salvaguardiamo l’ambiente
2 Febbraio 2011
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salvaguardiamo l’ambiente

 

La Rete delle 128 Associazioni e Comitati contro i Rifiuti Extra-Regionali e l’Eolico Selvaggio in Molise ha organizzato il 23 novembre 2010 una Manifestazione Regionale per dire NO all’eolico selvaggio, No ai rifiuti extra-regionali, No alle infiltrazioni malavitose. Quel giorno sono scese in piazza migliaia di persone, in un colorato corteo, provenienti non solo dai diversi comuni molisani, ma anche da Roma, Morcone, Benevento e dal vicino Abruzzo; tutti uniti da un comune intento: salvaguardare i beni ambientali e paesaggistici del Molise e dimostrare che esiste un Molise che non accetta di essere calpestato e derubato della propria identità culturale, storico e sociale. L’ampia partecipazione a tale iniziativa ci incoraggia a proseguire in questo difficile impegno per sostenere un modello di sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile.

Dopo questa grande mobilitazione, in Consiglio Regionale, in data 14 dicembre 2010, è stata, finalmente, approvata all’unanimità la proposta di legge n. 245/2010 contro l’eolico selvaggio e a tutela delle aree archeologiche e paesaggistiche disciplinate dal Codice Nazionale dei Beni Culturali. Tale proposta è stata convertita in legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2010 che individua “l’area della Valle del Tammaro, e i rilievi che la delimitano, in quanto contesto dei più rilevanti valori archeologici emergenti dal territorio regionale” come zona non idonea all’installazione di parchi eolici o altri impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. Ciò ha rappresentato un primo passo a tutela delle nostre attività turistiche, artigianali e agricole.

Già in precedenza il Consiglio Regionale aveva approvato la Delibera Consiliare n. 256 del 16 novembre 2010 che impegna il Governo Regionale, nelle persone del Presidente della Regione e dell’Assessore all’Ambiente, a procedere alla revoca in autotutela del provvedimento di autorizzazione n. 1000/CAA del 02 luglio 2007 adottato dal Commissario ad acta, nominato dal Tar Molise per rilasciare la concessione all’installazione delle pale eoliche sul Crinale della Castagna.

Purtroppo per il Molise non si pone solo il problema dell’eolico selvaggio ma anche quello dei rifiuti extra-regionali. Lo scorso dicembre la Procura di Larino ha aperto un’inchiesta, denominata Open Gates, che ha confermato l’illecito smaltimento dei rifiuti tossici su terreni agricoli e conseguenti sversamenti in mare e nei corsi d’acqua nelle zone del Basso Molise. A seguito dell’inchiesta, la Procura ha convalidato l’arresto del Presidente del Cosib, del Dirigente dell’Assessorato all’Ambiente e di altri Funzionari della Regione Molise e della Provincia di Campobasso.

Sono tante le domande che si pongono i cittadini molisani: le sostanze trattate nei depuratori (di Montenero di Bisaccia e del Nucleo Industriale di Termoli) e poi sversate in mare hanno prodotto conseguenze impattanti sulle persone e sulla loro incolumità, oltre che sull’ambiente? È riconducibile a tali eventi la morìa di carpe che si è verificata a metà ottobre scorso nell’Invaso del Liscione? Si ha la certezza che la qualità dei prodotti agricoli provenienti dai campi coinvolti nello smaltimento non sia stata compromessa? Ci sono conseguenze per i consumatori e per la salute dei cittadini? L’aumento dei decessi, per tumore è connesso all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo? Si hanno garanzie sulla salubrità dei prodotti ittici ed agricoli (carne, latte, uova, verdure, legumi, cerali, frutta ed ortaggi) che giungono sulle nostre tavole?

Desta preoccupazione anche il fatto che le acque dell’Invaso, dopo il relativo trattamento di filtraggio e depurazione, riforniscono il servizio idrico dei Comuni del Basso Molise. In tali Comuni, in data 22 dicembre 2010, è scattato il divieto di usare l’acqua della rete pubblica per bere e cucinare, a causa degli eccessivi livelli di trialometani presenti. La contaminazione dell’acqua potabile è collegabile alla morìa dei pesci? È importante accertare le cause che hanno portato all’inquinamento del fiume Biferno e della Diga del Liscione. A tal proposito sarebbe opportuno revocare la Delibera di Giunta Regionale n. 674 del 06 agosto 2010 con la quale la Regione Molise ha individuato come impianto di stoccaggio per i rifiuti speciali, tossici, pericolosi e nocivi la discarica situata nella zona di Colle Santo Ianni, nel Comune di Montagano; e revocare il Decreto emanato dal Presidente della Giunta Regionale, n. 392 del 23 dicembre 2010, con il quale si prevede l’abbancamento temporaneo di rifiuti tramite le Ecoballe nella medesima discarica. Siamo sicuri che il percolato, i reflui e le altre sostanze non giungano nel fiume Biferno e da lì alla Diga del Liscione, visto che la discarica di Montagano sorge a poche centinaia di metri dal fiume stesso? Riteniamo necessario ed urgente effettuare un piano di bonifica ambientale della discarica con interventi di impermeabilizzazione e di tutela che limiterebbero danni al territorio in quanto la discarica di Montavano, sorta 15 anni fa per un bacino di utenza di diciassettemila cittadini, serve ora un bacino di utenza aumentato a circa centocinquantamila cittadini ed accoglie rifiuti da varie regioni italiane.

Bisogna evitare tutti i rischi di inquinamento che possano compromettere, nella nostra Regione, la salute delle persone. Sarò idealista ma rifiuto di accettare l’idea che quando gli interessi in gioco sono molto forti e soprattutto molto remunerativi esistano persone che non si fermano davanti a nulla, neanche di fronte alla possibilità di mettere a repentaglio la salute dei cittadini e la salubrità dei prodotti agroalimentari ed ittici. Se esistono individui che, guidati da un personale tornaconto, speculano sulla salute dei cittadini, a questo punto, viene da chiedersi: che significato danno, questi soggetti, all’art. 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’indivi- duo e interesse della collettività?

Ovviamente il percorso che ha intrapreso la Rete è arduo ma l’intento è quello di promuovere nella nostra Regione un modello di sviluppo eco-sostenibile, evitando scempi ambientali ed ulteriori inquinamenti che modificherebbero irrimediabilmente il paesaggio incontaminato della nostra terra. Salvaguardare e valorizzare la cultura, la storia, le tradizioni, i siti archeologici, il paesaggio e l’ambiente è indispensabile per permettere a tutti di conoscere il passato, vivere il presente ed immaginare il futuro. Il nostro pensiero è che “la terra non c’è stata donata dai nostri padri, ma prestata dai nostri figli e come tale dobbiamo restituirla”; continueremo a batterci per la nostra storia, la nostra cultura e la nostra salute e non permetteremo a nessuno di svenderla per qualche euro! ☺

brunettiely@gmail.com

 

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