Scegliere di esporsi al sole di giustizia
4 Ottobre 2019
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Scegliere di esporsi al sole di giustizia

Coloro che mi temono e onorano il mio nome… diverranno… la mia proprietà particolare… avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve” (Mal 3,16-17).

Il Libro del profeta Malachia (nome che appare in Mal 3,1 e significa “mio messaggero”) è collocato alla fine dei libri profetici ed è pensato anche dalla tradizione giudaica come la tappa ultima della vicenda profetica poiché, alla morte di Malachia, lo spirito profetico si sarebbe ritirato da Israele. Si tratta di un libro che registra il venir meno all’alleanza da parte di tutti, che denuncia le trasgressioni sia dei sacerdoti che del popolo nell’ambito del culto e che affronta anche lo scandalo dei matrimoni misti e dei divorzi. Il matrimonio con le donne pagane e il divorzio sono un segno eloquente del tradimento nei confronti dell’alleanza, all’interno di una società teocratica, organizzata in caste.

Su tutti gli episodi negativi che indeboliscono il rapporto di alleanza tra il popolo e il suo Dio, si staglia la prospettiva dell’avvento del “giorno del Signore”, evento che comporterà la purificazione dei sacerdoti, la fine dei malvagi e il trionfo dei giusti. Si attende la venuta dell’angelo dell’alleanza preparata da un inviato misterioso che in Mt 11,10 viene identificato con Giovanni il Battista. Il riferimento è all’ordine nuovo sancito dall’era messianica, in cui saranno ristabiliti sia l’ordine morale che quello cultuale e tutte le nazioni offriranno il loro sacrificio a Dio.

Dio vuole ripristinare con i membri del sacerdozio la stessa alleanza di Levi, il cui insegnamento viene celebrato come “veritiero” e il cui agire è elogiato perché contrassegnato da “pace e rettitudine” (Mal 2,6). Tale alleanza, infatti, è stata infranta perché il sacerdote, che è “messaggero del Signore degli eserciti” (2,7), ha deviato, diventando causa di inciampo per gli altri. Per il profeta l’alleanza dei padri è stata profanata anche sposando donne straniere che hanno introdotto un culto idolatrico oppure tradendo e ripudiando la propria moglie.

Il male, secondo il profeta, fa la sua comparsa sulla terra quando si pensa che Dio non esiste o che non è proprio così giusto come si crede. Ma il profeta ricorda che Dio c’è, che sta per venire e che la sua venuta non lascerà nessuno indifferente perché è assimilata al “fuoco del fonditore” e alla “lisciva dei lavandai” (Mal 3,2). Questa venuta “incisiva” purificherà il popolo e gli permetterà di tornare ad “offrire al Signore un’offerta secondo giustizia” che “sarà gradita al Signore” (Mal 3,3.4), mentre un duro giudizio si abbatterà su coloro che non temono il Signore: incantatori, adulteri, oppressori della vedova, dell’orfano e del forestiero, e quanti frodano il salario all’operaio. Segue un accorato appello alla conversione seguito dalla promessa di “benedizioni sovrabbondanti” (Mal 3,10) e di felicità.

Dio, infine, distingue in mezzo al suo popolo tra quanti hanno preso sottogamba i comandamenti e quanti li hanno osservati: i primi non resisteranno nel “giorno del Signore rovente come un forno”, saranno bruciati e non avranno né radice né germoglio; i secondi invece godranno del sole di giustizia e saranno coinvolti in una danza gioiosa. Il profeta Elia è colui che con l’autorità della sua figura è deputato a preparare la conversione prima del giorno del Signore e a riconciliare tra loro le generazioni.

Sono tante oggi le trasgressioni contro i deboli e contro Dio. Si froda con leggerezza e una certa naturalezza, sentendosi autorizzati a sottrarre agli altri quanto a loro spetta per poterlo intascare quasi spettasse di diritto. Si tradisce senza scrupoli, scaricando la colpa sul fatto che la fedeltà non va più di moda. Si uccide senza pensarci due volte, per rimuovere il fastidio dell’altro o perché l’altro mi chiede conto della follia di alcuni miei gesti. Il momento della verità giunge per tutti: è un sole abbagliante che brucia la paglia di chi è inconsistente e scalda il cuore di chi è tenacemente fondato nella giustizia. Quel momento arriva sempre e arriva per tutti.                             

 

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