Santiago: la porta santa
12 Gennaio 2021
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Santiago: la porta santa

Ho avuto il piacere di conoscere centinaia di pellegrini che, partiti dalle loro quotidianità, dagli angoli più remoti del mondo, si sono messi in cammino per giungere a Santiago. Con molti di loro, dialogando, sono emerse le diverse ragioni che hanno dato il via ai loro passi. Per un lutto, per un incidente, una malattia in famiglia, per una crisi esistenziale, a causa di una separazione in famiglia, per difficoltà di dialogo, un’amicizia in frantumi, una depressione, il desiderio di dare una svolta alla propria vita, la voglia di costruire nuove amicizie, una fuga dalla propria realtà. Una ricchezza variegata di motivi, tutti meritevoli di rispetto, ma che con la peregrinatio ad tumbas, con il cammino di Santiago, con la tradizione, non c’entrano molto.

Per secoli, dall’813 d.C., anno in cui fu scoperta la tomba dell’apostolo Giacomo, il pellegrinaggio a Santiago fu un modo per incontrare un amico di Gesù, uno dei primi uomini che ha seguito il figlio di Dio, un modo per riflettere sulla ristrettezza della propria esistenza, per redimersi dai peccati commessi e affidarsi, senza timori, alla parola di Dio.

Si sa, in questo mondo, tutto si trasforma e il cammino non si è sottratto a questa mondana legge. I numeri ne sono un indice: si è passati da 1.245 unità del 1985 a 347.578 unità nel 2019, transitando nel 2010, Anno Santo, per 272.135 pellegrini. Ovviamente, ben venga questo incremento di pellegrini. Auspichiamo e ci adoperiamo, anche attraverso le pagine di questa rivista, a renderli consapevoli di cosa è storicamente il cammino, di cosa li aspetta a Santiago e nella visita alla cattedrale.

In Plaza de la Quintana, osservando il prospetto della cattedrale, che guarda ad est, colpisce un ingresso al tempio sacro, chiuso da un cancello in ferro e un portale in pietra lavorato che lo ingloba. Un portale barocco del XVII secolo in cui si contano ben 27 sculture. In alto, in posizione centrale, risaltano tre statue che raffigurano San Giacomo e i suoi fidati discepoli Atanasio e Teodoro, le cui spoglie mortali furono rinvenute insieme a quelle di Giacomo el Mayor. Altre 24 sculture del XII secolo decorano l’ingresso all’atrio di una porta murata: la “Porta Santa” o “Porta del Perdono”. Tutte opere del maestro Mateo, il famoso scultore del “Portico della Gloria”.

La “Porta Santa” viene aperta in occasione dell’anno giubilare e, dal 1122, quando papa Callisto II concesse alla diocesi di Santiago di Compostela il privilegio di concedere l’indulgenza plenaria, questo accade quando il 25 luglio, festa del martirio dell’apostolo Giacomo, coincide con una domenica. Quell’anno viene dichiarato “Anno Santo Giacobeo” o “Año Santo” o “Año Xacobeo” e la città di Santiago di Compostela ospiterà molteplici iniziative. Questo privilegio fu confermato nella bolla pontificia Regis Aeterni dal papa Alessandro III, nel 1179 e da allora si sono susseguiti ben 119 Giubilei. Il 25 luglio 2021 è domenica e pertanto avremo un “Anno Santo Giacobeo”, che risulterà essere il centoventesimo Año Santo. Il 31 dicembre del 2020, l’arcivescovo di Santiago, per la cerimonia inaugurale del Giubileo, colpirà con un martello d’argento tre volte il muro che chiude la “Porta Santa”, e chiederà all’Apostolo di poter entrare nel suo tempio. Il muro verrà demolito e la Porta Santa resterà aperta per un anno intero e diventerà l’accesso dei pellegrini in cattedrale.

Dicevo: è un anno Santo e come tale, per quel privilegio del 1122, la chiesa, “in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi perché ottenga dal padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati” (CCC 1478), concede l’indulgenza plenaria, ovvero il perdono da tutti i peccati.

Il pellegrino spinto “a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità”, ottempera ad alcuni precetti per ottenere la remissione dei propri peccati: effettuerà l’antico cammino di Santiago; farà visita alla tomba di San Giacomo nella cattedrale di Santiago di Compostela; riceverà la confessione sacramentale e la comunione eucaristica; reciterà preghiere, come il Credo e il Padre Nostro, partecipando all’eucaristia in una santa messa nella cattedrale di Santiago. Sarà emozionante parteciparvi.

Concludo con le parole di papa Benedetto XVI pronunciate all’ apertura dell’Anno Santo Compostelano del 2010: “Nel cammino si contemplano nuovi orizzonti che fanno riflettere sulla ristrettezza della propria esistenza e sull’immensità che l’essere umano ha dentro e fuori di sé, preparandolo ad andare in cerca di ciò a cui realmente il suo cuore anela. Aperto alla sorpresa e alla trascendenza, il pellegrino si lascia istruire dalla Parola di Dio, e in tal modo purifica la propria fede da adesioni e timori infondati. (…) Chiedo ferventemente al Signore di accompagnare i pellegrini, di farsi conoscere e di entrare nei loro cuori, ‘affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza’ (Gv 10, 10). Questa è la vera meta, la grazia, che il mero percorso materiale del Cammino non può far raggiungere da solo, e che porta il pellegrino a divenire un testimone dinanzi agli altri del fatto che Cristo vive ed è la nostra speranza eterna di salvezza”.☺

 

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