Situazione confusa
11 giugno 2018
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Situazione confusa

Lega e Movimento 5 Stelle

Non è un buon inizio. La situazione politica italiana è fastidiosa prima ancora che pericolosa. Il fastidio è dato dall’ipocrisia e dall’inaffidabilità dei nuovi protagonisti del teatro politico italiano, malcostume reso possibile dal declino e dalla latitanza dei partiti destinati all’opposizione parlamentare. Era ieri quando per Salvini i Cinque Stelle erano un movimento pauperista infrequentabile, e per Di Maio nessuna alleanza sarebbe stata possibile. Tutti e due in coro hanno sempre ripetuto: “mai più un governo presieduto da un tecnico” e si potrebbe scrivere un romanzo sulle cose dette in campagna elettorale e smentite puntualmente in queste settimane postelettorali. Questo valzer delle bugie e delle doppie verità è stato ed è possibile perché non esiste alcuna credibile opposizione politica.

Partito Democratico e Forza Italia

Il Partito Democratico si è perso nel castello di Kafka e non trova una via di uscita qualsiasi cosa accada. Lo spettacolo dell’assemblea nazionale di sabato 19 maggio è uno dei momenti più bassi e deprimenti della politica italiana. Il Partito Democratico dopo anni di governo perde l’8%, e nella sua massima istanza politica non trova di meglio che passare il tempo fischiando e insultando tizio e caio. L’Italia e i problemi degli italiani non esistono, è solo una partita di calcio fra Guelfi e Ghibellini. Berlusconi che pure ha sette vite, appare ormai inesorabilmente in cammino sul viale del tramonto. Renzi e Berlusconi ricordano Craxi e Forlani alla vigilia del 1992, alla vigilia della rivoluzione giudiziaria di tangentopoli. Oggi come allora, per ragioni diverse, forte è la possibilità che si ripeta la stessa storia del PSI e della DC di allora, ovvero l’esaurimento e il decesso politico del Pd e di Forza Italia. Che finisca la lunga stagione berlusconiana non può che essere un bene, avere, però, portato il PD sulla stessa barca di Berlusconi è stata ed è una grave responsabilità. Aver fatto prevalere i propri interessi di bottega bruciando sul nascere qualsiasi tentativo di dialogo con i grillini è stata una scelta avventurista da parte dell’ex segretario del Pd.

I rischi per la democrazia

Nella galassia del movimento di Grillo, nel vasto elettorato dei Cinque Stelle convivono ambiguità e contraddizioni profonde, aver spinto Di Maio nelle braccia della Lega, seguendo la logica del tanto peggio tanto meglio, può far pagare un prezzo carissimo non solo al gruppo dirigente del Pd, ma, cosa ben più grave, alla nostra stessa democrazia. Vi sono nella politica e nella società italiana tutti gli ingredienti per un’ulteriore involuzione autoritaria. Il famoso contratto Di Maio – Salvini mette insieme gli aspetti più pericolosi della nostra poco nobile tradizione: il liberismo, il corporativismo economico-sociale, l’assistenzialismo statale, l’agitazione qualunquista e securitaria e il nazionalismo contro l’Europa. È un programma che tocca i luoghi comuni più sensibili della pancia di una parte grande dei cittadini dell’Italia di oggi. Cittadini e lavoratori fortemente provati dalla crisi economica e dalla miseria delle classi dirigenti. Chi pensa di aspettare sulla riva del fiume il cadavere del duo Salvini – Di Maio rischia un’amara delusione. In modo consapevole o meno si è aperto il vaso di Pandora e tutto può accadere. Se il governo che verrà, dovesse portare avanti con coerenza la flat tax, il reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero, noi ci troveremo di fronte rapidamente ad una situazione finanziaria insostenibile, al rischio di una bancarotta dello Stato e i prezzi sociali sarebbero altissimi. Cosa accadrebbe a quel punto? Quali conseguenze ne trarrebbero il duo Di Maio – Salvini? Dubito che chiederebbero scusa per poi andare a casa. I nostri consoli si troverebbero di fronte ad un bivio drammatico o cercare nel fondo del barile le buone intenzioni che pure esistono o, cosa più probabile, dare corso ad una nuova e pericolosa “fase due” del governo, nella quale davanti al tribunale del popolo verrebbero portate le istituzioni, i lacci e laccioli della nostra Costituzione, l’euro e la tecnocrazia europea. Una nuova fase nella quale il nuovo ministro degli interni potrebbe ancor più liberare le sue pulsioni razziste e immettere nuovi e pericolosi veleni nel corpo del popolo italiano.

Ai buontemponi di casa nostra e ai vari Renzi è bene ricordare che l’Italia e non altri, ha inventato il fascismo dopo la prima guerra mondiale, così è sempre l’Italia prima di altri nei primi anni ‘90 con Berlusconi ad aver scoperto il moderno populismo ed oggi, primi in Europa, portiamo al governo partiti che nel loro DNA hanno l’agitazione qualunquista e, nel caso della Lega, anche, la discriminazione razziale.

Le soluzioni?

Si apre una fase difficile e complessa, ma un errore grave le donne e gli uomini di “buona volontà” dovrebbero evitarlo, quello di esaurire la lotta politica e ideale nelle stanze dei palazzi e nel cielo della politica. Tornare fra la gente, parlare alla disperazione dei giovani, dei precari e dei cittadini e lavorare con loro a una vera alternativa, questo deve essere il primo dei nostri compiti. Battersi, come insegnava Gramsci, nelle “case matte” della società, nei luoghi dove si forma il senso comune e la produzione di ricchezza per affermare contro l’oscurantismo morale e culturale di questi tempi una nuova visione della società e della vita. Si può fare.

  1. S. L’articolo è stato scritto, quando il cerchio sembrava chiuso e il governo fatto. Poi abbiamo avuto il colpo di teatro e il governo Salvini – Di Maio è evaporato. Ma la sostanza del ragionamento resta valida e vale come ammonimento per il prossimo futuro.☺
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