra il vecchio e il nuovo; nella speranza di salvare capra e cavoli hanno scelto la seconda strada. Non è solo un errore ad aver spinto il Partito democratico a sprecare la grande opportunità rappresentata da Stefano Rodotà, uno scienziato del diritto che per una vita è stato a fianco e dentro la sinistra storica e che ha criticato Grillo ieri e, ancora, oggi, quando il leader del movimento cinque stelle ha minacciato la sua scesa in piazza dopo l’elezione di Napolitano. Non è un caso, perché il Partito democratico è l’ultimo atto di una storia nata male e in questa riflessione il contributo di Lucio Magri può essere di grande utilità. La fine del Pci non ha aperto la strada a una nuova sinistra europea; quel prezioso patrimonio politico italiano con la sua storia originale non si è incontrato con l’esperienza del socialismo europeo, ma si è disperso all’inseguimento di un governo qualsiasi e dietro l’ideologia di un nuovismo senza identità, senso e società. Un gruppo dirigente, quello del Pd, per decenni ha occupato posti di potere e di comando nei partiti e nelle istituzioni e come fu per la nomenclatura dei paesi del socialismo reale, ha chiuso gli occhi davanti alle macerie di un sistema che stava franando e ha girato la testa mentre istituzioni, politica e politici perdevano moralità e credibilità.

Sono anni che la sinistra è senza una strategia e un progetto, sono anni che il campo della sinistra e del centro-sinistra è occupato da lotte intestine per i posti di comando, mentre il popolo di sinistra e democratico è abbandonato a se stesso. La situazione è vicina ad un punto di non ritorno e le scelte fatte buttano in una terra di nessuno milioni di elettori, mandano in confusione un patrimonio di militanti della sinistra e rischiano di consegnare il paese allo sfascio e alla protesta senza futuro. L’errore tragico ultimo è quello di aver perseguito l’obiettivo di incastrare l’inaffidabile Grillo o una parte dei grillini, quando il problema era ed è quello di riaprire un canale vero di comunicazione con una vasta e profonda sofferenza sociale e con quel mondo critico e ribelle che nella protesta ha seguito Grillo; anche per questa decisiva ragione è stata una scelta scellerata quella di non aver sostenuto Stefano Rodotà. Ma il peggio può ancora arrivare, se dopo l’elezione di Napolitano si dovesse approdare a quel governissimo che la destra chiede dal giorno dopo le elezioni, allora la vittoria del “cavaliere” sarebbe totale e non è difficile ipotizzare che al prossimo giro Napolitano verrebbe sostituito al Quirinale da Berlusconi medesimo. E di questa straordinaria parabola della democrazia italiana dovremmo ringraziare non solo tanti dirigenti del Pd, ma anche gli ultimi arrivati: Grillo e i suoi consiglieri.

Comunque la si voglia guardare la situazione appare molto compromessa, pur tuttavia qualcosa di interessante si muove. Non mi riferisco solo al documento, alle tesi del ministro Fabrizio Barca che avviano una riflessione e una iniziativa seria sulla situazione sociale e sul sistema politico o, anche, alla posizione unitaria e coerente di Vendola e di SEL, ma alla contestazione consapevole di una parte grande di militanti e di elettori di sinistra contro l’abbraccio con la destra berlusconiana e a quella rivolta contro le scelte dei dirigenti Pd che ha coinvolto una parte importante del tessuto organizzato, dei circoli, della base dello stesso Partito democratico. Vi è in sostanza una massa critica a sinistra che se trovasse un punto d’incontro, se riuscisse ad evitare gli antichi vizi ed errori potrebbe essere essenziale per evitare oggi il peggio e per guardare al futuro con qualche speranza.☺

famiano.crucianelli@tiscali.it

 

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