Salvare Civitacampomarano
13 Febbraio 2019
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Salvare Civitacampomarano

Civitacampomarano rischia di diventare uno dei tanti villaggi “fantasma” d’Italia, che gli abitanti, nel corso del tempo, hanno costantemente e progressivamente abbandonato, per motivi economici o per eventi naturali, quali terremoti, dissesto geo-idrologico diffuso o inondazioni.

La ragione della presenza dei tanti insediamenti storici che caratterizzano le pendici dell’intero Appennino, che risale ad un processo innescatosi nell’alto Medioevo e sostanzialmente completatosi verso la fine del XV secolo, con popolazione prevalentemente rurale, è dovuta, in gran parte, al dover sfuggire alle febbri malariche delle pianure e/o alle aggressioni di eventuali invasioni, laddove l’esposizione e la morfologia del terreno presentavano le caratteristiche più favorevoli all’insediamento umano e alle attività agresti.

In tale contesto, anche Civitacampomarano è da ascrivere alla serie dei centri abitati che si svilupparono in posizione elevata, dando luogo a insediamenti importanti, ricchi di emergenze storiche, artistiche e culturali, pur se nel tempo hanno dovuto assistere alla progressiva erosione del basamento litologico su cui erano fondati. Per questi insediamenti, e quindi per Civitacampomarano, ciò che oggi rimane è il frutto dell’inesorabile macchina del tempo, contro il quale i tanti soggetti in campo, sia pubblici che privati, sono chiamati a reagire e a decidere.

E, dunque, è o non è il caso di preservare un nucleo di straordinaria bellezza, che, sapientemente restaurato e strutturalmente salvaguardato, può diventare ancor più attrattivo per quel turismo cercato da chi ama la storia e, nel caso, disperdersi fra tipici insediamenti medioevali?

Non è la prima volta che si è chiamati a parlare di Civitacampomarano, della sua stabilità e fragilità e degli interventi più opportuni da realizzare, perché questo scrigno di storia e natura possa durare il più a lungo possibile nel tempo.

Il primo passo per affrontare un problema di tale complessità e articolazione è quello di esaminare il processo decisionale messo in atto in situazioni analoghe, per il caso di Orvieto e Todi, dove lo Stato, a suo tempo, si adoperò emanando un’apposita legge speciale sulla salvaguardia delle due città, che attualmente risultano consolidate dopo ingenti lavori di protezione idrogeologica. In secondo luogo è utile verificare la necessità di effettuare studi su quegli aspetti non ancora esplorati a sufficienza e/o anche laddove i vari problemi siano stati esaminati separatamente e non in una visione d’insieme. E, infine, verificare i lavori di consolidamento effettuati nei centri urbani la cui situazione geologico-tecnica e geomorfologica è molto simile a quella di Civitacampomarano. ☺

 

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