Simbologia di un regime
14 giugno 2016
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Simbologia di un regime

La simbologia romana ha lasciato, sicuramente, una grande eredità nella simbologia moderna, basti pensare alla Francia di Napoleone, all’Inghilterra e alla Germania dell’Ottocento, o agli Stati Uniti.

Anche il fascismo utilizzò appieno la simbologia antica, in particolare quella imperiale, per rifarsi a quel passato glorioso e per tentare di ricostruirlo. Il fascio divenne presente ovunque (anche se più per ragioni politiche che per altro), l’aquila anche, gli edifici tentarono di richiamare lo stile classico e devo dire che ben si sposano nel cuore di Roma. Furono iniziate molte opere archeologiche, e venivano innalzate statue agli antichi imperatori.

Il fascismo storico, così inteso dalla fondazione de Il Popolo d’Italia e l’inizio delle campagne interventiste nel 1914 al termine della Repubblica Sociale Italiana (RSI) nel 1945, fece ampio uso della simbologia classica dell’antica Roma: esempi ne furono il fascio littorio, il saluto romano, l’utilizzo della lettera “V” in luogo della “U” e l’aquila romana.

Il fascio littorio

I fasces lictoriae erano, nell’Antica Roma, un simbolo del potere e dell’autorità maggiore, l’imperium. Si trattava di un fascio cilindrico di verghe di betulla bianca, simboleggianti il potere di punire, legate assieme da nastri rossi di cuoio (latino: fasces), simboli di sovranità e unione, al quale talvolta era infissa un’ascia di bronzo, a rappresentare il potere di vita e di morte sui condannati romani.

Esso venne ripreso da vari movimenti politici ed entità statali a partire dalla fine del XVIII secolo, divenendo quindi simbolo dei Fasci italiani di combattimento di Benito Mussolini nel 1919, nonché come nell’antica Roma, un simbolo del potere e autorità maggiore, l’imperium. La funzione dei fasci non era tuttavia esclusivamente simbolica, giacché le canne venivano materialmente usate per fustigare i delinquenti sul posto e analogamente l’ascia era utilizzata nell’amministrazione delle pene capitali e comunque come mezzo di difesa da parte della scorta di lictores, i particolari servitori dello stato incaricati di recare i fasces.

In Italia, però, i fasci erano già stati usati sul finire del XIX secolo da movimenti di sinistra, quando vennero creati i Fasci siciliani, un movimento di lavoratori della terra che si batteva per i loro diritti Nel periodo che precede la prima guerra mondiale, uno tra i più attivi gruppi interventisti sarà quello dei “Fasci d’azione rivoluzionaria”, sorti nel 1914 dal precedente “Fascio rivoluzionario d’azione internazionalista”, composto da membri della sinistra avanzata, da repubblicani intransigenti, da sindacalisti rivoluzionari e dagli esuli giuliani, dalmati e trentini (gli irredenti).

Il saluto romano

Il saluto romano è una forma di saluto che prevede il braccio destro teso in avanti verso l’alto, con la mano tesa aperta. Inizialmente fu usato dai legionari fiumani, successivamente fu imposto dal regime attraverso una campagna promossa da Achille Starace. Come il fascio littorio, anche il saluto romano viene scelto proprio per stabilire un legame con il passato di grandezza dell’antica Roma che, secondo gli intenti di Mussolini, sarebbe dovuta risorgere sotto il suo governo. Il saluto romano, il fascio littorio, l’aquila imperiale diventeranno in breve i segni del nuovo regime e dello stile di vita che il regime vorrà imporre a tutti gli italiani.

Aquila romana

L’aquila era rappresentata soprattutto con le ali aperte. Anche questo simbolo, che si rifaceva chiaramente alla civiltà romana, era manifestazione di grandezza e di ricordo delle vittorie di Roma antica. Capitava spesso che l’aquila tenesse il fascio nei suoi artigli, ad esempio nella bandiera della repubblica sociale di Salò. Anche il nazismo prese questo e molti altri simboli per comunicare l’unione del popolo italiano con quello tedesco, cosa che però non avvenne mai neanche in principio.

L’aquila la ritroveremo, unitamente al fascio, anche nelle monete: nel pezzo d’oro da 50 lire, in quelli di nichel da 2 lire, 1 lira e da 50 centesimi, e in quello di bronzo da 5 centesimi.

L’aquila viene riportata quasi sempre con le ali aperte perché doveva rappresentare la grandezza e il ricordo delle vittorie di Roma antica.

la V maiuscola

Dopo la creazione dell’alleanza tripartita tra Italia, Germania e Giappone si cercò un simbolo che potesse far capire alla gente la potenza dei tre stati. Questo simbolo divenne la V perché era l’iniziale della parola “vittoria” ed anche perché simboleggiava i tre vertici con l’Italia naturalmente al centro.☺

 

 

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